E andare a studiare il sistema argentino ?

Discussioni sulla FIR e sulle Nazionali, maggiore e giovanili

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Laporte
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da Laporte » 12 giu 2012, 20:29

Alucard ha scritto: Si è vero hanno dei club molto belli, con tanti campi in erba e strutture allegate, e si pagano per andarci, ma da quel che mi ricordo i veri finanziatori di queste strutture sono le banche che gli stanno dietro...quindi domando, è possibile la stessa cosa anche in Italia?
No. non ci sono le banche. Alcuni, pochi per altro, hanno un sitema di finanziamento mutuo (i soci prestano soldi al club - il club presta soldi ad altri soci) . Ma non è lì il nocciolo.

E' come questi club (ma anche quelli gallesi, irlandesi) sono organzizati. Quali metodi hanno per attirare i giovani e formari

Mero
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da Mero » 12 giu 2012, 22:15

Credo che le motivazioni dettate dal tenore di vita argentino "povero" c'entrino poco o nulla. In Argentina il rugby è da sempre considerato lo sport praticato dalla popolazione benestante e dai rampolli che possono permettersi di frequentare l'università fino a 30 anni.

Laporte
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da Laporte » 12 giu 2012, 22:45

Mero ha scritto:Credo che le motivazioni dettate dal tenore di vita argentino "povero" c'entrino poco o nulla. In Argentina il rugby è da sempre considerato lo sport praticato dalla popolazione benestante e dai rampolli che possono permettersi di frequentare l'università fino a 30 anni.
fino a trentanni... non sono bamboccioni come noi... comuqnue sì il rugby è uno sport da middle-class (secondo i parametri argentini)

Alucard
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da Alucard » 12 giu 2012, 23:20

Laporte ha scritto:
Alucard ha scritto: Si è vero hanno dei club molto belli, con tanti campi in erba e strutture allegate, e si pagano per andarci, ma da quel che mi ricordo i veri finanziatori di queste strutture sono le banche che gli stanno dietro...quindi domando, è possibile la stessa cosa anche in Italia?
No. non ci sono le banche. Alcuni, pochi per altro, hanno un sitema di finanziamento mutuo (i soci prestano soldi al club - il club presta soldi ad altri soci) . Ma non è lì il nocciolo.

E' come questi club (ma anche quelli gallesi, irlandesi) sono organzizati. Quali metodi hanno per attirare i giovani e formari
Ok ricordavo qualcosa di simile...

calep61
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da calep61 » 12 giu 2012, 23:57

Laporte ha scritto:
calep61 ha scritto: Secondo me, il sistema argentino non è esportabile per il semplice fatto che non è un sistema (nel senso di dinamica strutturata organizzativamente con un modello studiato a tavolino) e per lo stesso motivo non è certamente proponibile da una qualche entità suprema (FIR?), ne tantomeno sponsorizzabile; si può solo osservare con una discreta ammirazione per lo sforzo profuso e la capacità di aggregazione rispetto alla litigiosità tipica italiana, ma nulla di più.
si tratta, infatti, di iniziative individuali che nel tempo cittadini appassionati hanno intrapreso nel mondo dello sport, ma non solo, per risolvere storici e incancreniti problemi economici presenti nel paese, come in buona parte dell'America latina, aggregandosi attorno ad una passione sportiva, piuttosto che ad un progetto lavorativo con soluzioni assimilabili al cooperativismo che conosciamo anche in Italia. Non è questo modo di aggregarsi nel rugby che lo ha reso migliore di quello italiano, anche perchè in termini di infrastrutture ed organizzazione sportiva non è che abbia prodotto molto in terra argentina e possa essere preso ad esempio (avete visto l'aspetto dello stadio dove si è giocato il TM l'altro giorno? se il modello deve essere quello, io mi terrei l'Olimpico di Roma!). La vera benzian che rende i giocatori argentini migliori di quelli italiani, spesso, è la fame, non in senso stretto del termine, ma rispetto al tenore medio di vita presente, alle difficoltà generali che il paese vive da qualche anno (pur con le notevoli punte di eccellenza che indubbiamente la società civile argentuina possiede), insomma, la crisi economica ed il crack finanziario vissuto qualche anno fa, il cui ricordo è ancora dietro l'angolo, spingono e motivano molto più di quanto avvenga per i giovani giocatori italiani che, ci piaccia o meno riconoscerlo, sono cresciuti e vivono sicuramente molto più nella bambagia. Questa è la sola e vera differenza; come spiegare, diversamente, i tanti sportivi (e non solo)argentini in giro per il mondo?
- Sbagli a giudicare il movimento dall'aspetto dello stadio (peraltro usato una tantum). Manco se quello di Ascoli Piceno o dell'Aquia (anche ante terremoto) fosse poi tanto meglio. Vince chi gioca meglio non chi ha lo stadio più bello. Come giudicarele persone dalla macchina che hanno.

- Tu parli della fame e forse c'entra anche quello (ma allora la ricca Inghilterra dovrebbe essere 100sima nel raninking) . Quando l'argentina nel 1999 arrivò nei quarti ai mondiali eliminando l'Irnada la situazione economica era assai migliore (l'era della "plata dulce")

- Ti chiedo senza polemica hai mai visitato un club sportivo in argentina ? Parlo di piccoli centri. Sono spesso lussuosi non solo rispetto ai loro standard di vita, ma anche a quelli di pari livello dei nostri club. Con una differenza, le strutture sono di proprietà delclube non frutto della leccaculaggine verso il politico mangione di turno. E sono pieni di giovani che PAGANO per andarci.

Scusami ma questa è la visione che hai tu del sistema argentino da 15.000 km di distanza... Piena di stereotipi. E conferma a mia iptesi che bisogna smetterla di credersi sapientoni ed avere l'umiltà di anadare là a vistare.
no, non sono mai stato in argentina, ma non credo sia necessario girare tuto il mondo per conoscere aspetti caratterizzanti, culture e condizioni di vita dei principali paesi.
ci sono molti mezzi oggi come oggi per approfondire la conoscenza, non credi, della crisi finanziaria, come della guerra con gli inglesi si è saputo anche senza fare un giro sulle ande e per chi decida di fare dgli approfondimenti c'è solo l'imbarazzo della scelta.
non ho messo in discussione l'efficacia del movimento rugbystico argentino,o la qualità dei club, ho semplicemente affermato che non si può parlare di un sistema, ne tantomeno esportabile; le cooperative (modello organizzativo assimilabile)esistono in Italia prima dell'ultima guerra, ma non mi sembra siano imiegate con particolare enfasi nel mondo dello sport e, forse, stanno perdendo di credibilità anche più in generale e non perchè il modello non sia valido sulla carta, ma forse perchè non appartiene molto alla cultura e tradizione italiana in genrale, quindi come esportare un modus operandi che nasce e cresce in Argentina come soluzione naturale ai problemi di fondo di un paese che, consentimelo, non si è mai distinto negli ultmi 50 anni almeno per eccellenza economica, suvvia. Per confronto citi gli stadi italiani, giusto, infatti anche da noi ci lamentiamo della pochezza del nostro movimento, ma non è che in Argentina, al di la di una buona scuola e tradizione di base, siano stati raggiunti chissà quali risultati in termini di organizzazione ed infrastrutture del movimento infatti c'è ancora il dilettantismo e noi dovremmo regridire verso un tale modello (l'Argentina è forte come nazionale solo grazie ai tanti giocatori che performano abitualmente nei campionati più competitivi in giro per il mondo e non certo perchè giocano abitualmente in Argntina!) Ilparagone, poi, con gli anglosassoni è completamente fuori luogo, loro hanno dato vita al rugby, ci giocano da 200 anni e sono strutturati organizzativamente da almeno 150, lascia perdere, li si che possiamo trovare delle best pratice da scimmiottare. Quello che possiamo acquisire per osmosi dagli argentini è sicuramente una maggiore serietà e convinzione nelle cose che fanno e questo non solo nel rugby o nello sport, ma anche questo non è un sistema esportabile, ma un modo di fare, un attegiamento a cui, semmai, ispirarsi.
È proprio vero che la maggior parte dei mali che capitano all'uomo sono cagionati dall'uomo.
Plinio il Vecchio
Non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto.
Blaise Pascal
Nulla infonde più coraggio al pauroso della paura altrui.
Umberto Eco

Laporte
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da Laporte » 13 giu 2012, 8:01

calep61 ha scritto: no, non sono mai stato in argentina, ma non credo sia necessario girare tuto il mondo per conoscere aspetti caratterizzanti, culture e condizioni di vita dei principali paesi.
ci sono molti mezzi oggi come oggi per approfondire la conoscenza, non credi, della crisi finanziaria, come della guerra con gli inglesi si è saputo anche senza fare un giro sulle ande e per chi decida di fare dgli approfondimenti c'è solo l'imbarazzo della scelta.
non ho messo in discussione l'efficacia del movimento rugbystico argentino,o la qualità dei club, ho semplicemente affermato che non si può parlare di un sistema, ne tantomeno esportabile; le cooperative (modello organizzativo assimilabile)esistono in Italia prima dell'ultima guerra, ma non mi sembra siano imiegate con particolare enfasi nel mondo dello sport e, forse, stanno perdendo di credibilità anche più in generale e non perchè il modello non sia valido sulla carta, ma forse perchè non appartiene molto alla cultura e tradizione italiana in genrale, quindi come esportare un modus operandi che nasce e cresce in Argentina come soluzione naturale ai problemi di fondo di un paese che, consentimelo, non si è mai distinto negli ultmi 50 anni almeno per eccellenza economica, suvvia. Per confronto citi gli stadi italiani, giusto, infatti anche da noi ci lamentiamo della pochezza del nostro movimento, ma non è che in Argentina, al di la di una buona scuola e tradizione di base, siano stati raggiunti chissà quali risultati in termini di organizzazione ed infrastrutture del movimento infatti c'è ancora il dilettantismo e noi dovremmo regridire verso un tale modello (l'Argentina è forte come nazionale solo grazie ai tanti giocatori che performano abitualmente nei campionati più competitivi in giro per il mondo e non certo perchè giocano abitualmente in Argntina!) Ilparagone, poi, con gli anglosassoni è completamente fuori luogo, loro hanno dato vita al rugby, ci giocano da 200 anni e sono strutturati organizzativamente da almeno 150, lascia perdere, li si che possiamo trovare delle best pratice da scimmiottare. Quello che possiamo acquisire per osmosi dagli argentini è sicuramente una maggiore serietà e convinzione nelle cose che fanno e questo non solo nel rugby o nello sport, ma anche questo non è un sistema esportabile, ma un modo di fare, un attegiamento a cui, semmai, ispirarsi.
1) certi aspetti li cogli solo se vai sulposto. Il filtro della rete è terribile. Basta leggersi la percezione stereotipata che hanno del'Italia su certi siti...
2) Il modello non è certamentamene esportabile in toto, ma di certo qualcosa da imparare dovremmo averlo .
3) Il modello anglosassone è per noi ancor più incopianbile. Non abbaimo il seguito anche mediatico che ha il rugby in UK o pggio in NZ. Non c'è pratica nelel scuole e via dicendo.

Quanto alla frase ('Argentina è forte come nazionale solo grazie ai tanti giocatori che performano abitualmente nei campionati più competitivi in giro per il mondo e non certo perchè giocano abitualmente in Argntina!) ti replico dicendo due cose:

- la formazione giovanile mica la fanno all'estero
- Anche il 95% dei nostri nazionali gioca in campionati esteri (la pro-12, mica è un campionato italiano, è un terneo celtico di cui siamo ospiti)

Ecco proprio il primo punto fa la differenza. la formazione giovanile.

Lasciar perdere la presupponenza che permea anche questo Forum, ossia che le società i club siano fatti da genii che non hanno nulla da imparare, eche la colpa sia solùo di Ascione e DOndi

L'umiltà ecco cosa manca al rugby italiano. Il volere scimmiotttare un modello quello anglosassone che non ci appartiene è l'altro problema.

sandrobandito

Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da sandrobandito » 13 giu 2012, 8:21

Laporte ha scritto:potrebbe anche essere utile, ma non è che la il rugby sia il primo sport, anzi è anche abbastanza elitario.
Il rugby non è il primo sport per quasi tutti, anche per Francia e Inghilterra tanto per non andare lontano, ma lì è un gioco prima che uno sport, anche se elitario, e i bambini giocano e prendono confidenza. Qui da noi il rugby è solo uno sport elirtario.

mauott
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da mauott » 13 giu 2012, 9:23

Laporte ha scritto: sai qualìè il male del rugby Italiano: ch è pieno di incompetenti ai liverlli di base. Incompetentiche però si credono dei fenomeni e scaricano la proprio scarsità sul vertiche che LORO hanno eletto.

E' gente che va bene solo a fare la gara di rutti nel terzo tempo.
magari non tutti sono così ma sostanzialmente sono d'accordo ...

calep61
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da calep61 » 13 giu 2012, 10:10

Laporte ha scritto:
- la formazione giovanile mica la fanno all'estero
- Anche il 95% dei nostri nazionali gioca in campionati esteri (la pro-12, mica è un campionato italiano, è un terneo celtico di cui siamo ospiti)
E' VERO, MA CIO' ACCADE SOLO DA 2 ANNI, INFATTI QUALCHE PICCOLO MIGLIORAMENTO LO SI E' VISTO, GLI ARGENTINI GIOCANO IN GIRO PER IL MONDO DA ANNI E ANCHE NEI CAMPIONATI ITALIANI LA LORO PRESENZA E' STATA ED E' NUMEROSA
Ecco proprio il primo punto fa la differenza. la formazione giovanile.
Lasciar perdere la presupponenza che permea anche questo Forum, ossia che le società i club siano fatti da genii che non hanno nulla da imparare, eche la colpa sia solùo di Ascione e DOndi
L'umiltà ecco cosa manca al rugby italiano.
SU QUESTO TEMA MI TROVI D'ACCORDO, SI CRITICA TANTO LA FEDERAZIONE PER I SOLDI SPESI PER LE ACCADEMIE E SU COME SONO ORGANIZZATE, MA DI FATTO, PUR CON GLI INEVITABILI MARGINI DI MIGLIORAMENTO CHE OGNI INIZIATIVA UMANA PUò AVERE, RAPPRESENTANO LE UNICHE ESPERIENZE STRUTTURATE DI FORMAZIONE PROGRAMMATICA PRESENTI AD OGGI
Il volere scimmiotttare un modello quello anglosassone che non ci appartiene è l'altro problema.
INSOMMA, IL MODELLO FRANCESE O INGLESE(TANTI CLUB PROFESSIONISTICI CON CAMPIONATI DI QUALITA') SI PUO' TENTARE DI PERSEGUIRE SOLO CON ANNI E ANNI DI ATTENZIONE E SPINTA NEL CERCARE DI STIMOLARE INTERESSE ED APERTURA DA PARTE DELLA SOCIETA' CIVILE, MA PROPRIO TUTTA; IN ITALIA FATICHIAMO ANCORA A TROVARE DISPONIBILITA' DA PARTE DELL'UNICA TV PUBBLICA A TRASMETTERE DIGNITOSAMENTE IL RUGBY E GLI SPONSOR SI FATICA A TROVARLI, INOLTRE L'ALLONTANAMENTO DALLE GRANDI CITTA' - MILANO, TORINO, BOLOGNA, GENOVA - DAL RUGBY DI PUNTA NON SEMPLIFICA I PROCESSI DI SPONSORSHIP! QUINDI, COSA RIMANE, L'INVENZIONE FRANCHIGE, L'UNICO MODELLO STUDIATO A TAVOLINO PER CERCARE DI RISOLVERE PIU' CHE PROBLEMI DI FORMAZIONE - IN AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA, COME NEI PAESI CELTICI, NON AVEVANO PROBLEMI DI QUESTO TIPO - ASPETTI AFFERENTI LA QUADRATURA DEI BILANCI DEI CLUB SEMPRE IN PERENNE CRISI ESISTENZIALE ED A CORTO DI FINANZE PER ALIMENTARE ADEGUATAMENTE LA COMPETIZIONE SEMPRE PIU' SPINTA. NON E' DETTO CHE LA FRANCHIGIA COSì COME STRUTTURATA IN QUESTI PAESI POSSA ESSERE IMPORTATA IN ITALIA, MA UN LAVORO DI SEMPLIFICAZIONE, DI SINTESI PER CERCARE DI FAR CONVOGLIARE LE POCHE ENERGIE E RISORSE DI QUALITA' ESISTENTI IN UN NUMERO MINORE DI ATTORI CREDO SIA UN PASSAGGIO OLTRE CHE UTILE, INEVITABILE PER POTER SPERARE DI OTTENERE IN UN BREVE/MEDIO PERIODO UN SALTO DI QUALITA' DI TUTTO IL MOVIMENTO. ORA COME ORA C'E' TROPPA DISPERSIONE E LE RISORSE DISPONIBILI NON BASTANO PER TUTTI!
È proprio vero che la maggior parte dei mali che capitano all'uomo sono cagionati dall'uomo.
Plinio il Vecchio
Non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto.
Blaise Pascal
Nulla infonde più coraggio al pauroso della paura altrui.
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Luqa-bis
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da Luqa-bis » 13 giu 2012, 10:27

Una risposta dovuta anche se non opportuna visto lo stile di certi forumisti.

Laporte.

Io il tuo intervento iniziale l'ho letto. Bene.
Come leggo quasi sempre i tuoi interventi, anche quelli che sarebbe meglio ignorare.

Il tema era ed è interessante.

Ma il difetto che attribuisci al rugby italiano è una tua caratteristica fondamentale. La mancanza di umiltà.
Che si aggiunge alla tendenza ad adottare uno stile comunicativo che, ripeto, indulge al "trollismo".
E il "trollismo" non incoraggia lo scambio di idee ma nella migliore delle ipotesi delle polemiche.

Chiudo qui la spiegazione e mi rammarico con gli altri forumisti per aver inquinato vieppiù la discussione.

Laporte
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da Laporte » 13 giu 2012, 11:34

Luqa-bis ha scritto:
Ma il difetto che attribuisci al rugby italiano è una tua caratteristica fondamentale. La mancanza di umiltà.
Che si aggiunge alla tendenza ad adottare uno stile comunicativo che, ripeto, indulge al "trollismo".
E il "trollismo" non incoraggia lo scambio di idee ma nella migliore delle ipotesi delle polemiche.

Chiudo qui la spiegazione e mi rammarico con gli altri forumisti per aver inquinato vieppiù la discussione.
Varo Luqa : tu invece soffri di una ltra sindrome: che è quelle del melenso politacl-correct, del volemose bene, per cui se uno esprime tesi scomode lo si taccia di trollismo...

E' una forma di prevenzione mentale, di pigrizia intelletuale, di chi crede di essere il meglio che c'è che se e cose non funziano la colpa è di altri, dei troll o di dondi...

Stai tranquillo non mi interessa discutere con certi padreterni.

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gcruta
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da gcruta » 13 giu 2012, 11:41

DON'T FEED THE TROLL
Tuco: "Ci... ci ri... rivedre..."
Il Biondo: "Ci rivedremo, idioti. E' per te."

Laporte
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da Laporte » 13 giu 2012, 11:43

calep61 ha scritto:
E' VERO, MA CIO' ACCADE SOLO DA 2 ANNI, INFATTI QUALCHE PICCOLO MIGLIORAMENTO LO SI E' VISTO, GLI ARGENTINI GIOCANO IN GIRO PER IL MONDO DA ANNI E ANCHE NEI CAMPIONATI ITALIANI LA LORO PRESENZA E' STATA ED E' NUMEROSA
Insomma ... erano forti anche prima del 1999 . E di italiani all'estero Francia ed inghilterra ne abbiamo dal 1997...
calep61 ha scritto:SU QUESTO TEMA MI TROVI D'ACCORDO, SI CRITICA TANTO LA FEDERAZIONE PER I SOLDI SPESI PER LE ACCADEMIE E SU COME SONO ORGANIZZATE, MA DI FATTO, PUR CON GLI INEVITABILI MARGINI DI MIGLIORAMENTO CHE OGNI INIZIATIVA UMANA PUò AVERE, RAPPRESENTANO LE UNICHE ESPERIENZE STRUTTURATE DI FORMAZIONE PROGRAMMATICA PRESENTI AD OGGI

Ma sono destinate secodno me a risultati interlocutori. E sono il segno dl fallimento dei club, perchè la federazione le ha fatte perchè i club e i comitati regionali NON erano all'altezza

calep61 ha scritto: INSOMMA, IL MODELLO FRANCESE O INGLESE(TANTI CLUB PROFESSIONISTICI CON CAMPIONATI DI QUALITA') SI PUO' TENTARE DI PERSEGUIRE SOLO CON ANNI E ANNI DI ATTENZIONE E SPINTA NEL CERCARE DI STIMOLARE INTERESSE ED APERTURA DA PARTE DELLA SOCIETA' CIVILE, MA PROPRIO TUTTA; IN ITALIA FATICHIAMO ANCORA A TROVARE DISPONIBILITA' DA PARTE DELL'UNICA TV PUBBLICA A TRASMETTERE DIGNITOSAMENTE IL RUGBY E GLI SPONSOR SI FATICA A TROVARLI, INOLTRE L'ALLONTANAMENTO DALLE GRANDI CITTA' - MILANO, TORINO, BOLOGNA, GENOVA - DAL RUGBY DI PUNTA NON SEMPLIFICA I PROCESSI DI SPONSORSHIP! QUINDI, COSA RIMANE, L'INVENZIONE FRANCHIGE, L'UNICO MODELLO STUDIATO A TAVOLINO PER CERCARE DI RISOLVERE PIU' CHE PROBLEMI DI FORMAZIONE - IN AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA, COME NEI PAESI CELTICI, NON AVEVANO PROBLEMI DI QUESTO TIPO - ASPETTI AFFERENTI LA QUADRATURA DEI BILANCI DEI CLUB SEMPRE IN PERENNE CRISI ESISTENZIALE ED A CORTO DI FINANZE PER ALIMENTARE ADEGUATAMENTE LA COMPETIZIONE SEMPRE PIU' SPINTA. NON E' DETTO CHE LA FRANCHIGIA COSì COME STRUTTURATA IN QUESTI PAESI POSSA ESSERE IMPORTATA IN ITALIA, MA UN LAVORO DI SEMPLIFICAZIONE, DI SINTESI PER CERCARE DI FAR CONVOGLIARE LE POCHE ENERGIE E RISORSE DI QUALITA' ESISTENTI IN UN NUMERO MINORE DI ATTORI CREDO SIA UN PASSAGGIO OLTRE CHE UTILE, INEVITABILE PER POTER SPERARE DI OTTENERE IN UN BREVE/MEDIO PERIODO UN SALTO DI QUALITA' DI TUTTO IL MOVIMENTO. ORA COME ORA C'E' TROPPA DISPERSIONE E LE RISORSE DISPONIBILI NON BASTANO PER TUTTI!


Si fa veramente fatica a leggere. Comunque essendo il problema la formazioen dei teen-ager, le franchigie NON servono a nulla. Dove le hanno fatte le hann fatte per competere a livello alto e quindi per motivi sportivo-commerciale, ripeto solo per competizione. In Europa sono state fatte nei paesi celtici per competere le squadre irlandesi (franchigie tradizionali) che erano un anomalia nel panorama delle prime HC.

Nella SANZAR son nate per motivi meramente commerciali.

Dunque nessuno ha fatto franchigie pensando facesse fare un salto qualitativo al movimento. Ed infatti, il Galles era più o meno forte prima e lo è ora, la Scozia continua ad alaternare sconfitet con noi a qualch exploit. Le SANZARIANE, forti eran e forti sono.

In Sostanza non esiste esempio che dimostri che le Franchigie abbaino fatto creascere un movimento, a cominciare dalla nazionale. Hanno piuttosto distrutto tornei nazionali di grande tradizione come NPC, campionato Gallese e Scozzese.

Laporte
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da Laporte » 13 giu 2012, 11:45

gcruta ha scritto:DON'T FEED THE TROLL

ADESSO HAI PROPRIIO ROTTO I ...!


PIANTALA I INSULTARE.. nessuno ti obbliga di lggere questo thread.. vai a fare altro, vai a pascolare le mucche, ma smettila di venire qui e insultare denigrare chi certa di discutere....

mauott
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Re: E andare a studiare il sistema argentino ?

Messaggio da mauott » 13 giu 2012, 11:46

Luqa-bis ha scritto:Una risposta dovuta anche se non opportuna visto lo stile di certi forumisti.

Laporte.

Io il tuo intervento iniziale l'ho letto. Bene.
Come leggo quasi sempre i tuoi interventi, anche quelli che sarebbe meglio ignorare.

Il tema era ed è interessante.

Ma il difetto che attribuisci al rugby italiano è una tua caratteristica fondamentale. La mancanza di umiltà.
Che si aggiunge alla tendenza ad adottare uno stile comunicativo che, ripeto, indulge al "trollismo".
E il "trollismo" non incoraggia lo scambio di idee ma nella migliore delle ipotesi delle polemiche.

Chiudo qui la spiegazione e mi rammarico con gli altri forumisti per aver inquinato vieppiù la discussione.
Anche io spesso non condivido i toni che usa Laporte, non ultima la sua fotografia sulle capacità aerofagiche dei rappresentanti del rugby di base in italia ... però stavolta non ha tutti i torti: a prescindere dalla questione argentina in FIR e di conseguenza nelle varie società dall'eccellenza in giù spesso ci sono sedicenti preofessionisti incapaci di evolversi o di stare al passo con i tempi

solo a titolo di esempio : lo scorso weekend siamo andati ad un torneo giovanile dalle parti di Tolone, eravamo là con U9/U11/U13;
a parte il fatto che giocavamo con squadre arraffazzonate visto che in italia le categorie sono pari, là si giocava un altro gioco con mischie (in 5 senza spingere) e touche e soprattutto i calci non solo erano permessi ma utilizzati con le stesse modalità dei senior ..

aggiungi il fatto che, perlomeno nelle categorie più piccole, le partite venivano arbitrate dai ragazzini della categoria successiva e capisci che appena oltre il nostro confine si gioca un altro sport non solo con altre regole, ma proprio con altra mentalità; è normale a questo punto che le giovanili accademiche prendano carrettate di punti da tutti, partono a giocare lo stesso sport 7-8 anni dopo e, di solito, senza un logico percorso di crescia, hai voglia a chiudere il gap dopo...

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