Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Discussioni sulla FIR e sulle Nazionali, maggiore e giovanili

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oldprussians
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Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da oldprussians » 14 dic 2013, 23:01

Sono finalmente battuto...

Il mio ottimismo senza fine e.... come dire .... alla fine!

Dopo vedendo Il Treviso e le Zebre e anche quelli del eccellenza, mi e ovvio che l'Italia non potrà mai arrivare dove si deve.

Petche? Perché l'Italia sembra infettata dalla malattia perdente, e non dico so psicologicamente ce ti fa entrare perdente in campo, ma anche dal punto di vista di giocare male.

Tecnicamente penso che l'Italia abbi dei grandi giocatori che sono capaci di vincere un mondiale, mettili insieme in una squadra Italiana e diventano un scandalo!

Il punto e che se prediamo un Tito Tebaldi, non tanto tempo fa fu chiamato un brocco, qui e da altre parti, ma a gli Ospreys non solo si a fatto vedere in una buona luce ma si e vinto la maglia di titolare!

Cosa, tutto di un tratto e divento grande come per magia? No si e allontanato dal virus e sta guarendo..

Per la nazionale? Beh non lo so.... Tutti a guardare a Allan un giovane che in giornata si calcia al 50%.

:cry: Mi fa piangere ma la vedo veramente nera.... Spero che il signor Brunell mi farà bugiardo!

JosephK.
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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da JosephK. » 15 dic 2013, 9:06

Molto dipenderà se potremo o meno avere in campo gente come Minto, Masi, Favaro. Se troveremo interpretazioni arbitrali in mischia decenti per cui almeno non subiremo e basta. Se in generale troveremo arbitraggi equi o almeno non troppo sbilanciati.

Su Tebaldi: non so se lo chiamerà, non avendolo chiamato nemmeno a novembre. Per me, purtroppo, resterà fuori.
"Volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa accada. E' raro vincere in questi casi, ma qualche volta succede" (Il Buio oltre la siepe).

Metti una sera con gli amici del bar e capisci quanto è importante... la cultura del rugby.

Entrare al bar per condividere, non per dividere (Il sommo Beppone).

Nex time... Good Game... Nice try... Seh seh avemo capito...

Garryowen
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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da Garryowen » 15 dic 2013, 11:39

Tebaldi non sarà sicuramente chiamato. Per me lui deve lavorare per il mondiale e quindi lavorare sulla continuità. Le prime prestazioni sono state eccellenti per ritmo, iniziativa, decisioni e difesa. in seguito, però, ha avuto un paio di uscite un po' poco felici.
Adesso per la HC gli Ospreys lo hanno tenuto a riposo, però credo che da qui fino al 6N giocherà Webb. Vediamo se porteranno Tito in panchina
"C'è solo una cosa al mondo meglio del rugby. Parlare di rugby"
(parafrasi da G.G. Marquez)

http://www.walesonline.co.uk/sport/rugby/rugby-news/how-much-funding-welsh-rugby-12405682 A imperitura memoria

oldprussians
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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da oldprussians » 15 dic 2013, 13:31

No stavo parlando dei singoli. Ho semplicemente fatto l'esempio di Tebaldi per illustrare il mio punto. Se il CT dice che merita il posto giocherà.

Il punto e che noi italiani abbiamo in stato mentale perdente. Chi lo puo cambiare? Boh! Se la nazionale vince forse si potra cambiare. Ma penso che anche la nazionale si sta perndendo il virus. ..

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jimmy9
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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da jimmy9 » 15 dic 2013, 15:21

Tutto stà a monte,se non investiamo risorse e idee nella crescita tecnica della base del movimento,nostro tallone di achille, saremo sempre quà anche tra cent'anni.. Il budget Fir annuale di 40-45 milioni di cucuzze viene speso male.

Garryowen
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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da Garryowen » 15 dic 2013, 15:38

oldprussians ha scritto:No stavo parlando dei singoli. Ho semplicemente fatto l'esempio di Tebaldi per illustrare il mio punto. Se il CT dice che merita il posto giocherà.

Il punto e che noi italiani abbiamo in stato mentale perdente. Chi lo puo cambiare? Boh! Se la nazionale vince forse si potra cambiare. Ma penso che anche la nazionale si sta perndendo il virus. ..
Questa non è una novità. A parte rare eccezioni, il nostro atteggiamento psicologico è da perdenti, certo. La filosofia in quasi tutti i nostri sportivi è quella del "primo non prenderle".

Ma sei italiano anche tu?
"C'è solo una cosa al mondo meglio del rugby. Parlare di rugby"
(parafrasi da G.G. Marquez)

http://www.walesonline.co.uk/sport/rugby/rugby-news/how-much-funding-welsh-rugby-12405682 A imperitura memoria

topotto53
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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da topotto53 » 16 dic 2013, 8:51

Nel rugby l'italia si trova, storicamente, in una posizione molto strana ed anomala che non ha praticamente riscontro in altro sport di squadra e cioe' e' l'ultima delle prime oppure e' la prima delle seconde...( anche se e'piu' probabile la prima ipotesi, visto che cin le seconde ci ci gioca mai o quasi mai..).
QUesto essere l'ultima delle prime comporta trovarsi sempre in affanno, in difficolta', sapere che quasi sempre si entra in campo battuti, che gli arbitri sono, oltre ad essere smepre un cerchio magico di poche nazioni, prevalentemente "prevenuti" contro il gioco italico, da anni considerato solo fatto di up and under e di "spingi spingi" in mischia ( anche se non e' piu' cosi' da tempo, ma le "credenze storiche" sono dure a morire..). Siamo come gli invitati, dell'ultima ora, al party di una ristretta cerchia di amici di alto rango, ricchi e importanti, e noi ci presentiamo vestiti fuori moda, un po' "burini" , magari facendo battute infelici o sbagliando i tempi di ingresso......Personalemnte credo che finche' l'irb non riuscira' a democratizzare il mondo del rugby, togliendo a poche nazioni quell'immane potere decisionale sugli arbitri, sui tornei, ed, in generale, sulle regole del gioco, per l'italia, cosi' come per le altre nazioni "emergenti" come canada giappone etc etce..ci sara' poco da fare. Purtroppo nel rugby, a differenza del calcio, e mi dispiace dirlo perche' sono una persona che detesta tale sport, non e' stato compiuto quel grande lavoro di DEMOCRATIZZAZIONE che invece e' avvenuto, negli anni recenti, con l' allargamento del numero di nazioni che partecipano alla coppa del mondo ( si e'partiti da 8 ed ora alla fase finale sono in 32....) e come, per restare in tema europeo, tutte le squadre chenvincono il loro campionato hano il diritto dimpartecipare alla champions legue, magari mediante gironi eliminatori propedeutici per cui vediamo il grande milan o juventus che gioca contro la squadretta di dilettanti della finlandia o dell'albania......purtroppo quelo che leggo recentemnte sulle coppe europee, e cioe' di andare verso un'ulteriore restringimento, addirittura mettendo in discussione persino la partecipaziohe delle italiane, con una specie di coppa anglofrancese, mi lascia molto amareggiato.....a me piacerebbe un torneo europeo aperto a tutti, con un girone finale a cui partecipano per diritto le prime dei vari campionati celtici, inglesi e francesi e le vincenti di una specie di minitorneo tra le altre europee, e per il sei nazioni deve essere inserita la regola della retrocessione dell'ultima o, almeno di un play off annuale fra la l'ultima del sei nazioni A e la prima del sei nazioni B....e non e' detto che siamo noi i destinati al sei nazioni B......mi dispiace profondamente dirlo, ma il rugby, da sport che si contradistingue per sportivita' e rispetto dell'avversario sta sempre di piu' andando verso una pericolosa deriva elitaria, fatta di partite infinite sempre tra gli stessi, solo per il gusto di vedere infinite mete fatte da infinite azioni degli allblacks o degli australiani...come nel calcio si vede una partita Italia vs.Far Oer ( una delle prime del mondo contro la, credo, 120 al mondo...) anche nel rugby non capisco perche' non si allarghino le maglie della rete...molte partite finiranno 100 a 0....???? Amen... E' sport anche questo.....

oldprussians
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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da oldprussians » 16 dic 2013, 12:33

topotto53 ha scritto:Nel rugby l'italia si trova, storicamente, in una posizione molto strana ed anomala che non ha praticamente riscontro in altro sport di squadra e cioe' e' l'ultima delle prime oppure e' la prima delle seconde...( anche se e'piu' probabile la prima ipotesi, visto che cin le seconde ci ci gioca mai o quasi mai..).
QUesto essere l'ultima delle prime comporta trovarsi sempre in affanno, in difficolta', sapere che quasi sempre si entra in campo battuti, che gli arbitri sono, oltre ad essere smepre un cerchio magico di poche nazioni, prevalentemente "prevenuti" contro il gioco italico, da anni considerato solo fatto di up and under e di "spingi spingi" in mischia ( anche se non e' piu' cosi' da tempo, ma le "credenze storiche" sono dure a morire..). Siamo come gli invitati, dell'ultima ora, al party di una ristretta cerchia di amici di alto rango, ricchi e importanti, e noi ci presentiamo vestiti fuori moda, un po' "burini" , magari facendo battute infelici o sbagliando i tempi di ingresso......Personalemnte credo che finche' l'irb non riuscira' a democratizzare il mondo del rugby, togliendo a poche nazioni quell'immane potere decisionale sugli arbitri, sui tornei, ed, in generale, sulle regole del gioco, per l'italia, cosi' come per le altre nazioni "emergenti" come canada giappone etc etce..ci sara' poco da fare. Purtroppo nel rugby, a differenza del calcio, e mi dispiace dirlo perche' sono una persona che detesta tale sport, non e' stato compiuto quel grande lavoro di DEMOCRATIZZAZIONE che invece e' avvenuto, negli anni recenti, con l' allargamento del numero di nazioni che partecipano alla coppa del mondo ( si e'partiti da 8 ed ora alla fase finale sono in 32....) e come, per restare in tema europeo, tutte le squadre chenvincono il loro campionato hano il diritto dimpartecipare alla champions legue, magari mediante gironi eliminatori propedeutici per cui vediamo il grande milan o juventus che gioca contro la squadretta di dilettanti della finlandia o dell'albania......purtroppo quelo che leggo recentemnte sulle coppe europee, e cioe' di andare verso un'ulteriore restringimento, addirittura mettendo in discussione persino la partecipaziohe delle italiane, con una specie di coppa anglofrancese, mi lascia molto amareggiato.....a me piacerebbe un torneo europeo aperto a tutti, con un girone finale a cui partecipano per diritto le prime dei vari campionati celtici, inglesi e francesi e le vincenti di una specie di minitorneo tra le altre europee, e per il sei nazioni deve essere inserita la regola della retrocessione dell'ultima o, almeno di un play off annuale fra la l'ultima del sei nazioni A e la prima del sei nazioni B....e non e' detto che siamo noi i destinati al sei nazioni B......mi dispiace profondamente dirlo, ma il rugby, da sport che si contradistingue per sportivita' e rispetto dell'avversario sta sempre di piu' andando verso una pericolosa deriva elitaria, fatta di partite infinite sempre tra gli stessi, solo per il gusto di vedere infinite mete fatte da infinite azioni degli allblacks o degli australiani...come nel calcio si vede una partita Italia vs.Far Oer ( una delle prime del mondo contro la, credo, 120 al mondo...) anche nel rugby non capisco perche' non si allarghino le maglie della rete...molte partite finiranno 100 a 0....???? Amen... E' sport anche questo.....
Su questo difendo il Rugby pero...

Una partita tre gli AB si puo fare solo contro la 6NB o Giappone Canada USA o forse Uruguay.

Il problema e che Rugby e a contatto grande e se si gioca amatori contro Professionali grandi si potrebbe vedere fatalità... Non metteresti mai un grasso contro Tyson?

Se una squadra si alza al 6NB va bene vuol dire che probabilmente son almeno semi professionisti.

Poi sono d'accordo su il <--> del 6N e 6NB . La nazione era veramente contro era la Scozia quando fu proposto un paio di anni fa con un play off tra la vincente del 6NB e l'Ultima del 6N, citando che era un complotto Inglese :rotfl:

La relata e che per gli Scozzesi la Calcutta Cup e importante, per gli Inglesi... meh si gioca contro i più forti chiunque sono. Se la Scozia venne retrocessa a gli inglesi non gli fregerebbe niente tanto Twickenham lo riempono lo stesso, ma Murrayfield e pieno solo contro il "Nemico Antico"!

HagarTheHorrible
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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da HagarTheHorrible » 19 dic 2013, 21:05

oldprussians ha scritto: Sono finalmente battuto...
"Ich håbe fertig?" (cit. Giüånn Tråpåttøni)
oldprussians ha scritto: Tecnicamente penso che l'Italia abbi dei grandi giocatori che sono capaci di vincere un mondiale
Øttimistå. Åbbi dübbi.
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Låpørte før President! E Såntø sübitø!

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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da HagarTheHorrible » 19 dic 2013, 21:09

oldprussians ha scritto: Il punto e che noi italiani abbiamo in stato mentale perdente.
Øltre ållå klåüdikåtiø gråmmåtikæ. Dettågli.
Immagine Immagine

Låpørte før President! E Såntø sübitø!

RigolettoMSC
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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da RigolettoMSC » 19 dic 2013, 22:32

HagarTheHorrible ha scritto:
oldprussians ha scritto: Il punto e che noi italiani abbiamo in stato mentale perdente.
Øltre ållå klåüdikåtiø gråmmåtikæ. Dettågli.
Hagar tu sei davvero terribile!
Riccardo

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andrea12
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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da andrea12 » 20 dic 2013, 16:20

Non credo si possa parlare di prospettive. Partecipiamo al 6Nazioni per una indubbia crescita del nostro sistema, ma che è rimasta numerica, non qualitativa. L'unica prospettiva lecita per il prossimo 6N è che possiamo sempre sperare in performance "casuali", anzi meglio dire "puntuali"; ma nella sostanza non ha senso pensare che un buon 6N sia il frutto di una progettualità qualitativa del sistema rugby. Io continuo a credere che il problema stia nel Club; poi molti si incazzano di questo e mi dicono che è la Federazione che potrebbe spendere meglio i nostri soldi.........sinceramente non sono convinto di aver ragione su tutto, ma credo proprio che l'anello debole del sistema sia e rimanga proprio il Club.
Il Club medio (poi ci sono anche, pochi, Club, che invece funzionano):
- formazione di base molto modesta; nella migliore delle ipotesi riferita al vissuto sportivo del coach (infatti anche a 18 anni sono pochi i nostri giocatori che sanno passare bene o che sanno ricevere una palla).
- professionalità inesistente e per fortuna che c'è la passione di molti "a gratis"
- mancanza di managerialità e incapacità di produrre reddito (generalmente la gestione è familiare o molto simile)
- il coach che vuole pensare a progetti a medio e lungo termine, generalmente non ha neppure la possibilità di contare su un contratto.........se poi il coach sa anche ragionare .............allora "non piace".
- il cosiddetto migliore dei coach, finisce ad allenare la Prima squadra maschile (che da sempre e per sempre rimane in Serie C)....la formazione dei giovanissimi rimane ai ragazzi della Prima e per le squadre juniores non è quasi mai prevista una progettazione dell'evolutività
- la dirigenza ragiona in termini di Livello-FIR del/dei coach, ma sopratutto in termini del background sportivo nel rugby del coach.............la didattica (come a scuola) rimane un optional (credo che si pensi che tanto esercizio serva a migliorare).
Personalmente credo che la nostra nazionale sia sempre stata sopravalutata dimenticando che ci sono dei buchi di formazione di evidenza stratosferica fin dal rugby di formazione: quanti mediani di apertura, piuttosto che estremi, ma anche ali moderne produce all'anno il nostro rugby? a che età il giovane ha terminato la formazione? quanto si sono evolute le qualità tecniche e quelle motorie in generale?
Buon anno e Buona Natale a tutti

Mr Ian
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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da Mr Ian » 20 dic 2013, 18:07

andrea12 ha scritto:Non credo si possa parlare di prospettive. Partecipiamo al 6Nazioni per una indubbia crescita del nostro sistema, ma che è rimasta numerica, non qualitativa. L'unica prospettiva lecita per il prossimo 6N è che possiamo sempre sperare in performance "casuali", anzi meglio dire "puntuali"; ma nella sostanza non ha senso pensare che un buon 6N sia il frutto di una progettualità qualitativa del sistema rugby. Io continuo a credere che il problema stia nel Club; poi molti si incazzano di questo e mi dicono che è la Federazione che potrebbe spendere meglio i nostri soldi.........sinceramente non sono convinto di aver ragione su tutto, ma credo proprio che l'anello debole del sistema sia e rimanga proprio il Club.
Il Club medio (poi ci sono anche, pochi, Club, che invece funzionano):
- formazione di base molto modesta; nella migliore delle ipotesi riferita al vissuto sportivo del coach (infatti anche a 18 anni sono pochi i nostri giocatori che sanno passare bene o che sanno ricevere una palla).
- professionalità inesistente e per fortuna che c'è la passione di molti "a gratis"
- mancanza di managerialità e incapacità di produrre reddito (generalmente la gestione è familiare o molto simile)
- il coach che vuole pensare a progetti a medio e lungo termine, generalmente non ha neppure la possibilità di contare su un contratto.........se poi il coach sa anche ragionare .............allora "non piace".
- il cosiddetto migliore dei coach, finisce ad allenare la Prima squadra maschile (che da sempre e per sempre rimane in Serie C)....la formazione dei giovanissimi rimane ai ragazzi della Prima e per le squadre juniores non è quasi mai prevista una progettazione dell'evolutività
- la dirigenza ragiona in termini di Livello-FIR del/dei coach, ma sopratutto in termini del background sportivo nel rugby del coach.............la didattica (come a scuola) rimane un optional (credo che si pensi che tanto esercizio serva a migliorare).
Personalmente credo che la nostra nazionale sia sempre stata sopravalutata dimenticando che ci sono dei buchi di formazione di evidenza stratosferica fin dal rugby di formazione: quanti mediani di apertura, piuttosto che estremi, ma anche ali moderne produce all'anno il nostro rugby? a che età il giovane ha terminato la formazione? quanto si sono evolute le qualità tecniche e quelle motorie in generale?
Buon anno e Buona Natale a tutti
Condivio in pieno. Aggiungo una lode per chi cmq fa tutto questo per passione e molto spesso ci rimette economicamente, purtroppo è il sistema che deve cambiare..

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jimmy9
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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da jimmy9 » 22 dic 2013, 9:44

andrea12 ha scritto:Non credo si possa parlare di prospettive. Partecipiamo al 6Nazioni per una indubbia crescita del nostro sistema, ma che è rimasta numerica, non qualitativa. L'unica prospettiva lecita per il prossimo 6N è che possiamo sempre sperare in performance "casuali", anzi meglio dire "puntuali"; ma nella sostanza non ha senso pensare che un buon 6N sia il frutto di una progettualità qualitativa del sistema rugby. Io continuo a credere che il problema stia nel Club; poi molti si incazzano di questo e mi dicono che è la Federazione che potrebbe spendere meglio i nostri soldi.........sinceramente non sono convinto di aver ragione su tutto, ma credo proprio che l'anello debole del sistema sia e rimanga proprio il Club.
Il Club medio (poi ci sono anche, pochi, Club, che invece funzionano):
- formazione di base molto modesta; nella migliore delle ipotesi riferita al vissuto sportivo del coach (infatti anche a 18 anni sono pochi i nostri giocatori che sanno passare bene o che sanno ricevere una palla).
- professionalità inesistente e per fortuna che c'è la passione di molti "a gratis"
- mancanza di managerialità e incapacità di produrre reddito (generalmente la gestione è familiare o molto simile)
- il coach che vuole pensare a progetti a medio e lungo termine, generalmente non ha neppure la possibilità di contare su un contratto.........se poi il coach sa anche ragionare .............allora "non piace".
- il cosiddetto migliore dei coach, finisce ad allenare la Prima squadra maschile (che da sempre e per sempre rimane in Serie C)....la formazione dei giovanissimi rimane ai ragazzi della Prima e per le squadre juniores non è quasi mai prevista una progettazione dell'evolutività
- la dirigenza ragiona in termini di Livello-FIR del/dei coach, ma sopratutto in termini del background sportivo nel rugby del coach.............la didattica (come a scuola) rimane un optional (credo che si pensi che tanto esercizio serva a migliorare).
Personalmente credo che la nostra nazionale sia sempre stata sopravalutata dimenticando che ci sono dei buchi di formazione di evidenza stratosferica fin dal rugby di formazione: quanti mediani di apertura, piuttosto che estremi, ma anche ali moderne produce all'anno il nostro rugby? a che età il giovane ha terminato la formazione? quanto si sono evolute le qualità tecniche e quelle motorie in generale?
Buon anno e Buona Natale a tutti
Quello che tu hai scritto è tutto condivisibile, e proprio il nostro sistema che è cosi. Mi è però altrettanto chiaro che i club non hanno le risorse,di nessun tipo,per cambiare ,vivono nel loro italico provincialismo. La fir vive di clientelismo,nepotismo e provincialismo ma ha le risorse economiche derivanti dai diritti tv.Questi soldi li potrebbe usare per esempio per tentare di cambiare questa mentalità con dei tecnici esteri itineranti che spiegano ai club cosa e come migliorare. Ma i miei sono solo sogni, stanno spendendo i soldi per la nuova sede fir.. ..che depressione.. Pensano ai brillantini e alle paillettes invece che alle cose importanti.

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Re: Le prospettive della nazionale, 6N ed altro

Messaggio da s6tefano71 » 22 dic 2013, 9:49

topotto53 ha scritto:Nel rugby l'italia si trova, storicamente, in una posizione molto strana ed anomala che non ha praticamente riscontro in altro sport di squadra e cioe' e' l'ultima delle prime oppure e' la prima delle seconde...( anche se e'piu' probabile la prima ipotesi, visto che cin le seconde ci ci gioca mai o quasi mai..).
QUesto essere l'ultima delle prime comporta trovarsi sempre in affanno, in difficolta', sapere che quasi sempre si entra in campo battuti, che gli arbitri sono, oltre ad essere smepre un cerchio magico di poche nazioni, prevalentemente "prevenuti" contro il gioco italico, da anni considerato solo fatto di up and under e di "spingi spingi" in mischia ( anche se non e' piu' cosi' da tempo, ma le "credenze storiche" sono dure a morire..). Siamo come gli invitati, dell'ultima ora, al party di una ristretta cerchia di amici di alto rango, ricchi e importanti, e noi ci presentiamo vestiti fuori moda, un po' "burini" , magari facendo battute infelici o sbagliando i tempi di ingresso......Personalemnte credo che finche' l'irb non riuscira' a democratizzare il mondo del rugby, togliendo a poche nazioni quell'immane potere decisionale sugli arbitri, sui tornei, ed, in generale, sulle regole del gioco, per l'italia, cosi' come per le altre nazioni "emergenti" come canada giappone etc etce..ci sara' poco da fare. Purtroppo nel rugby, a differenza del calcio, e mi dispiace dirlo perche' sono una persona che detesta tale sport, non e' stato compiuto quel grande lavoro di DEMOCRATIZZAZIONE che invece e' avvenuto, negli anni recenti, con l' allargamento del numero di nazioni che partecipano alla coppa del mondo ( si e'partiti da 8 ed ora alla fase finale sono in 32....) e come, per restare in tema europeo, tutte le squadre chenvincono il loro campionato hano il diritto dimpartecipare alla champions legue, magari mediante gironi eliminatori propedeutici per cui vediamo il grande milan o juventus che gioca contro la squadretta di dilettanti della finlandia o dell'albania......purtroppo quelo che leggo recentemnte sulle coppe europee, e cioe' di andare verso un'ulteriore restringimento, addirittura mettendo in discussione persino la partecipaziohe delle italiane, con una specie di coppa anglofrancese, mi lascia molto amareggiato.....a me piacerebbe un torneo europeo aperto a tutti, con un girone finale a cui partecipano per diritto le prime dei vari campionati celtici, inglesi e francesi e le vincenti di una specie di minitorneo tra le altre europee, e per il sei nazioni deve essere inserita la regola della retrocessione dell'ultima o, almeno di un play off annuale fra la l'ultima del sei nazioni A e la prima del sei nazioni B....e non e' detto che siamo noi i destinati al sei nazioni B......mi dispiace profondamente dirlo, ma il rugby, da sport che si contradistingue per sportivita' e rispetto dell'avversario sta sempre di piu' andando verso una pericolosa deriva elitaria, fatta di partite infinite sempre tra gli stessi, solo per il gusto di vedere infinite mete fatte da infinite azioni degli allblacks o degli australiani...come nel calcio si vede una partita Italia vs.Far Oer ( una delle prime del mondo contro la, credo, 120 al mondo...) anche nel rugby non capisco perche' non si allarghino le maglie della rete...molte partite finiranno 100 a 0....???? Amen... E' sport anche questo.....
Concetti perfettamente espressi e condivisibili. Vi immaginate una nazionale Tedesca contro Inglesi/Gallesi/ Neozelandesi, veramente competitiva e fisica, li spazzerebbero via dal loro Ranching mondiale del piffero!! Il rugby è "cosa nostra" dei Britannici e pochi altri.

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