Politica italiana e internazionale da bar

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zappatalpa
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da zappatalpa » 29 set 2022, 22:18

jaco ha scritto:
29 set 2022, 19:44
...e in ogni caso stiamo sempre parlando di persone ragionevoli che si sono sempre fatte grossi problemi nel distruggere infrastrutture che avrebbero potuto risultare utili anche a loro....
Se veramente fosse stata opera dei russi, come ora pare di pensare anche tonione, sarebbe un modo gravissimo della russia di abbandonare completamente l'aspirazione di stare in Europa. Sarebbe un simbolo terrinile, fare saltare i ponti verso l'Europa, che solo 75 anni ha liberato con 10 million di morti
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zappatalpa
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da zappatalpa » 29 set 2022, 22:25

zappatalpa ha scritto:
29 set 2022, 22:18
jaco ha scritto:
29 set 2022, 19:44
...e in ogni caso stiamo sempre parlando di persone ragionevoli che si sono sempre fatte grossi problemi nel distruggere infrastrutture che avrebbero potuto risultare utili anche a loro....
Se veramente fosse stata opera dei russi, come ora pare di pensare anche tonione, sarebbe un modo gravissimo della russia di abbandonare completamente l'aspirazione di stare in Europa. Sarebbe un simbolo terrinile, fare saltare i ponti verso l'Europa, che solo 75 anni ha liberato con 10 million di morti
hanno deciso di voltarsi via da noi? Fare saltare gasdotti verso l'antico mobdo coms simbolo di voler lasciare solo le macerie alle spalle di 500 anni di storia insieme? Cosa dovrebbe dunque fermare i russi dal buttarci un razzo atomico? Cosa? Le frasi intelligenti della VonDerLeyen?
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jentu
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da jentu » 29 set 2022, 22:35

È tornato tutto al proprio posto
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da RigolettoMSC » 29 set 2022, 22:41

Zappa, quel gasdotto era in pratica in disuso, il gas russo passa tuttora per l'Ucraina e vedi bene che finora, nonostante tutto, nessuno ha sabotato nulla. Poi, noi poveri mortali non sappiamo chi abbia minato, silurato, bombardato il gasdotto (che ci sia stata un'esplosione è praticamente certo, e anche piuttosto forte, tanto da provocare un rilevamento isismografico pari al 2,3 Richter, un "esperto" che ho sentito oggi in radio parlava di almeno 400 kg di dinamite o esplosivo equivalente) quindi quelle che facciamo qui su questo sabotaggio sono solo chiacchiere. A mio parere, stante l'attuale sostanziale inutilizzo di quell'infrastruttura, chiunque sia stato ha voluto fare un atto più che altro dimostrativo. Per ora. E credo che a livello governativo chi deve sapere sa. Aspettiamo la prossima mossa.
Riccardo

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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da RigolettoMSC » 29 set 2022, 22:47

zappatalpa ha scritto:
29 set 2022, 22:25
.......
Cosa dovrebbe dunque fermare i russi dal buttarci un razzo atomico? Cosa? Le frasi intelligenti della VonDerLeyen?
La certezza di essere spianati dieci minuti dopo?
Riccardo

zappatalpa
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da zappatalpa » 29 set 2022, 23:02

jentu ha scritto:
29 set 2022, 22:35
È tornato tutto al proprio posto
Cioè??

@Rigoletto, ti perdono solo perchè non sai quello che dici.
"Dobbiamo ballare, fioi!!" John Kirwan 21/03/22 sky.co.nz

Garry
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Garry » 30 set 2022, 0:13

SilverShadow ha scritto:
29 set 2022, 20:04
jpr williams ha scritto:
29 set 2022, 18:33
Hai ragione, mi vergogno.
Massimo dei voti in latino e greco al liceo per poi fare ste figure dimmmm... :x
In realtà la Treccani dice che "in linea generale, anche le forme dotte latine acclimatesi nella lingua italiana non variano al plurale".
https://www.treccani.it/magazine/lingua ... a_171.html
OT
Vero, non è di per sé un errore, ma per chi fra medie e superiori ha ricevuto un certo imprinting questo uso del singolare al plurale suona un po' fesso (mentre non sopporto chi, scrivendo in italiano, declina al plurale con l'inglese).

Mi sembrava di ricordare che jpr in gioventù qualche pomeriggio chino sui libri di latino lo avesse trascorso e la sua risposta mi ha confermato che avevo ragione.
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da RigolettoMSC » 30 set 2022, 8:52

zappatalpa ha scritto:
29 set 2022, 23:02
jentu ha scritto:
29 set 2022, 22:35
È tornato tutto al proprio posto
Cioè??

@Rigoletto, ti perdono solo perchè non sai quello che dici.
Beh, ne riparleremo se gli stessi che hanno sabotato Nord Stream faranno saltare la dorsale atlantica con le linee internet, anzi, non potremo farlo perché non funzionerà più nulla... :roll:

P.S. Zappa, sono sempre più stupefatto dalla tua capacità di vedere il mondo in bianco e nero dove o uno è buono o è cattivo, un po' come in un film di Bud Spencer e Terence Hill, senza vie di mezzo, e un po' ti invidio anche, così è tutto più semplice.
Riccardo

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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Rugby-Tv » 30 set 2022, 9:31

Un pò lunghino ma interessante opinione di Federico Punzi:

Partiamo dai fatti, dalle poche certezze. Le perdite di gas dai due gasdotti Nord Stream, 1 e 2, affiorate simultaneamente in tre punti nel Mar Baltico, non sono dovute a malfunzionamenti o incidenti. Sono state provocate da due esplosioni sottomarine avvenute in acque internazionali.
Due esplosioni molto potenti (1,9 e 2,3 gradi della scala Richter) registrate lunedì, nelle stesse aree in cui il gas ha iniziato ad affiorare, dai sismografi svedesi, che hanno escluso potesse trattarsi di terremoti.
È stato dunque un atto deliberato di sabotaggio: qualcuno ha fatto saltare quei gasdotti.
Danni irreparabili
Se in un primo momento la società Nord Stream AG, che gestisce le due pipeline che collegano direttamente la Russia alla Germania, aveva parlato di “danni senza precedenti”, spiegando che “è impossibile in questo momento stimare la tempistica per la ripresa delle operazioni di ripristino”, ieri le autorità tedesche hanno espresso il timore che non ci sia più nulla da fare: le tre linee colpite “saranno inutilizzabili per sempre“.
Opera di uno Stato
Possiamo anche dare per certo, fino a prova contraria, che solo un’entità statuale ha le capacità e i mezzi tecnici per portare a termine un’operazione così complessa, a diverse decine di metri di profondità. Non opera di un sommergibile, secondo gli esperti.
Secondo fonti britanniche citate dal Times, lo scenario più probabile è che la Russia abbia lanciato un drone subacqueo con una carica esplosiva verso due diverse zone. “Potrebbero essere stati lì per mesi in attesa che gli venisse detto di esplodere”, e potrebbero essere stati innescati utilizzando “una fonte di rumore di una certa frequenza fatta cadere in acqua nel momento scelto”. Questo riguardo le modalità del sabotaggio.
Le reazioni contenute
Una prima stranezza la ravvisiamo nelle reazioni molto contenute e caute da parte di tutti gli attori coinvolti. Assordante il silenzio del governo tedesco. Ma anche Usa e Russia, che hanno evitato finora di lanciarsi accuse esplicite.
In effetti, accusare esplicitamente l’avversario del sabotaggio significa implicitamente ammettere di aver subito uno smacco enorme, qualcosa che non potrebbe essere lasciato senza una risposta proporzionata. Dunque, potrebbe non esserci grande interesse ad accertare le responsabilità pubblicamente.
Ieri mattina, il portavoce del Cremlino Peskov ha definito “prevedibile e prevedibilmente stupido” accusare la Russia del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. Curioso, però, che fino ad allora nessuno (nessun governo né organizzazione occidentale) avesse accusato direttamente la Russia, così come Mosca non aveva lanciato accuse, ma allusioni.
“Il presidente americano Joe Biden deve chiarire se vi siano gli Usa dietro gli incidenti avvenuti al Nord Stream”, ha affermato la portavoce del Ministero degli esteri russo, Maria Zakharova, citata dalla Tass. “Ridicolo”, ha risposto la Casa Bianca, in una dichiarazione quasi speculare a quella di Peskov.
E in serata un funzionario militare Usa ha chiarito che gli Stati Uniti “non sono assolutamente coinvolti“. Mosca ha fatto sapere che intende portare la questione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Vedremo. Tutti si difendono, ma nessuno accusa esplicitamente. E, soprattutto, considerando la gravità dell’accaduto, che rischia di sdoganare attacchi a infrastrutture critiche sottomarine (pensiamo ai cavi internet), sorprende il basso profilo delle reazioni sia di Mosca che di Washington, Londra e Berlino.
La pista americana
Da questo punto in poi entriamo nel campo delle supposizioni, delle congetture, è bene specificarlo. Non avendo a disposizione ancora prove o fatti ulteriori, la domanda da cui partire è: cui prodest? A chi giova?
Tra gli indiziati ci sono gli Stati Uniti. Washington non ha mai fatto mistero della sua contrarietà al gasdotto Nord Stream 2 e per diversi anni si è opposta alla realizzazione del progetto adottando sanzioni.
Viene citata in queste ore come “prova” una risposta del presidente Joe Biden in una conferenza stampa del 7 febbraio scorso, quindi poco prima dell’invasione russa dell’Ucraina, alla presenza del cancelliere Scholz: “Se la Russia invade, non ci sarà più un Nord Stream 2. Vi porremo fine”. Sì, ma come? “Vi assicuro, saremo in grado di farlo”.
Una decina di giorni prima, si era espressa in questo senso il sottosegretario di Stato Victoria Nuland: “Se la Russia invade l’Ucraina, in un modo o nell’altro Nord Stream 2 non andrà avanti”.

Alcuni mesi prima, nella primavera del 2021, Washington aveva concordato con Berlino il via libera al completamento del gasdotto, con la clausola che “se la Russia tentasse di utilizzare l’energia come arma o commettesse altri atti aggressivi contro l’Ucraina, la Germania agirà a livello nazionale e spingerà per misure efficaci a livello europeo, comprese sanzioni, che limitino le capacità di esportazione russe nel settore energetico“. Sanzioni, dunque, ma non la morte del gasdotto.
Una volta completata la posa dei tubi, tuttavia, il processo di autorizzazione per l’entrata in funzione si era di fatto bloccato, formalmente per motivi legali.
Appena la Russia ha invaso l’Ucraina, il 24 febbraio, Berlino ha deciso, in accordo con Washington, di sospenderlo anche ufficialmente a tempo indefinito.
Quindi, di fatto all’indomani dell’invasione le parole di Biden e Nuland avevano già prodotto il loro effetto. Nord Stream 2 era stato congelato. Ma su Atlantico Quotidiano avevamo spiegato come fosse più che altro un caso di morte apparente.
Il fatto che il gasdotto fosse comunque completato e pronto ad entrare in funzione lasciava teoricamente intatta la capacità della Russia di rifornire la Germania e la dipendenza di quest’ultima dal gas russo.
Tanto è vero che il presidente russo Vladimir Putin non mancava occasione per ricordare come i problemi energetici europei potessero essere risolti all’istante, attivando Nord Stream 2. L’ultima volta pochi giorni fa, al vertice di Samarcanda: “Dopo tutto, se sono così disperati, se tutto è difficile, togliessero le sanzioni sul Nord Stream 2. Si tratta di 55 miliardi di metri cubi all’anno, basta premere un bottone ed è tutto”.
Insomma, la tentazione c’era e avrebbe potuto prendere il sopravvento. Soprattutto nel caso di un inverno particolarmente freddo, la pressione dell’opinione pubblica e del mondo economico sul governo tedesco avrebbe potuto crescere.
Il sabotaggio dei gasdotti elimina questa tentazione e toglie da una posizione scomoda il governo tedesco. Per cui non si può nemmeno escludere che sia stata una decisione condivisa tra gli angloamericani e Berlino.
Nelle ultime settimane si erano intensificate le proteste in Germania contro il carovita e proprio pochi giorni fa migliaia di tedeschi sono scesi in piazza per chiedere di riaprire i flussi di gas dalla Russia, in particolare attivando il Nord Stream 2.
Va detto però che non vi erano segnali di una apertura imminente, né di un processo decisionale in corso a livello governativo. A meno che a Washington, grazie all’intelligence, non avessero una conoscenza più approfondita del dibattito interno e dei dubbi del governo tedesco.
All’esterno però arrivavano segnali che confermavano la volontà di affrancarsi dal gas russo: dalla decisione di rinviare la chiusura di due centrali nucleari, alle parole del primo ministro della Bassa Sassonia, Stephan Weil (SPD): il Nord Stream 2 “non sarà mai operativo”, neanche dopo la fine dell'”era Putin”.
Come abbiamo spiegato su Atlantico Quotidiano all’inizio del conflitto ucraino, recidere il legame strategico tra Germania (ed Europa) e Russia è per Washington obiettivo non secondario in questa guerra.
L’invasione russa dell’Ucraina ha infatti dimostrato (dovrebbero essersene convinti anche i più scettici) come la dipendenza tedesca ed europea dal gas russo – e il modello economico che si basa su di essa – fosse qualcosa di insostenibile dal punto di vista geopolitico. Perché mina le fondamenta non solo dell’Alleanza Atlantica, ma anche della sicurezza europea.
L’Europa infatti si troverebbe con le mani legate di fronte all’espansionismo russo e a qualsiasi azione aggressiva di Mosca (oggi l’Ucraina, domani chissà…).
Ci chiedevamo, lo scorso 23 febbraio: che succede se, in caso di crisi energetica dovuta ad una interruzione del flusso di gas russo, tra il rischio blackout e intollerabili costi economici e politici da una parte, e il Nord Stream 2 pronto dall’altra, Berlino sceglie il secondo?
L’entrata in funzione del Nord Stream 2 – contro il parere Usa e nel mezzo di un conflitto con la Russia – rappresenterebbe il definitivo sganciamento della Germania (e dell’Ue con essa) dall’alleato americano. Oltre all’Ucraina, gli Stati Uniti avrebbero perso anche la Germania, e l’Europa continentale, costrette dalla loro dipendenza energetica dalla Russia ad una posizione di neutralità, ma di fatto di subordinazione a Mosca.
La distruzione anche fisica dell’infrastruttura energetica che legava Russia e Germania rende irreversibile il processo di uscita dalla dipendenza dal gas russo e spinge Berlino ad abbandonare una certa pigrizia nel realizzare altre infrastrutture e trovare altri fornitori, come spiega Musso nell’articolo di oggi.
Insomma, se da una parte poteva esserci un interesse da parte Usa al sabotaggio dei gasdotti, dall’altra la tempistica non è convincente. Perché proprio ora? La prosecuzione della guerra, e anzi la recente escalation, con la mobilitazione parziale annunciata da Mosca, rendeva impensabile un’apertura di Nord Stream 2 nel breve termine.
Semmai, il rischio di un dietrofront tedesco avrebbe potuto manifestarsi dopo un cessate-il-fuoco in Ucraina, o dopo una eventuale rimozione di Putin dal potere.
Improbabile quindi che Washington abbia preso una iniziativa di tale gravità, rischiando una rottura traumatica dei rapporti con Berlino, senza una apparente urgenza.
La pista russa
Ma vediamo ora perché non possiamo escludere la pista russa. In molti si sono chiesti che interesse mai avrebbero potuto avere i russi nel distruggere una infrastruttura strategica costata miliardi di dollari, con la quale, sebbene il flusso di gas da Nord Stream 1 fosse già stato interrotto e da Nord Stream 2 non fosse mai partito, mantenevano comunque la loro leva energetica nei confronti dell’Europa e in particolare della Germania.
Volendo far restare l’Europa senza gas, gli sarebbe bastato chiudere i rubinetti, come avevano già fatto, non c’era bisogno di danneggiare irreparabilmente l’infrastruttura.
Sembra un’osservazione sensata, ma in realtà semplicistica. Primo, perché non basta chiudere i rubinetti. Ci sono dei contratti da rispettare, delle penali che si può essere chiamati a corrispondere. Il sabotaggio pone fine in un colpo solo a polemiche e contenziosi su presunti guasti usati come pretesto per giustificare la decisione, in realtà politica, di interrompere la fornitura.
Secondo, dopo il sabotaggio dei Nord Stream restano i gasdotti ucraini per far arrivare il gas russo in Europa. Gasdotti che però sono in zone di guerra, quindi potrebbe essere un atto propedeutico all’interruzione totale delle forniture causa forza maggiore, visto che l’Europa sta cercando altri fornitori e tra qualche mese Mosca potrebbe ritrovarsi senza questa leva.
Ma a far pensare che possa essere stata opera di Mosca è il fatto che mentre entrambe le linee del Nord Stream 1 sono state irreparabilmente sabotate, solo una delle due linee del Nord Stream 2 è stata colpita. L’altra è ancora in grado di esportare gas. Difficile immaginare che sia stata risparmiata per puro caso. E certamente, se gli Usa si fossero assunti un tale rischio, avrebbero perlomeno portato a termine il lavoro.
Chi ha compiuto l’attacco invece ha deliberatamente lasciato una capacità di 27,5 miliardi di metri cubi l’anno sui complessivi 55 del gasdotto. Non pochi. Dunque, Putin può ancora far leva sull’apertura del Nord Stream 2, della linea che resta, per risolvere la crisi energetica europea. Anzi, a maggior ragione: l’argomento a favore dell’apertura del Nord Stream 2 è ora rafforzato dalla distruzione del Nord Stream 1.
Ma c’è un’altra ipotesi che non può essere scartata e che porta al Cremlino. Immaginiamo infatti che a Mosca si siano ormai convinti che l’hub energetico russo-tedesco sia perduto, irrecuperabile, e di dirottare il proprio export di gas verso la Cina.
In questa direzione va il recente avvio del progetto del gasdotto Power of Siberia 2, che porterà il gas russo in Cina attraverso la Mongolia, di fatto sostituendo Nord Stream 2 (50 miliardi di metri cubi l’anno).
In questa prospettiva, il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream renderebbe irreversibile la svolta verso Pechino, alla quale ormai è strettamente legata la stessa permanenza al potere di Vladimir Putin.
Se infatti il sistema di potere russo non fosse così compatto, se qualcuno a Mosca non volesse bruciare i ponti con l’Europa, se volesse salvare l’hub del gas russo-tedesco, dovrebbe come prima cosa far cessare la guerra e liberarsi di Putin. Finché Putin è al potere, è impensabile un reset energetico tra Russia e Germania.
Facendo saltare Nord Stream il presidente russo toglie di mezzo questa prospettiva. Chiaro il suo messaggio alla ipotetica fronda interna: “Non ci sarà alcun ritorno allo status quo ante”, scordatevi che si possano normalizzare i rapporti con l’Europa e l’Occidente e smettetela di provarci.

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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da RigolettoMSC » 30 set 2022, 10:16

Molto suggestivo, anche perché Punzi scrive bene, ma allo stato attuale siamo alle pure ipotesi, l'unico fatto certo è il sabotaggio per mezzo di esplosivo, finché non sapremo di chi è la mano che l'ha fatto detonare (se mai lo sapremo) possiamo stare qui a fare qualsiasi congettura, esercizio divertente ma sostanzialmente masturbatorio (quindi divertente a metà... :P ).
Riccardo

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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da jpr williams » 30 set 2022, 10:21

Due prime volte in un solo post per me
-la prima (e quasi certamente ultima) volta in cui mi trovo d'accordo con Dmitry Peskov
-la prima (e spero non ultima) volta in cui trovo interessante e costruttivo un post di questo utente.
Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti (cit. Roberto "Freak" Antoni)
E gli alberi votarono ancora per l'ascia, perchè l'ascia era furba e li aveva convinti che era una di loro, perchè aveva il manico di legno. (proverbio turco)

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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da jpr williams » 30 set 2022, 10:24

SilverShadow ha scritto:
29 set 2022, 20:04
jpr williams ha scritto:
29 set 2022, 18:33
Hai ragione, mi vergogno.
Massimo dei voti in latino e greco al liceo per poi fare ste figure dimmmm... :x
In realtà la Treccani dice che "in linea generale, anche le forme dotte latine acclimatesi nella lingua italiana non variano al plurale".
https://www.treccani.it/magazine/lingua ... a_171.html
In sostanza risulto due volte bestia, non una sola.
Ma bene :x
Garry ha scritto:
30 set 2022, 0:13
Mi sembrava di ricordare che jpr in gioventù qualche pomeriggio chino sui libri di latino lo avesse trascorso e la sua risposta mi ha confermato che avevo ragione.
In realtà è a causa del latino e del greco che Tronky ha fatto quel popò di carriera in azzurro... :-]
Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti (cit. Roberto "Freak" Antoni)
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da jpr williams » 30 set 2022, 10:32

RigolettoMSC ha scritto:
29 set 2022, 19:16
Quando, il 25 o il 26 Febbraio scorso (verificabile) sostenevo proprio in questo thread che l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia fosse sostanzialmente la solita vecchia "buona" guerra per l'accaparramento delle risorse, c'è stato più d'uno che mi ha in pratica deriso (quei qualcuno sono sono tutt'ora molto attivi), sostenendo che questa operazione militare speciale fosse stata dettata da altre fumose ragioni quali la difesa dei russofoni di Donetsk e Lugansk o altre amenità del genere, quando era già allora evidente che il vero obiettivo erano le immense risorse del Donbass.
Continuo a pensare che non sia così e che ragioni troppo da occidentale mettendo l'economia al di sopra di tutto.
Cina e Russia perseguono volontà di potenza dal punto di vista geopolitico e dal loro punto di vista le risorse economiche sono un mezzo per perseguire quell'obiettivo politico, non per "arricchirsi".
Io non ti ho deriso allora, né ti derido oggi, semplicemente la vedo diversamente: Putin (o Xi) non vuole diventare più "ricco" vuole riconquistare un ruolo geopolitico per un paese che dal suo punto di vista è stato distrutto dai suoi nemici che fecero crollare il sistema nel quale lui era nato ed aveva prosperato. E dal suo punto di vista politico la sua vicenda personale è quella di tutto il popolo russo, spogliato del ruolo che in epoca sovietica aveva.
Per tornare una grande potenza egemone vuole usare le risorse come arma, non come ricchezza.
Su una sola cosa do ragione a Xi (non a Putin): è giusto ed equo che il mondo non sia unipolare e dominio di una sola potenza, ma che le sorti vengano decise da un tavolo multipolare. Altra cosa sono i mezzi che persegue per raggiungere l'obiettivo, ma l'obiettivo lo condivido. Il mondo dominato da una sola parte, per quanto "morbida" non mi piace per lo stesso motivo per cui in politica non mi piace l'uomo (o la donna...) solo/a al comando.
Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti (cit. Roberto "Freak" Antoni)
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da RigolettoMSC » 30 set 2022, 12:50

jpr williams ha scritto:
30 set 2022, 10:32
RigolettoMSC ha scritto:
29 set 2022, 19:16
Quando, il 25 o il 26 Febbraio scorso (verificabile) sostenevo proprio in questo thread che l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia fosse sostanzialmente la solita vecchia "buona" guerra per l'accaparramento delle risorse, c'è stato più d'uno che mi ha in pratica deriso (quei qualcuno sono sono tutt'ora molto attivi), sostenendo che questa operazione militare speciale fosse stata dettata da altre fumose ragioni quali la difesa dei russofoni di Donetsk e Lugansk o altre amenità del genere, quando era già allora evidente che il vero obiettivo erano le immense risorse del Donbass.
Continuo a pensare che non sia così e che ragioni troppo da occidentale mettendo l'economia al di sopra di tutto.
Cina e Russia perseguono volontà di potenza dal punto di vista geopolitico e dal loro punto di vista le risorse economiche sono un mezzo per perseguire quell'obiettivo politico, non per "arricchirsi".
Io non ti ho deriso allora, né ti derido oggi, semplicemente la vedo diversamente: Putin (o Xi) non vuole diventare più "ricco" vuole riconquistare un ruolo geopolitico per un paese che dal suo punto di vista è stato distrutto dai suoi nemici che fecero crollare il sistema nel quale lui era nato ed aveva prosperato. E dal suo punto di vista politico la sua vicenda personale è quella di tutto il popolo russo, spogliato del ruolo che in epoca sovietica aveva.
Per tornare una grande potenza egemone vuole usare le risorse come arma, non come ricchezza.
Su una sola cosa do ragione a Xi (non a Putin): è giusto ed equo che il mondo non sia unipolare e dominio di una sola potenza, ma che le sorti vengano decise da un tavolo multipolare. Altra cosa sono i mezzi che persegue per raggiungere l'obiettivo, ma l'obiettivo lo condivido. Il mondo dominato da una sola parte, per quanto "morbida" non mi piace per lo stesso motivo per cui in politica non mi piace l'uomo (o la donna...) solo/a al comando.
Scusa jpr, ma c'è un fraintendimento, di "arricchirsi" in senso proprio non penso che freghi nulla né a Putin né a Xi (che già possiedono patrimoni personali da mille e una notte, su Xi non sono certo al 100%, anche perché su una "cosa cinese" è difficile essere certi di qualcosa, ma su Putin sì) né alla Russia come entità nazionale che già possiede moltissime, e mal impiegate, risorse naturali, che invece voglia usare la leva energia/risorse naturali per imporre la sua egemonia mi sembra invece chiaro, l'accaparramento delle rilevantissime risorse del Donbass va esattamente in questa direzione, le prendo non perché mi servono ma perché così non ce l'hai te. Come vedi siamo sostanzialmente d'accordo. Sulla faccenda identitaria ho più dubbi, mi sa che sia più una cosa ad uso interno (qualcosa dovrai pur dire ai tuoi che mandi a farsi ammazzare) che una vera e propria convinzione di Putin e i suoi, ma è solo un'impressione.
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da jpr williams » 30 set 2022, 13:14

RigolettoMSC ha scritto:
30 set 2022, 12:50
Scusa jpr, ma c'è un fraintendimento
Alla luce di questo tuo ultimo post certamente si.
Avevo frainteso il tuo discorso. Siamo d'accordo.
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