Anniversari

Per discutere di qualsiasi cosa che NON riguardi il Rugby...
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jpr williams
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Anniversari

Messaggio da jpr williams » 6 dic 2014, 11:39

Apro un nuovo thread in questa sezione che mi piace sempre di più (non ringrazierò mai abbastanza il buon Hap per avermela fatta scoprire).
A me piace raccontare storie, non come farebbe uno scrittore, ma come farebbe un chiacchierone a una tavolata di amici; molto tempo fa esisteva in TV una trasmissione intitolata "Almanacco del giorno dopo" nella quale c'era la rubrica "Domani avvenne" nella quale si raccontava cosa fosse successo in quel preciso giorno in passato.
Senza alcuna prestesa di sistematicità o wikipedismo mi piacerebbe ricordare fatti o personaggi, entrambi minimi o massimi di un giorno.
Invito chi vuole a commentare, apprezzare o disprezzare, aggiungere, correggere, ma, soprattutto, partecipare con racconti propri.
Parto oggi con un post successivo.
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Hap
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Re: Anniversari

Messaggio da Hap » 6 dic 2014, 11:53

Bell'idea jpr! :wink:
Agli amici che compaiono dagli abissi di internet solo quando l'Italia le prende, gustando il momento con rara intensità: grazie.
Grazie.
Grazie perché mi avete fatto capire il senso di tutti quei video porno in cui i mariti si sollazzano vedendo la moglie soddisfatta da un estraneo.

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jpr williams
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Re: Anniversari

Messaggio da jpr williams » 6 dic 2014, 11:58

Il 6 dicembre di esattamente 20 anni fa moriva a Florina, in Grecia, a soli 61 anni Gian maria Volontè, uno degli attori più completi e carismatici della storia del cinema italiano. Artista innervato da profonda passione civile e politica ha legato il suo nome ad alcuni fra i film più intensi ed intelligenti che io ricordi; memorabile, ad esempio, la sua interpretazione di Enrico Mattei ne "Il caso Mattei" di Francesco Rosi, con il quale girò anche il bellissimo "Uomini contro" tratto da "Un anno sull'altipiano" di Emilio Lussu. Un sodalizio proficuo fu anche quello con un altro maestro del cinema civile italiano, Elio Petri, per il quale Volontè fu l'operaio Lulù Massa in "La classe operaia va in paradiso" e l'istrionico, indimenticabilmente mefistofelico commissario di "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto". Ma fu anche attore di Sergio Leone in molti memorabili spaghetti western: come dimenticare il Ramòn "l'uomo col fucile" che "l'uomo con la pistola" Clint Eastwood sfidava urlandogli di mirare al cuore, o il Teofilatto dell'"Armata Brancaleone" di Monicelli. Potrei continuare per pagine e pagine parlando, ad esempio, delle sue interpretazioni sciasciane o di quelle più brillanti, ma annoierei più di quanto fatto sin qui.
Voglio, quindi, finire citando il mio film preferito del grande Gian Maria, cioè lo struggente e vibrante "Sacco e Vanzetti" girato nel 1971 per la regia di Giuliano Montaldo, accanto all'altrettanto bravo Riccardo Cucciolla: l'autodifesa dell'anarchico Bartolomeo Vanzetti Volontè è un'enunciazione di dottrina e passione politica e civile potente e poetica che resta nella mente e nel cuore di chiunque le senta.
http://youtu.be/7oObwJ23BdM
Come nel cuore resta la bellissima musica che Ennio Morricone scrisse per il film, affidandone l'interpretazione alla bellissima e appassionata voce di Joan Baez
http://youtu.be/XMDZGQGeK6A
Ciao Gian Maria, grazie di tutto, ci manchi.
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Re: Anniversari

Messaggio da gcruta » 6 dic 2014, 16:46

Non era (potrei sbagliarmi...) anche il capitano ubriacone ne "Il buono, il brutto, il cattivo", che muore con il sorriso dopo che Tuco e il biondo fanno saltare il ponte e quindi fanno cessare l'inutile macello?
Tuco: "Ci... ci ri... rivedre..."
Il Biondo: "Ci rivedremo, idioti. E' per te."

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Re: Anniversari

Messaggio da jpr williams » 7 dic 2014, 14:09

gcruta ha scritto:Non era (potrei sbagliarmi...) anche il capitano ubriacone ne "Il buono, il brutto, il cattivo", che muore con il sorriso dopo che Tuco e il biondo fanno saltare il ponte e quindi fanno cessare l'inutile macello?
Se era lui io non me lo ricordo. Ho rivisto il film un paio di anni fa, ma se la memoria non mi inganna poteva essere Aldo Giuffre'. Prendila, comunque, con beneficio d'inventario.
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Re: Anniversari

Messaggio da jpr williams » 7 dic 2014, 14:10

gcruta ha scritto:Non era (potrei sbagliarmi...) anche il capitano ubriacone ne "Il buono, il brutto, il cattivo", che muore con il sorriso dopo che Tuco e il biondo fanno saltare il ponte e quindi fanno cessare l'inutile macello?
Se era lui io non me lo ricordo. Ho rivisto il film un paio di anni fa, ma se la memoria non mi inganna poteva essere Aldo Giuffre'. Prendila, comunque, con beneficio d'inventario.
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Re: Anniversari

Messaggio da gcruta » 7 dic 2014, 21:12

Hai ragione da vendere. Chiedo venia ad Aldo Giuffrè.
Tuco: "Ci... ci ri... rivedre..."
Il Biondo: "Ci rivedremo, idioti. E' per te."

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Re: Anniversari

Messaggio da jpr williams » 8 dic 2014, 11:22

Ci sono giorni nella tua vita che non ti dimentichi; non te li dimentichi perché qualcuno o qualcosa fa si che tu non te li possa dimenticare. Se poi hai 15 anni e sei innamorato, innamorato come si può esserlo solo in quella breve e interminabile stagione della tua vita, allora le cose, quelle piccole e quelle grandi, si fissano nella tua memoria e restano lì, così che tu, ogni tanto, possa ripassarci davanti e rivederle. Non sono necessariamente cose belle…
Era l’8 dicembre del 1980 ed era un lunedì, proprio come oggi: niente scuola, anche se a me a scuola piaceva eccome andarci. Mi piaceva perché la scuola mi è sempre piaciuta e perché a scuola c’era lei, Anna, amata come si può amare solo a 15 anni, specie se non si è corrisposti. Quel giorno non l’avrei vista e, allora, pensai di poterle stare vicino in un altro modo. Telefonai alla radio che entrambi ascoltavamo per dedicarle una canzone, una canzone che avevo avuto la gioia di ballare con lei ad una festa, una di quelle canzoni che VUOI ballare con lei. Mi dissero a che ora sarebbe passata la dedica e mi misi lì ad aspettare.
La dedica non andò mai in onda.
Non andò, quel giorno, il programma delle dediche, quello che aspettavo, perché un uomo, probabilmente un pazzo, aveva pensato bene di sparare ad un poeta, uno di quelli che illuminano i cuori e le menti delle persone, uno di quelli che sono un dono per il mondo intero. Si può immaginare qualcosa di più insensato e crudele che voler uccidere un poeta? Avevo sempre amato (e amo tuttora) la musica dei Beatles e, come tutti quelli che li amavano, non avevo mai rinunciato a sperare che, un giorno, forse, sarebbero tornati a scrivere quelle meravigliose canzoni che sentivo uscire dalla radio di mia mamma quando, al pomeriggio, lei stirava ed io facevo i compiti, magari aspettando di sentire la voce di Adriano De Zan che annunciava la tappa del Giro d’Italia, in quei pomeriggi di inizio estate che, per un bambino, sono la schiusa di tutte le promesse. Non sarebbe successo, perché uno di quei meravigliosi menestrelli, forse quello più geniale dei quattro, non c’era più, cancellato nel modo più idiota e feroce che sia possibile immaginare. Non avrebbe senso concludere questo ricordo tentando di scegliere solo una delle innumerevoli meravigliose poesie cantate che uscirono dalla sua mente e dal suo cuore, da solo o insieme ai suoi tre amici, Paul, George e Ringo, perciò scelgo una strada altra per ricordare quel momento, linkando la canzone che volevo dedicare al mio grande amore di allora e che allora non andò in onda. La ascolto adesso, pensando ad Anna e a John.

http://youtu.be/UEQ6zWMQV74

Ciao John, il mondo senza di te è stato una cosa più povera.
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Re: Anniversari

Messaggio da Hap » 8 dic 2014, 19:19

Grande jpr!
Ma come si fa a non voler bene a questo forum, popolato da codesti elementi?!
Agli amici che compaiono dagli abissi di internet solo quando l'Italia le prende, gustando il momento con rara intensità: grazie.
Grazie.
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Re: Anniversari

Messaggio da jpr williams » 12 dic 2014, 18:16

Mi piacciono molto le canzoni di Francesco De Gregori: sono uno di quelli che non riescono ad arrivare alla fine de “La leva calcistica del ‘68” senza ritrovarsi un groppo in gola, tanto per intendersi. Quella cosa, poi, dei giocatori tristi che non hanno vinto mai e adesso ridono dentro al bar è una delle immagini più malinconiche che si possano immaginare. Altra bellissima canzone di De Gregori è “Viva l’Italia”, una struggente e rabbiosa dichiarazione d’amore per questo avventuroso e sventurato Paese. Mi è sempre rimasto impresso un ricordo di Sara Simeoni, una delle donne che ho più ammirato in vita mia, a proposito di questa canzone. Sara si riferisce alle Olimpiadi di Mosca del 1980, funestate dal boicottaggio di molti paesi occidentali. L’Italia, in quel caso, fece una di quelle scelte così italiane, quelle scelte che stanno a mezza via fra il ridicolo e il grottesco: boicottare a metà. Così non parteciparono gli atleti dei corpi militari e furono negati il tricolore e l’inno: c’eravamo, ma non c’eravamo. Sara racconta che, nel suo cuore, quella canzone di De Gregori aveva preso il posto dell’inno di Mameli che le era stato negato sul podio più alto dello stadio “Lenin” e lei la ascoltava continuamente, anche prima delle sue gare. La sto tirando un po’ in lungo perché il rospo che ho da cacciare fuori è bello grosso, grosso quanto gli ultimi 45 anni di storia italiana, e così ho preferito prenderla alla larga. Ma adesso vado al dunque.
Come molte canzoni di De Gregori (basti pensare a Rimmel) anche “Viva l’Italia” contiene molti riferimenti non proprio immediati. Non so quanti sappiano a cosa si riferisce quando dice “Viva l’Italia del 12 dicembre”. Sarei curioso di vedere un’indagine nelle scuole italiane con questa domanda. Si, perché il 12 dicembre in questione è quello di 45 anni fa, il 12 dicembre 1969. Siamo a Milano, in pieno centro, e sono quasi le 17 di un venerdì pre-natalizio. Il salone della Banca nazionale dell’agricoltura, in Piazza Fontana, non molto lontano dal Duomo e dal tribunale è gremito di persone che sbrigano le ultime faccende prima di tornarsene a casa, alla propria vita di sempre. Molti non ci torneranno più.
Per molti, ormai, le parole “Strage di Piazza Fontana” sono uno sbiadito e lontano rumore di fondo. E invece fu un frastuono lungo molti anni. Il 12 dicembre, in molte zone del nord (nella mia, ad esempio) per i bambini è il giorno che precede la notte più lunga e tesa: la vigilia di Santa Lucia che col suo asinello porta i regali ai bambini buoni. Quel 12 dicembre fu la vigilia di quella che un bravo giornalista, Sergio Zavoli, chiamò “la notte della Repubblica”. Il frastuono delle bombe di quel pomeriggio fu l’avvio di quella che gli storici chiamarono “strategia della tensione” e si contano a centinaia le vittime che seguirono le 17 vittime di quel pomeriggio milanese, in vari attentati e omicidi di una sanguinosa scia durata decenni. Le responsabilità di questo, come di altri orrendi atti commessi in questo Paese, non sono mai emerse in maniera limpida, ma su alcuni elementi gli storici sono concordi. In quel terribile evento come in molti altri è ben presente la mano di una parte oscura delle strutture dello Stato, quello stesso Stato che avrebbe dovuto tenerci al sicuro proprio da mostruosità come quella. Furono, probabilmente, esigenze legate ai duri equilibri della guerra fredda di quegli anni: l’Italia era un paese di frontiera fra due mondi fatti apposta per non conoscersi e non capirsi, ma abbastanza vicini per odiarsi ed il controllo politico delle frontiere è sempre stata una faccenda per stomaci robusti. Che vuoi che sia qualche manciata (molte manciate, purtroppo) di morti rispetto al mantenimento dell’equilibrio del terrore? Vorrei fare questa domanda agli orfani di quello e di tanti altri sciagurati giorni della nostra storia recente. De Gregori nella sua dichiarazione d’amore inneggia all’Italia presa a tradimento, ma con gli occhi aperti nella notte scura, all’Italia che non ha paura. Chissà se l’Italia di oggi ha almeno un po’ di memoria, se non proprio gli occhi aperti…

http://youtu.be/Y27o-7U13OA
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Re: Anniversari

Messaggio da m.map » 12 dic 2014, 18:49

il 12 dicembre mi ritorna in mente ogni volta che sento qualcuno dire, per le ragioni più varie:
«io ho fiducia nella magistratura»

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Re: Anniversari

Messaggio da daom » 12 dic 2014, 19:43

Invece quelli che sentono di avere fiducia nelle forze dell'ordine, possono tranquillamente pensare al 15 dicembre oppure ai 3 anni di galera non meritata di Valpreda.
Se il rugby é solo uno sport, il cuore é solo un organo

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Re: Anniversari

Messaggio da jpr williams » 13 dic 2014, 11:29

m.map ha scritto:il 12 dicembre mi ritorna in mente ogni volta che sento qualcuno dire, per le ragioni più varie:
«io ho fiducia nella magistratura»
Credo, però, che la magistratura di oggi sia molto, ma molto diversa da quella insabbiatrice e collusa di allora.
Io avevo in camera, da ragazzo, la fotografia di Giovanni Falcone e mi sono laureato in legge per diventare un magistrato come lui. Poi la vita mi ha portato altrove, ma non ho cambiato idea. Nomi come quelli di Falcone, Borsellino, Chinnici, Guido Galli, Emilio Alessandrini. Gaetano Costa, Rosario Livatino, Giancarlo Caselli, Raffaele Cantone, Antonio Caponnetto e potrei continuare per pagine e pagine sono fra i pochi per cui questo paese deve essere orgoglioso.
Sulla strage del 12 dicembre un magistrato bravo e coraggioso, Guido Salvini, è arrivato a un passo dalla verità, ma lasciato troppo solo.
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Re: Anniversari

Messaggio da jpr williams » 13 dic 2014, 11:32

daom ha scritto:Invece quelli che sentono di avere fiducia nelle forze dell'ordine, possono tranquillamente pensare al 15 dicembre oppure ai 3 anni di galera non meritata di Valpreda.
Pinelli e Valpreda furono altre due vittime del "sistema" che generò quella e altre stragi.
I poliziotti, però, non sono mai stati tutti uguali.
Voglio citarti due soli nomi: un poliziotto, Boris Giuliano, e un carabiniere, Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Nel nostro Stato, purtroppo, c'è sempre stata una guerra invisibile fra galantuomini con la schiena dritta e quaquaraquà.
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Re: Anniversari

Messaggio da Hap » 14 dic 2014, 12:46

Allargando il tema, di cui non sono un esperto, mi sento di consigliarvi il film pluripremiato di Pif "La mafia uccide solo d'estate". A me è piaciuto tantissimo.
Agli amici che compaiono dagli abissi di internet solo quando l'Italia le prende, gustando il momento con rara intensità: grazie.
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