Politica italiana e internazionale da bar

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RigolettoMSC
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da RigolettoMSC » 14 nov 2019, 10:53

Zappa, se sei bravo non importa a nessuno (o quasi) se sei antipatico, ma se sei mediocre come (purtroppo, aggiungo) si è dimostrato il Matteo, anche l'antipatia ha il suo peso. E nell'era della politica di facebook e compagnia essere o non essere antipatici conta. Per dire Boschi e Boldrini, persone che non mi pare siano di scarso valore, riscuotono l'odio di mezza Italia grazie alla loro indiscutibile antipatia. Purtroppo (di nuovo) così va il mondo nel XXI secolo... E non ci puoi fare nulla.
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Garry
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Garry » 14 nov 2019, 11:23

Sul "valore" delle persone citate non mi pronuncio, ma sull'antipatia bisogna dire che è stata sapientemente costruita da altri, dagli avversari politici, mentre l'antipatia di Renzi se l'è costruita da solo. Fisicamente non è antipatico. La mimica, le espressioni sono buffe, a volte proprio comiche. L'antipatia invece gli deriva dalla spocchia, da una certa cialtronaggine, dal fatto che fa cose che qualsiasi persona con un minimo di senso critico non farebbe mai (es. parlare in inglese in pubblico senza conoscere l'inglese).
Direi che risulti antipatico soprattutto agli avversari politici e ai rottamati. Per tutti gli altri, per me, risulta comico.

Adesso poi che è lui ad essere stato rottamato, a chi è dotato di un minimo d'umanità farà anche un po' pena nel senso buono dell'espressione
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Ilgorgo
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Ilgorgo » 14 nov 2019, 11:36

Mi ricollego a quanto detto da Jpr sulla scarsa considerazione che la cultura e lo studio sembrerebbero avere ai giorni nostri, almeno presso una parte della popolazione. Una cosa simile a quella che dici sui quiz televisivi l'ho sempre notata su Topolino... Mi piace sfogliare ogni tanto vecchi Topolino e nella rubrica a premi che mi pare si chiamasse "Se lo sai rispondi" il confine tra pre- e post-sessantotto appare molto netto: prima le domande ai bambini erano cose come "come si chiama la pinna dorsale del calamaro di fiume", "in che anno l'Alfieri compose il dramma minore Pioppo Assassino?", "l'ordine dei celenteranidi è un sottogruppo o un sovraggruppo dei celenterati?"... e sembra fin quasi impossibile che i bambini di allora sapessero tutte quelle cose. Forse era un modo per spingerli ad andare in biblioteca o ad aprire l'enciclopedia del babbo per documentarsi.
Poi dagli anni '70 in poi, più o meno, le domande sono diventate: "come si chiama il cugino un po' matto di Paperino?", "in che nazione si trova Madrid?", "qual è quello strumento... un po' piano e un po' forte che suona il vicino di Paperino?", con la specifica che per partecipare al concorso bastava indovinare una delle tre risposte.
Notando cose come queste vien da pensare che il livello culturale medio sia sia profondamente abbassato, però ci sono altri indicatori che possono portare alla sensazione opposta. Se una flessione del grado culturale c'è stata, non la imputerei alla scuola; da quel poco che vedo, i maestri e i professori dei giorni nostri sono persone con passione e spesso con un senso di missione nel loro operare

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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Ilgorgo » 14 nov 2019, 11:38

PS: a me la Boschi e la Boldrini non sono antipatiche, mai state. Certo la Boschi mi ha un po' deluso in questo suo perenne seguire Renzi acriticamente

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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da zappatalpa » 14 nov 2019, 11:59

RigolettoMSC ha scritto:
14 nov 2019, 10:53
Purtroppo (di nuovo) così va il mondo nel XXI secolo... E non ci puoi fare nulla.
Peccato che cosí non vada il mondo. Avete un debole per i clown all'apparenza innocui (la pericolositá per incapacitá é un altra cosa) e i cattivoni falliti, a cui bisogna dare un'altra chance in nome di una umanitá malinterpretata, perché si pensa che piú di tanto ormai non si possa piú nuocere (errorissimo! stesso motivo di sopra).
Meglio se i personaggi sono fisicamente un pó "sotto-norma", un pó effemminati, con fare finto-affabile, un pó "ridicoli". È un potente filo rosso conduttore su cui in genere si converge, almeno per quanto riesco a giudicare da un punto di vista "estetico": dal Re nano, passando per M., la tragedia Badoglio, B., i politici emiliani, i giornalisti e opinionisti alla Travaglio e Sallusti, Raimondi e Munari, e e e e e si finisce con... ilGorgo. :-]

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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Garry » 14 nov 2019, 12:54

“...una maschia gioventù, con romana volontà...” :lol:
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Garry » 14 nov 2019, 12:58

Ilgorgo ha scritto:
14 nov 2019, 11:36
... Mi piace sfogliare ogni tanto vecchi Topolino e nella rubrica a premi che mi pare si chiamasse "Se lo sai rispondi" il confine tra pre- e post-sessantotto appare molto netto: prima le domande ai bambini erano cose come "come si chiama la pinna dorsale del calamaro di fiume", "in che anno l'Alfieri compose il dramma minore Pioppo Assassino?", "l'ordine dei celenteranidi è un sottogruppo o un sovraggruppo dei celenterati?"... e sembra fin quasi impossibile che i bambini di allora sapessero tutte quelle cose. Forse era un modo per spingerli ad andare in biblioteca o ad aprire l'enciclopedia del babbo per documentarsi.
...
Per me era solo un modo per spingerli a comprare il Manuale delle Giovani Marmotte :lol:
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da jpr williams » 14 nov 2019, 13:25

zappatalpa ha scritto:
14 nov 2019, 10:10
Cmq jpr, anche tu, tante belle parole e ragionamenti, ma alla fine anche a te sta sul gozzo Renzi piú di tutti :-)
Oddio, non sapevo fosse illegale.
Comunque Renzi non mi sta più antipatico di altri. Diciamo, anzi, che finchè è stato segretario del PD l'ho anche appoggiato, perchè essendo io un disciplinato militante di partito ho sempre pensato che il segretario, anche se non l'ho votato, una volta segretario è il mio segretario (mi rendo conto sia difficile capire una cosa simile: quelli come me che hanno frequentato la scuola delle Frattocchie ragionano così, roba d'altri tempi). E quindi contestavo molto quelli che nel partito gli facevano la guerra dopo che li aveva battuti. Il suo referendum l'ho votato pur avendo perplessità su taluni aspetti giuridici (fisime da gente col 30 in diritto costituzionale, non farci caso) perchè ritenevo che dopo eoni di chiacchiere sulle riforme istituzionali (la prima fu la geologica Commissione Bozzi nel 1972, presieduta da un vecchio gentiluomo liberale di nome Aldo Bozzi con una gran barba risorgimentale, sempre roba d'altri tempi) fosse) finalmente ora di farle anzichè parlarne e basta.
Da lì in poi ha praticamente cannato tutto, e gli errori, in politica come nel rugby, si pagano.
L'ultima mossa, davvero tristissima e di piccolissimo cabotaggio personale, avente il solo scopo di costituire un predellino centrista del 10% da poter pesare sulla tavola di salvini nel caso il cazzaro verde non raggiunga la maggioranza alle prossime elezioni, me lo ha davvero fatto uscire da ogni possibile simpatia.
Casualmente stamattina l'ho beccato su uno dei canali finanziari che seguo (CNBC) che rilasciava un'intervista in un inglese improbabile che lasciava l'interlocutrice piuttosto perplessa. Col suo solito fare da ganassa ha sparato un paio di stronzate colossali circa la fattibilità di un fantomatico "big shocking plan for infrastructures" (sic!) ed all'ovvia domanda "where's the money?" ha parlato di non meglio precisati fondi di private equity pronti a riversare sul paese una cascata di billions che arriveranno dopo che si sarà vinta un'altrettanto fantomatica "big big war" contro la burocrazia.
Chiacchiere di una vuotezza cosmica.
La cosa più divertente è stata quando si è incespicato parlando di "matteo salvini, the former minister of internal affairs", diventato nella frase seguente "the former matteo salvini". Ed ho pensato a quanto sarebbe bello se ci fosse uno che è stato matteo salvini, ma per fortuna è diventato altro.
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da jpr williams » 14 nov 2019, 13:36

Ilgorgo ha scritto:
14 nov 2019, 11:36
Notando cose come queste vien da pensare che il livello culturale medio sia sia profondamente abbassato, però ci sono altri indicatori che possono portare alla sensazione opposta. Se una flessione del grado culturale c'è stata, non la imputerei alla scuola; da quel poco che vedo, i maestri e i professori dei giorni nostri sono persone con passione e spesso con un senso di missione nel loro operare
La televisione, con i suoi quiz ed i reality show, ma se ci pensi anche spettacoli un pò strambi come "forum", hanno avuto una sola "mission", quella di diffondere il concetto per cui la cultura, la preparazione, la scuola non hanno valore.
Si può diventare ricchi e famosi senza sapere un c4$$o e senza avere alcun talento e senza doversi affaticare sui libri.
La scuola è stata distrutta nella sua dignità ed il ruolo sociale dei professori pure: è ormai quasi un luogo comune il disprezzo per il professore che con tutta la sua cultura porta a casa uno stipendio da fame, mentre magari l'idraulico con la terza media e bravo ad evadere il fisco va in giro con la Ferrari. Prova dopo a far capire a ragazzi tirati su da quella televisione lì (perchè i genitori c'avevano da lavorare, mica avevano tempo di tirar su i figli: tanto c'era la tv davanti alla quale parcheggiarli) che il professore va rispettato. Anzi, se si azzarda a darti un brutto voto, magari si becca pure un cartone dal padre.
L'ignoranza celebrata come una virtù.
Un tempo l'ignoranza era vissuta come un handicap e chi ne era gravato sentiva lo stimolo ad emendarsene attraverso lo studio. Studiare, anche alle scuole serali, era visto come uno strumento di riscatto sociale.
Ricordo alle riunioni in sezione, anni fa, operai e netturbini che leggevano Gransci, Pasolini e Lussu perchè sapevano che essere ignoranti li rendeva più deboli e ricattabili.
Oggi tutti lì a pispolare il cellulare per vedere qualche filmato cretino o giocare a candy crush.
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Ilgorgo » 14 nov 2019, 16:45

Non sono così pessimista, non mi pare che la società d'oggi sia peggiore o comunque più incolta di quella di un tempo. Per fare un esempio positivo, ci sono tante persone già uscite dall'età studentesca che appena possono vanno a una conferenza o a un corso o a una lezione "open"; e di queste conferenze e corsi c'è molta più offerta oggi di un tempo. I musei, almeno quelli minori, sono stati per decenni luoghi grigi frequentati solo da pochi appassionati e da scolaresche svogliate, ora c'è una nuova generazione di giovani educatori (non è forse il termine giusto) che cerca con fantasia e apparentemente con discreto successo di dare più vita a quelle sale. I ragazzi vanno in Erasmus e la quantità di loro capaci di parlare un buon inglese e magari altre lingue è cresciuta rispetto ai miei tempi (il mio inglese continua a essere impresentabile). Ho provato a cercare un grafico con le vendite di libri in Italia dagli anni '50 a oggi, per capire se c'era un trend positivo o negativo, ma non l'ho trovato; però secondo l'stat dal 2001 al 2015 il consumo medio di libri è rimasto invariato.
Un tempo c'era forse più cultura erudita e affinata nella fascia colta (appunto) della popolazione, ma c'erano anche tanti problemi alla base. Leggendo i giornali di Reggio Emilia di un secolo fa si ammira la capacità di scrittura e la cultura ad ampio raggio di alcuni giornalisti ma ci si imbatte anche in tante storie di criminalità, di povertà, di violenza domestica (donne che andavano all'ospedale perché il marito "aveva esagerato con le busse", ma apparentemente senza che la polizia se ne interessasse), di bambini morti perché i genitori erano a lavorare nei campi e loro scorrazzando da soli finivano per annegare in un canale o perfino in un mastello (sono frequentissimi questi casi). All'inizio di "Mondo piccolo" Guareschi racconta che lui e i suoi undici fratelli venivano "lasciati liberi" nei campi dal padre, proprietario benestante, alla mattina e rientravano al tramonto, dopo aver passato la giornata, così lui scrive con nostalgia, ad ammazzare paperi, pulcini, oche e passeri a sassate. Non proprio una educazione ideale, almeno secondo i nostri criteri.
Quello che voglio dire è che c'erano cose buone e cattive anche in passato.
Anche oggi escono ogni anno diversi ottimi libri di narrativa scritti da italiani, c'è ricerca teatrale e la televisione produce anche cose buone (magari sui canali alternativi). Forse siamo deboli in campo cinematografico: da quanti anni il cinema italiano non produce un vero "capolavoro"?

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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Garry » 14 nov 2019, 17:03

Citi molte eccezioni, e i sono mille altri indicatori che dicono il contrario.
Uno studio OCSE dice che il 30% della popolazione è un analfabeta funzionale. Persone che anche se apparentemente autonome non riescono a comprendere un qualsiasi testo scritto.
Un fenomeno che è sempre esistito, certo (fin dagli anni '70 si parlava di "analfabetismo di ritorno") ma che ha assunto proporzioni preoccupanti, anche perché favorito da certe avventure politiche del nostro Paese
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Garry » 14 nov 2019, 17:06

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Il confronto con gli altri dovrebbe farci pensare
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da jpr williams » 14 nov 2019, 18:12

Ilgorgo ha scritto:
14 nov 2019, 16:45
Non sono così pessimista, non mi pare che la società d'oggi sia peggiore o comunque più incolta di quella di un tempo.
Mah, che vuoi, io ho l'impressione opposta. Poi guardo i sondaggi elettorali e trovo conferma al mio pessimismo.
Il pro>12 è un'aberrazione palancaia.
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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Ilgorgo » 14 nov 2019, 19:30

Garry ha scritto:
14 nov 2019, 17:06
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Il confronto con gli altri dovrebbe farci pensare
Ahiu, fa un po' male questo grafico :oops: . Per fortuna faccio parte del 27.9 di low skilled e non riesco a interpretarlo bene :|

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Re: Politica italiana e internazionale da bar

Messaggio da Garry » 14 nov 2019, 19:39

Ilgorgo ha scritto:
14 nov 2019, 19:30

Ahiu, fa un po' male questo grafico :oops: . Per fortuna faccio parte del 27.9 di low skilled e non riesco a interpretarlo bene :|
Guarda credo che sia comprensibile, ogni tanto, essere sfiorati dal pensiero che forse da "low skilled" si vivrebbe meglio, più tranquilli e sereni. Ignari, diciamo.
Però è un pensiero che va combattuto, ricacciato. Resistere, resistere, resistere.
Vale la pena combattere anche contro una "tastiera creativa" come cerco di fare io, ma correggere sempre gli errori anche quando si scrive qui (se si ha il tempo di rileggere)

A parte tutto, per dare un reale contributo al tuo discorso la tabella avrebbe dovuto riportare anche un confronto con il passato, ma la mia sensazione è che questo peggioramento ci sia stato
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