La formazione tecnica di un giovane

Sezione dedicata a discussioni sulle problematiche legate all'allenamento ed alla didattica del rugby.

Moderatore: Emy77

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CoccoBill
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La formazione tecnica di un giovane

Messaggio da CoccoBill » 28 feb 2007, 10:38

In un recente articolo tratto dal primo numero di "All Rugby" Lynn Howells ha scritto ciò che segue:

" ... Una cosa che mi è balzata subito all'evidenza in Italia è che, fina da giovani, i giocatori vengono allenati al contatto. Contatto, contatto, contatto in ogni situazione di gioco. In Galles viceversa questa è considerata l'ultima delle opzioni, piuttosto si insiste molto di più nell'insegnare la tecnica individuale e la capacità di giocare con la palla in mano, finchè questa diventa quasi una seconda natura. Non mi sorprende pertanto che l'Italia abbia tra le sue caratteristiche dominanti un solido gioco degli avanti e che manchi, invece, di qualità in alcuni ruoli fondamentali, tipo apertura e mediano di mischia, dove rarissimamente, a livello di club, vengono schierati giocatori italiani..."

Sarebbe molto interessante se gli allenatori e gli istruttori che frequentano il forum esprimessero le loro idee riguardo la dichiarazione di Howells e su queste si aprisse un dibattito.

Luighi
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RE: La formazione tecnica di un giovane

Messaggio da Luighi » 28 feb 2007, 10:48

Ho letto anche io l'articolo.
E devo dire che sono daccordo con lui.
O meglio, non so esattamente cosa facciano gli allenatori in giro per l'italia, ma credo che sia importante ricordarsi che il rugby è uno sport di evitamento ancor prima che di combattimento.

E invece (anche se non conosco molto, se non ho visto molti allenatori all'opera) mi sembra evidente che spesso le squadre giovanili che di tanto in tanto mi capita di vedere in campo, prendano il rugby come mero scontro fisico, spesso individuale.

L.

Nohome
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RE: La formazione tecnica di un giovane

Messaggio da Nohome » 28 feb 2007, 12:22

Se non sparo cavolate, ed è probabile che succeda, nelle mie piccole esperienze di allenamento, mi dissero che quando sono piccini, non bisogna insegnare a passare la palla, ma invece ad avanzare e, per insegnare il sostegno, incentivare gli altri ad aiutare il compagno che continua nella sua avanzata.
E, sempre se non sbaglio, le indicazioni ai bambini, sono proprio avanza finchè puoi... sbaglio?

Luighi
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RE: La formazione tecnica di un giovane

Messaggio da Luighi » 28 feb 2007, 12:33

non sbagli.
Finchèi bambini non hanno superatoil problema affettivo, non è appropriato proporgli di passare il pallone. (questo se siparla di bambini).
Di solito, un buon lavoro nel minirugby porta (di solito) un Under9 ad aver superato il problema affettivo.

Bisogna quindi fare delle distinzioni.
1. Giovani e bambini vuol dire due cose diverse. Howells parla di giovani non di bambini.
2. Non insegnare, non suggerire il passaggio non vuol dire necessariamente educare allo scontro. Howells non parla solo di giocare con la palla in mano, ma parla anche di tecnica individuale, che è cosa assai diversa.
3. il nodo centrale dell'articolo di Howells, la parte più rilevante, mi sembra quella in cui dice "Contatto, contatto, contatto in ogni situazione di gioco"... Ovvero il problema non è tanto non allenare al contatto,ma allenare alla lettura del gioco, educare alla scelta.
Sono dell'idea che si può iniziare ad educare alla scelta un bambino sin dall'età di 4-5 anni. E tutto senza andare in contraddizione con l'indicazione di mantenere il minirugby prevalentemente individuale fino all'under9.

Luighi.

Nohome
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Re: RE: La formazione tecnica di un giovane

Messaggio da Nohome » 1 mar 2007, 17:02

Luighi ha scritto:non sbagli.
Finchèi bambini non hanno superatoil problema affettivo, non è appropriato proporgli di passare il pallone. (questo se siparla di bambini).
Di solito, un buon lavoro nel minirugby porta (di solito) un Under9 ad aver superato il problema affettivo.

Bisogna quindi fare delle distinzioni.
1. Giovani e bambini vuol dire due cose diverse. Howells parla di giovani non di bambini.
2. Non insegnare, non suggerire il passaggio non vuol dire necessariamente educare allo scontro. Howells non parla solo di giocare con la palla in mano, ma parla anche di tecnica individuale, che è cosa assai diversa.
3. il nodo centrale dell'articolo di Howells, la parte più rilevante, mi sembra quella in cui dice "Contatto, contatto, contatto in ogni situazione di gioco"... Ovvero il problema non è tanto non allenare al contatto,ma allenare alla lettura del gioco, educare alla scelta.
Sono dell'idea che si può iniziare ad educare alla scelta un bambino sin dall'età di 4-5 anni. E tutto senza andare in contraddizione con l'indicazione di mantenere il minirugby prevalentemente individuale fino all'under9.

Luighi.
Analisi corretta e precisa.
Sono d'accordo, educare alla visione di gioco, è un grosso obiettivo.
Pochissimi giocatori, hanno buona visione di gioco.

118
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RE: Re: RE: La formazione tecnica di un giovane

Messaggio da 118 » 1 mar 2007, 17:57

quelle poche volte che ho giocato in sudafrica l'allenatore mi ha detto se sei in difficoltá dai la palla a quelli grossi e poi falli spingere...non é tecnica solo italiana.

Nohome
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Re: RE: Re: RE: La formazione tecnica di un giovane

Messaggio da Nohome » 1 mar 2007, 18:16

118 ha scritto:quelle poche volte che ho giocato in sudafrica l'allenatore mi ha detto se sei in difficoltá dai la palla a quelli grossi e poi falli spingere...non é tecnica solo italiana.
Beh.. sono due discorsi ben distinti secondo me.
Qui si parla di allenare alla visione di gioco, il che vuol dire, sapere cosa fare con la palla in mano, non quando sei in difficoltà.

E' chiaro che se un mediano di mischia, si trova sottopressione, la cosa migliore da fare è lanciare un orco per andare a creare un' raggruppamento che possa rimettere ordine...

Ma sono due situazioni ben diverse... secondo me.

lido-rugby
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RE: Re: RE: La formazione tecnica di un giovane

Messaggio da lido-rugby » 1 mar 2007, 18:29

Io sono fresco di corso CAs,quini posso riportare cio' che la federazione pretende nel educazione dei nuovi allenatori dei ragazzini e bimbi

il mio e' insegante g.granatelli allenatore della nazionale femm.

la federazione vuole,per mettersi alla pari con le altri realta',abbandonare la concezione di tecnica di avanzamento creare i giocatori duttili,senza imporre ruoli,dare loro liberta' di fantasia,liberta' di decidere,e smetterla di continuare a dire "DRITTO DRITTO..."se il bimbo prende un giro al largo,lasciarlo fare,perche' per lui e giusto cosi!imporgli delle trettorie delle impostazioni vuol dire bloccarli mentalmente,bisogna sviluppare un po di piu' la mentalita individuale farli raggionare!poi aviamentte le regole principali la meta-il sostegno-passare indietro-il placcaggio-la continuita-lasciare la palla,con questo ordine d'importanza!
quindi la federazione sta cambiando mentalita' su scuola delle altre federazioni!in ritardo ma anche noi ci adeguiamo!
www.rugbytortoreto.it

finche c'e' birra c'e' speranza

metabolik
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RE: Re: RE: La formazione tecnica di un giovane

Messaggio da metabolik » 1 mar 2007, 20:20

L'osservazione dell'allenatore gallese riportata da Coccobill è notevole.
Purtroppo credo che sia giusto così, nel senso che l'evoluzione del regolamento, annullando il fallo 'immediato' di tenuto del giocatore a terra e concedendo un tempo indefinito, a discrezione dell'arbitro, per mettere a disposizione al balun, ha previlegiato lo scontro fisico.
E se non reggi lo scontro fisico prendi dai 50 punti in su (il 30 a 0, nel rugby attuale , non è una batosta).
L'Italia ha fatto progressi da quando si è rinforzata nella prima fase di gioco, il primo scontro, quello che ogni squadra di livello va a 'saggiare'.
(Qualche secolo fa , più o meno alla fine del Cenozoico, c'era il tradizionale incontro di Pasqua tra Italia e Francia, una tradizione che venne interrotta per manifesta inferiorità difensiva dell'Italia).
Ancora purtroppo, è altrettanto vero che non si formano quei ruoli che devono sviluppare automatismi 'larghi' cioè di visione del gioco, necessari a mediani, estremo e terza centro.
Credo che Berbizier sia però la persona giusta per farci fare un salto di competenza.
Sul discorso di lido-rugby concordo, ma è un altro discorso : i bambini bisogna lasciarli divertire se non poi si rompono e smettono.

stefano99
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RE: Re: RE: La formazione tecnica di un giovane

Messaggio da stefano99 » 1 mar 2007, 20:26

lido rugby

io ho fatto un ottimo cas circa 15 anni fa ( con Titta Casagrande), e dicevano le stesse cose ( fase egocentrica, stimolare il gioco individuale...), come le dicono un po' in tutte le federazioni ( comprese non di rugby) di cui ho potuto leggere la documentazione.
Poi ho frequentato fino al secondo livello, e tra corsi e aggiornamenti ( a volte ottimi), non mi è stato insegnato nemmeno per un minuto come insegnare la tecnica individuale ( e non ne trovo quasi traccia nemmeno nella documentazione fir in mio possesso), e qui torniamo all'articolo all'inizio...se gli allenatori non sanno insegnare i fondamentali individuali passano tutto il tempo a fare fasi di conquista e ripetute; quindi tanti piloni e pochi mediani, tante maul ben fatte ma pochi passaggi corretti... ( un lavoro come quello sui calci dello staff di Kirwan lo trovo bello ma unico, e il placcaggio? i passi base? il passaggio?...).

metabolik
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RE: Re: RE: La formazione tecnica di un giovane

Messaggio da metabolik » 1 mar 2007, 23:04

ben scritto, stefano99, e aggiungo ....e l'1 su 2 ? e il 2 su 3? e la x in relazione alla posizione ?

zorrykid
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RE: Re: RE: La formazione tecnica di un giovane

Messaggio da zorrykid » 1 mar 2007, 23:28

Bisogna fare due distinzioni tra sport e gioco con la palla ovale. Quando si pratica il gioco con i bambini, l'obbiettivo principale, come in tutti i giochi, è il divertimento che ne trae chi lo pratica, quindi tutte le parti tecnico, tattiche ed atletiche rivestono un ruolo secondario. Nello sport è i ruoli rivestono la stessa importanza. Una grande parte degli allenatori pensano che bisogna riporre una grande importanza nell'aspetto tattico e quindi schemi a profusione giocate sempre più complicate lasciando la tecnica individuale in secondo piano. Molti dicono "ma il tuo allenatore precedente non ti ha insegnato a passare, placcare, ecc. a questa età non posso perdere tempo ad insegnare". A fronte di questo le scelte di gioco per un atleta diventano pressochè obbligate se non sai passare e calciare dovrai per forza cercare la penetrazione.

stefano99
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RE: Re: RE: La formazione tecnica di un giovane

Messaggio da stefano99 » 2 mar 2007, 0:04

Bortolami , rispondendo ad un forumista, scrive questo:

''Il rugby in Francia è giocato in modo molto istintivo, lasciando ai giocatori la libertà di provare a creare le situazioni di squilibrio. Quasi tutti i club programmano solo la prima fase di gioco e poi lasciano ai giocatori la responsabilità di giocare. In questo loro sono maestri e ogni allenamento è improntato allo sviluppo di queste qualità.
Difensivamente tutte le squadre francesi sono molto organizzate perchè i giocatori hanno una velocità di analisi molto veloce e pertinenete, ma la difesa è quasi sempre a scivolare''

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