Gioco al piede

Sezione dedicata a discussioni sulle problematiche legate all'allenamento ed alla didattica del rugby.

Moderatore: Emy77

calep61
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Re: Gioco al piede

Messaggio da calep61 » 2 apr 2012, 15:17

Mad Max ha scritto: vedo che anche hai avuto il piacere di far la conoscenza del nostro tuttologo, alias il troll... Io ho rinunciato a qualsiasi tipo di dialogo con lui, anche perchè risponde con domande e non legge neanche le risposte...
buona fortuna, penso che tu ne abbia bisogno... :?
Non capisco. Che problemi hai, quale tuttologo, quale troll, quali domande avrei fatto, iniziata male la settimana?
Io ho solo provato ad offrire un contributo su una domanda specifica avanzata nel forum e che non aveva ancora ottentuto risposte precise, se non piace quello che ho scritto o come lo scritto (ho scoperto che ci sono molti esperti o appassionati della corretta grammatica, particolarmente intolleranti agli errori d'ortografia :( ), Amen, io non mi offendo di certo, ma tantomeno si deve offendere chi legge, non mi sembra il caso, non mi sembra di aver offeso nessuno (??).
Chi, poi, mi ha già letto, mi conosce e non gli piaccio di default può tranquillamente non leggermi o eliminare dal suo profilo la visualizzazione dei miei commenti, non ne soffriro di certo!
Tu invece, oltre ad accodarti ad interventi di altri, agganciandoti con facili e sterili commenti sul genere, trenino in c**o al più forte o a colui che si crede tale (in un forum coincide con chi si ritenga abbia più credito? Boh :roll: !) cosa sai offrire sul tema? Non è indispensabile intervenire per distruggee o denigrare i commenti altrui non avendo nulla da proporre, della serie mal comune mezzo gaudio :lol:
È proprio vero che la maggior parte dei mali che capitano all'uomo sono cagionati dall'uomo.
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Non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto.
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Mad Max
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Re: Gioco al piede

Messaggio da Mad Max » 2 apr 2012, 16:31

[quote="calep61]Tu invece, oltre ad accodarti ad interventi di altri, agganciandoti con facili e sterili commenti sul genere, trenino in c**o al più forte o a colui che si crede tale (in un forum coincide con chi si ritenga abbia più credito? Boh :roll: !) cosa sai offrire sul tema? Non è indispensabile intervenire per distruggee o denigrare i commenti altrui non avendo nulla da proporre, della serie mal comune mezzo gaudio :lol:[/quote]

mi ero ripromesso di non andare oltre, ma almeno questo credo sia dovuto, poi smetto, giurin giuretta...

io parlo solo delle cose che conosco e cerco di usare il buon senso...

evito commenti prettamenti tecnici perchè oltre a fare il minimo indispensabile per un seconda linea in campo, poco capisco e quindi non mi esprimo e non cerco certo facili plausi...

non vedo l'ora di incontrarti su qualche campo di gioco così rimarrò estasiato dalle tue capacità organizzative & pratiche in campo e non che sicuramete hai... come avrà mai fatto la Nuova Zelanda a vincere il mondiale senza che tu l'allenassi?
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valmarani
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Re: Gioco al piede

Messaggio da valmarani » 2 apr 2012, 17:05

calep61 ha scritto:
valmarani ha scritto:Ti ringrazio io...stampo e porto a mio figlio da leggere.
ringrazio io te per l'attenzione.
se hai un figlio interessato alla specializzazione sui calci, fai che dal mio scritto prevalga l'importanza di un'applicazione capace di autocritica.
per ottenere dei miglioramenti o si è innatamente portati a calciare un pallone o i risultati attesi, in particolare con una palla ovale che è diverso da tonda( :lol: ), si raggiungono per gradi continuando ad aggiungere e togliere gradatamente qualche cosa di quello che si è fatto nel calcio precedente, ma sempre con logica e consapevolezza (per assurdo, anche prendendo appunti).
il rischio, se non dovessero arrivare i risultati attesi, e di non capirci più niente.
anche se dovesse succedere, poco male, resettare tutto e ripartire da zero e mai farsi prendere dal panico; se ci è riuscito O'Gara ci riuscirà anche tuo figlio :D , ne sono sicuro!
Diciamo che calciare gli è sempre piaciuto da quando ha visto sia Carter che Wilkinson giocare a 7 anni...a 9 ha iniziato a provare perchè lo vedeva alla televisione e ora ne ha 12. Per noi è una occasione per passare un po' di tempo "padre-figlio" insieme sul campo un paio di volte alla settimana, per lui come individuo è un modo di ritagliarsi un ruolo all'interno del gruppo della sua squadra U14...50-60 calci alla volta e torna a casa così stanco e non mi scassa il divano con le mete alla Ashton oppure provando le ruck con sua sorella piccola....

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Re: Gioco al piede

Messaggio da calep61 » 2 apr 2012, 18:15

valmarani ha scritto:
calep61 ha scritto:Ti ringrazio io...stampo e porto a mio figlio da leggere.
ringrazio io te per l'attenzione.
se hai un figlio interessato alla specializzazione sui calci, fai che dal mio scritto prevalga l'importanza di un'applicazione capace di autocritica.
per ottenere dei miglioramenti o si è innatamente portati a calciare un pallone o i risultati attesi, in particolare con una palla ovale che è diverso da tonda( :lol: ), si raggiungono per gradi continuando ad aggiungere e togliere gradatamente qualche cosa di quello che si è fatto nel calcio precedente, ma sempre con logica e consapevolezza (per assurdo, anche prendendo appunti).
il rischio, se non dovessero arrivare i risultati attesi, e di non capirci più niente.
anche se dovesse succedere, poco male, resettare tutto e ripartire da zero e mai farsi prendere dal panico; se ci è riuscito O'Gara ci riuscirà anche tuo figlio :D , ne sono sicuro!
valmarani ha scritto:Diciamo che calciare gli è sempre piaciuto da quando ha visto sia Carter che Wilkinson giocare a 7 anni...a 9 ha iniziato a provare perchè lo vedeva alla televisione e ora ne ha 12. Per noi è una occasione per passare un po' di tempo "padre-figlio" insieme sul campo un paio di volte alla settimana, per lui come individuo è un modo di ritagliarsi un ruolo all'interno del gruppo della sua squadra U14...50-60 calci alla volta e torna a casa così stanco e non mi scassa il divano con le mete alla Ashton oppure provando le ruck con sua sorella piccola.... :P

Personalmente preferisco l'inglese con i piedi, anche se ha una tecnica un po difficile da prendere ad esempio per un giovanissimo, spesso impiega l'esterno del piede.
Carter non si discute, ma è decisamente di un livello superiore nelle altre qualità tipiche di un 10; certo anche con i piedi sbaglia proprio poco.
Insomma due grandi, cetoil tuo piccolo sembra prorpio avere le idee chiare, complimenti!
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Re: Gioco al piede

Messaggio da andrea12 » 2 apr 2012, 19:44

Attenzione alle infiammazioni cartilaginee e muscolo scheletriche in genere. In fase prepuberale e puberale, 100 calci alla settimana (mi auguro abbastanza vicini alla H) non sono pochissimi.; anzi. Se poi si associano i due/tre allenamenti di rugby sul campo mi sembra che il conditioning sia già in atto. :shock:

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Re: Gioco al piede

Messaggio da andrea12 » 2 apr 2012, 19:46

Comunque gioco al piede e calci non sono esattamente la stessa cosa.

valmarani
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Re: Gioco al piede

Messaggio da valmarani » 2 apr 2012, 21:38

Boh, io mi ricordo che quando ero piccolo giocavo finchè non ero stanco per ore e ore (a tennis, a calcio) oppure fino a quando mia madre mi urlava dalla finestra.Non pensavo a conditioning, a cartilagini etc etc, tempo e voglia erano i limiti...
Stessa cosa in questo caso..se si tratta di calciare lo fa fino a quando non ne ha piu' voglia...se si tratta di correre non riesce a fare un giro di pista ...pero' lo decide lui, mica io...chiudo perchè mi sembra di leggere nelle tue parole già un giudizio implicito e questo non mi piace.

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Re: Gioco al piede

Messaggio da andrea12 » 3 apr 2012, 15:32

NON DO MAI GIUDIZI A NESSUNO, NEPPURE A COLORO CHE SONO IN GRADO DI CONTROLLARE E DIRIGERE.
Mi sono solo permesso di eccepire, che un 100inaio di calci alla settimana non sono pochissimi, sopratutto se sommati al resto degli impegni e riferiti a due giorni /settimana
Poi possiamo anche dire che ai nostri tempi si saltavano i fossi per il lungo e quando si aveva fame si mangiava l'erba (dei prati, ovviamente); però forse andiamo fuori tema.
Spero anche io che tu figlio possa diventare quello che ha in mente, e questo è un augurio sincero e spassionato; però un gesto tecnico così completo, io lo relegherei a quei momenti ridotti nel tempo e molto alti nella qualità, che permetterebbero un reale studio "sul campo" e non un rischio elevato di infiammazioni da sovraccarico.
Comunque sei tu suo padre, e io non mi permetterei mai di intervenire in un rapporto così bello tra padre e figlio; proprio per questo voleva essere solo un suggerimento all'adulto dei due. Scusa, se ti sei sentito offeso.

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Re: Gioco al piede

Messaggio da zorrykid » 3 apr 2012, 15:37

calep61 ha scritto:
andrea12 ha scritto:In un forum, i consigli, come le opinioni, servono solo per fare ragionare, ovviamente per chi prova ad ascoltare.
Voglio dire, e mi rivolgo ad un quindicenne, che il gioco al piede, proprio nella sua impostazione, ha anche momenti di approfondimento, che difficilmente, nel club italiano vengono avviati. Se poi Jean Luc dà fastidio perchè sa lavorare bene e perchè applica la pedagogia alla sua idea di rugby, beh, questo non sarà certo un problema nè di Jean, nè del ragazzino di 15 anni e non dovrebbe essere neppure un problemone per te, Calep.
Io credo, come te, che una settimana non sia sufficiente per imparare tutto del gioco al piede, così come non si impara se non si calcia mai (a prescindere dagli stage). Una settimana di stage, comunque, al di fuori della routine di allenamento consueta, con altri ragazzi, con altri coach, con altri stimoli, è comunque una buonissima occasione per provare e per fare esperienze di qualità. La qualità, non la quantità. la qualità che poi il ragazzo dovrà poter riprovare quando riprenderà: gli imput qualitativi vanno comunque sempre bene, se non altro per andare oltre la routine di un gioco che difficilmente prevede l'allenamento al piede nella formazione italiana. Quanti calci fa in una stagione, in allenamento, diretto dal coach dei calci, un quindicenne o un diciassettenne? E' chiaro che saranno poi gli allenamenti specifici e la ripetizione anche condizionata di situazioni reali o inventate, che diventeranno il pane quotidiano del giocatore.
sono d'accordo, ogni stage o momento di formazione e, aggiungo, indipendentemente da chi fosse tenuto, è opportunità e presupposto per migliorarsi, l'importante è non aspettarsi in una settimana di risolvere aspetti che non possono prescindere dalla ripetizione e continuità di esecuzione del gesto nel tempo. Un giovane, spesso, ha quella fretta che non lo aiuta nell'evoluzione, lo spinge a cercare scorciatoie che, qualche volta, gli fanno incontrare delusioni ingiustificate non trovando risposte velocemente su temi che richiedono, invece, tempo per consolidare skill e automatismi che possono assimilarsi solo con la ripetizione costante nel tempo. In questo senso non vorrei che uno stage per un giovane diventasse un po' come il paese dei balocchi per Pinocchio. Per questo credo fortemente sull'autodidattica per sviluppare aspetti fortemente specialistici come il calciare l'ovale. Nei club non fanno allenamenti specifici, bene, che il giovane interessato chieda di potersi fermare prima o dopo l'allenamento 1/2 o 1 ora ad allenarsi da solo con il programma che si sarà organizzato, magari sulla scorta prorpio dello stage fatto l'estate prima. L'importante è convincersi di questo, dedicare tempo, tempo e tempo, step by step perchè una settimana non può bastare per imparare a calciare. Tra l'altro, ci stiamo rivolgendo a giovani che non hanno completato il proprio sviluppo fisico e questo comporta il necessario confronto con un fisico ed un assetto muscolare in continua evoluzione ed un giovane potrebbe raggiungere dei risultati ad un certo punto ed accorgersi di non riuscire a fare più le stesse cose tutto d'un colpo non capendone i motivi dipendenti, magari, solo dall'intervennuta modifica dell'assetto posturale o della generale struttura della muscolare, insomma è molto probabile per un adolescente convivere con delle performance altalenanti e, quindi, solo continuando con un allenamento specifico e riparatore, in funzione dei cambiamenti morfologici, è possibile nel tempo consolidare skill di questo tipo e questa è un po' più di un'opinione, ma l'analisi sul lavoro svolto da quei giocatori che, poi, siano riusciti a calciare un po' più che dignitosamente.
Quindi, cari giovini, arribuon lavoro! :D
Praticamenti basta iscriversi alla Cepu. Vieri si è laureato, qua diventi un Wilko in quattroequattrotto... 8-)
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Re: Gioco al piede

Messaggio da Mad Max » 3 apr 2012, 15:51

zorrykid ha scritto: Praticamenti basta iscriversi alla Cepu. Vieri si è laureato, qua diventi un Wilko in quattroequattrotto... 8-)
ma se alla CEPU ti affiancano un tutor per aiutarti, in qusto caso cosa fanno ti mandano Dominguez direttamente a casa? :-]
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Re: Gioco al piede

Messaggio da zorrykid » 3 apr 2012, 15:55

Mad Max ha scritto:
zorrykid ha scritto: Praticamenti basta iscriversi alla Cepu. Vieri si è laureato, qua diventi un Wilko in quattroequattrotto... 8-)
ma se alla CEPU ti affiancano un tutor per aiutarti, in qusto caso cosa fanno ti mandano Dominguez direttamente a casa? :-]
No, ti mandano le videocassette... volume 1 Ramiro, volume 2 Scanna.... Prendi una ciabatta, attacchi il videoregistaratore, metti la tv sotto i pali in campo ed in men che non si dica impari a tirar pedate alla palla ovale... :roll:
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calep61
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Re: Gioco al piede

Messaggio da calep61 » 3 apr 2012, 16:43

zorrykid ha scritto:
calep61 ha scritto: sono d'accordo, ogni stage o momento di formazione e, aggiungo, indipendentemente da chi fosse tenuto, è opportunità e presupposto per migliorarsi, l'importante è non aspettarsi in una settimana di risolvere aspetti che non possono prescindere dalla ripetizione e continuità di esecuzione del gesto nel tempo. Un giovane, spesso, ha quella fretta che non lo aiuta nell'evoluzione, lo spinge a cercare scorciatoie che, qualche volta, gli fanno incontrare delusioni ingiustificate non trovando risposte velocemente su temi che richiedono, invece, tempo per consolidare skill e automatismi che possono assimilarsi solo con la ripetizione costante nel tempo. In questo senso non vorrei che uno stage per un giovane diventasse un po' come il paese dei balocchi per Pinocchio. Per questo credo fortemente sull'autodidattica per sviluppare aspetti fortemente specialistici come il calciare l'ovale. Nei club non fanno allenamenti specifici, bene, che il giovane interessato chieda di potersi fermare prima o dopo l'allenamento 1/2 o 1 ora ad allenarsi da solo con il programma che si sarà organizzato, magari sulla scorta prorpio dello stage fatto l'estate prima. L'importante è convincersi di questo, dedicare tempo, tempo e tempo, step by step perchè una settimana non può bastare per imparare a calciare. Tra l'altro, ci stiamo rivolgendo a giovani che non hanno completato il proprio sviluppo fisico e questo comporta il necessario confronto con un fisico ed un assetto muscolare in continua evoluzione ed un giovane potrebbe raggiungere dei risultati ad un certo punto ed accorgersi di non riuscire a fare più le stesse cose tutto d'un colpo non capendone i motivi dipendenti, magari, solo dall'intervennuta modifica dell'assetto posturale o della generale struttura della muscolare, insomma è molto probabile per un adolescente convivere con delle performance altalenanti e, quindi, solo continuando con un allenamento specifico e riparatore, in funzione dei cambiamenti morfologici, è possibile nel tempo consolidare skill di questo tipo e questa è un po' più di un'opinione, ma l'analisi sul lavoro svolto da quei giocatori che, poi, siano riusciti a calciare un po' più che dignitosamente.
Quindi, cari giovini, arribuon lavoro! :D
Praticamenti basta iscriversi alla Cepu. Vieri si è laureato, qua diventi un Wilko in quattroequattrotto... 8-)
Vedo che i miei commenti ti mettono di buon umore, a differenza del tuo sparring partner occasionale più sull'imbronciato, mi fa piacere!
Comunque con la CEPU non saremmo proprio nell'ambito dell'autodidattica, ma semmai della formazione assistita a distanza, cosa ben diversa.
Battute da osteria a parte, possiamo confrontarci su cosa non condividi di quello che ho illustrato, se ritieni opportuno, in modo da contribuire insieme ad offrire ai lettori (il post, tra l'altro, è stato aperto da un ragazzo che chiedeva proprio dei consigli che nessuno dava) qualche suggerimento.
Personalmente, ho solo elencato alcuni possibili esercizi utili per l'allenamento ai calci in movimento, visto che per i calci piazzati c'è solo da calciare nell'H, enfatizzando come la forza non fosse l'unico aspetto da potenziare, anzi, considerato che il ragazzo se ne stava invece preoccupando, ma se tu hai altre considerazioni da fare questo credo sia l'occasione giusta.
Per il resto io ho citato l'autodidattica solo come compagno isdeale per migliorarsi, nel senso, che, comunque, calciare è un gesto fortemente individuale e personale (c'è chi preferisce calciare con l'interno del piede, chi con l'esterno, chi piega decisamente il busto all'indietro per alleggerire la palla, chi, invece, frusta la palla con violenza piegandosi in avanti e si dice che Battaglini - denominato anche cecchino per la sua affidabilità nei calci - colpisse l'ovale di punta e decretare quale gesto sia migliore dell'altro di fronte a risultati comunque positivi non è così importante). Non sempre si ha a disposizione nel porpio club uno specialista che possa seguirti con continuità ed in questo caso, organizzare un programma dilavoro individuale credo sia cosa intelligente e giusta per un ragazzo volenteroso. Ci sono innumerevoli esempi anche in altri sport, nel calcio si palleggia da soli, non c'è bisogno di un allenatore che ti conti quanti palleggi fai, nel tennis si impiega il muro per perfezionare e potenziare alcuni colpi, da qualche parte ho letto che il papà di Grifen per insegnargli a calciare con il piede sinistro gli nascose la scarpa destra, non proprio un metodo ortodosso e forse più vicino all'autoditdattica, però efficace. Quindi, cos'è che ti ha fatto sorridere?
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Re: Gioco al piede

Messaggio da zorrykid » 3 apr 2012, 17:10

cerco sempre di divertirmi... 8-) Penso che la tecnica deve essere trasmessa da un tecnico... qualcuno che sa vedere l'errore e ti suggerisce come correggerlo... se ritieni giusta una cosa sbagliata continui a fare la cosa errata... ad esempio, se non distendi nel corretto la gamba difficilmente la palla andrà dove vuoi... per me quindi, apprendi la tecnica e poi ti alleni ti alleni ti alleni... La mia idea è quella che un club si organizzasse per effettuare sedute specifiche di ruolo anche con giocatori di età diverse... ad esempio il martedì dedicato ai mediani di mischia... :wink:
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Re: Gioco al piede

Messaggio da calep61 » 3 apr 2012, 18:37

zorrykid ha scritto:cerco sempre di divertirmi... 8-) Penso che la tecnica deve essere trasmessa da un tecnico... qualcuno che sa vedere l'errore e ti suggerisce come correggerlo... se ritieni giusta una cosa sbagliata continui a fare la cosa errata... ad esempio, se non distendi nel corretto la gamba difficilmente la palla andrà dove vuoi... per me quindi, apprendi la tecnica e poi ti alleni ti alleni ti alleni... La mia idea è quella che un club si organizzasse per effettuare sedute specifiche di ruolo anche con giocatori di età diverse... ad esempio il martedì dedicato ai mediani di mischia... :wink:
ok, nulla di diverso da quello che penso anch'io, mai affermato che l'autodidattica debba o possa sostituire una formazione fatta da personale specializzato.
Il tutto è partito dalla richiesta diun ragazzo che, evidentemente, non poteva avvalersi di tale assistenza e, comunque, a suo dire, già capace dicalciare con discreti risultati, quindi non un neofita, ma un giovane giocatore che cercava spunti per migliorarsi.
Comunque sia, tenuto conto della difficoltà nel poter contare di tecnici specialisti in tutti i club di rugby italiani e della notaria carenza su tale specialità, nonchè considerato che si tratta diun gesto molto personale e che necessita di continuità per consolidare buone performance (calciare 1 volta alla settimana è decisamente insufficiente per consolidare un gesto efficace e performante!), se si parte da una buona impostazione (in fondo calciare, in senso lato, un pallone rimane un gesto più naturale che passare la palla con le mani) non vedo come l'autodidattica (ovviamente mi riferisco ad iniziative intelligenti e strutturate fatte da giovani con una buona consapevolezza del fare e non da chi non sappia neanche come e dove mettere i piedi rispetto all'ovale) possa far male anche perchè la cartina di tornasole è rapprentata dal riuscire o meno ad effettuare il caclio come atteso. La tua mi sembra più un desiderata dal punto di vista organizzativo, cioè come sarebbe meglio organizzare gli allenamenti in un club di rugby e come poterti dare torto, ma le due cose non mi sembrano antitetiche :D
È proprio vero che la maggior parte dei mali che capitano all'uomo sono cagionati dall'uomo.
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Re: Gioco al piede

Messaggio da zorrykid » 6 apr 2012, 11:16

calep61 ha scritto:
zorrykid ha scritto:cerco sempre di divertirmi... 8-) Penso che la tecnica deve essere trasmessa da un tecnico... qualcuno che sa vedere l'errore e ti suggerisce come correggerlo... se ritieni giusta una cosa sbagliata continui a fare la cosa errata... ad esempio, se non distendi nel corretto la gamba difficilmente la palla andrà dove vuoi... per me quindi, apprendi la tecnica e poi ti alleni ti alleni ti alleni... La mia idea è quella che un club si organizzasse per effettuare sedute specifiche di ruolo anche con giocatori di età diverse... ad esempio il martedì dedicato ai mediani di mischia... :wink:
ok, nulla di diverso da quello che penso anch'io, mai affermato che l'autodidattica debba o possa sostituire una formazione fatta da personale specializzato.
Il tutto è partito dalla richiesta diun ragazzo che, evidentemente, non poteva avvalersi di tale assistenza e, comunque, a suo dire, già capace dicalciare con discreti risultati, quindi non un neofita, ma un giovane giocatore che cercava spunti per migliorarsi.
Comunque sia, tenuto conto della difficoltà nel poter contare di tecnici specialisti in tutti i club di rugby italiani e della notaria carenza su tale specialità, nonchè considerato che si tratta diun gesto molto personale e che necessita di continuità per consolidare buone performance (calciare 1 volta alla settimana è decisamente insufficiente per consolidare un gesto efficace e performante!), se si parte da una buona impostazione (in fondo calciare, in senso lato, un pallone rimane un gesto più naturale che passare la palla con le mani) non vedo come l'autodidattica (ovviamente mi riferisco ad iniziative intelligenti e strutturate fatte da giovani con una buona consapevolezza del fare e non da chi non sappia neanche come e dove mettere i piedi rispetto all'ovale) possa far male anche perchè la cartina di tornasole è rapprentata dal riuscire o meno ad effettuare il caclio come atteso. La tua mi sembra più un desiderata dal punto di vista organizzativo, cioè come sarebbe meglio organizzare gli allenamenti in un club di rugby e come poterti dare torto, ma le due cose non mi sembrano antitetiche :D
si, organizzativo anche nel peggior club del globo... il ragazzotto piglia il meno scarso nei calci e gli chiede: quando possiamo fermarci un pò per calciare? se ti interessa ti metti d'accordo per andare alla fine del suo allenamento, piuttosto che pretendere che lui venga al tuo.... Le cose dette o scritte sono importanti ma alla fin fine la tecnica va affinata nel campo... 8-)
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