SPEED LADDER

Sezione dedicata a discussioni sulle problematiche legate all'allenamento ed alla didattica del rugby.

Moderatore: Emy77

MT
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Messaggio da MT » 29 mar 2006, 20:31

Cicca ha scritto:Quando hai preso l'URL dell'immagine dalla finestrella delle proprietà, la copi nella barra degli indirizzi di una qualsiasi finestra di internet explorer....se si vede, allora la puoi linkare in un post...se non si vede (compare una pagina di errore, di solito con codice 403, o altra pagina del sito di appartenenza dell'immagine), allora non la puoi usare....
THAKER ha scritto:Peccato che questa si veda, provare x credere...
Cicca, guarda che ha ragione Thaker.
E non è la prima volta che capita che una foto si veda in Explorer ma non nel forum

THAKER
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Messaggio da THAKER » 29 mar 2006, 20:33

Gne Gne Gne Gne!!!! :lol:

(Ora cancellate please, da bravi moderatori)

Si parlava di Speed ladder dopotutto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

MT
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Messaggio da MT » 29 mar 2006, 20:38

THAKER ha scritto:Gne Gne Gne Gne!!!! :lol:

(Ora cancellate please, da bravi moderatori)

Si parlava di Speed ladder dopotutto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Hai ragione!
(segnati questo giono perchè è la 2 volta che ti do ragione)

E visto che Cicca ha sbagliato, cancella lui tutti gli OT di questo topic!
:lol: :lol: :lol:

dariomassimi
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Messaggio da dariomassimi » 30 set 2006, 15:16

Io la trovo estremamente utile anche per i ragazzi della under 13, soprattutto perché ai bambini di oggi mancano tutti quei giochi di strada che un tempo sviluppavano e miglioravano spontaneamente la capacità motorie. Per il resto mi sembra sia alla base degli allenamenti della velocità e della rapidità di tutte le migliori squadre anglosassoni. La varietà di esercizi che vi si possono fare e delle abilità che vi si possono allenare è davvero grande.

sghi
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Messaggio da sghi » 7 nov 2007, 21:59

Anche la discussione è vecchia di un anno informo che nel mio club, dove i soldi non ci sono mai, me la sono costruita con un minimo investimento e un po di ingegno utilizzando:
- 2 corde per tapparelle da 10 metri
- 4 manici di scopa opportunamente segati
- rivetti per fissare i pezzi di manici di scopa alle corde di tapparella
Non sto a spiegare come abbiamo assemblato anche perchè è abbastanza intuitivo.

Un ultimo suggerimento per chi volesse si trovano in emule alcuni filmati che mostrano alcuni esercizi in particolare segnalo uno che si chiama Pliometria.wmv di circa 180 mb in spagnolo ricco di spunti

kaiser
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Messaggio da kaiser » 8 nov 2007, 21:03

La pliometria, però, è una cosa un po' più seria della scaletta (in italiano) di cui si sta discutendo.
Sghi non sbaglia, ma si fida troppo di chi inventa, dimenticando che dietro ad alcuni "nomi" ci sono anni di lavoro e migliaia di infortuni.
La pliopmetria è un metodo di allenamento, attualmente superato non perchè non funziona ma perchè molto, molto pericoloso per i tendini e le strutture periostee.
Prima che il muro crollasse, nell'EST europeo se ne faceva molta(di pliometria) ma poi gli stessi sostenitori si accorsero dei rischi connessi. Le statistiche sull'uso e gli effetti della pliometria sparirono subito dopo l'abbattimento del muro (fine anni '80); qualche "anziano" la usa ancora con risultati non sempre confortanti.
Le scalette, piuttosto che gli skipp, sono esercitazioni di tipo propedeutico per la velocità; qualcuno (anche io) li definisce esercizi tecnici di impulso e certamente strutturano e preparano anche la sensibilità articolare in funzione di un utilizzo "veloce".
La pliometria, invece, si riferisce alla possibilità di utilizzare i muscoli attraverso contrazioni eccentriche e carichi ipermassimali......
ma credo che non freghi niente a nessuno.
La velocità di corsa, invece, non migliora certo con uno o due allenamenti/settimana di 1 ora con la scaletta perchè è funzione diretta della velocità di contrazione, del numero di miofibrille reclutate e della capacità di coordinazione neuromuscolare (otre che della concentrazione di fibre pallide e delle indefferenziate II tipo).

sghi
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Messaggio da sghi » 9 nov 2007, 9:30

Doverosa la sua specifica, ma tengo a precisare che:

- Il mio riferimento alla pliometria era solo per indicare il nome di un documento scaricabile tramite emule all'interno del quale sono riportati molti esempi di uso della scaletta.

- Non mi permetterei mai di suggerire l'uso della pliometria soprattutto perchè,
seppur apparentemente siano degli esercizi banali,
come giustamente da lei riportato è pericolosa negli adulti e dannosa, come mi diceva, nei ragazzi

In particolare dalle mie letture e confronto avuto con lei non la ritengo pratica perchè vanno considerate troppe e molto complesse variabili specifiche per ogni singolo atleta (altezze, tempi recupero, muscolatura etc)

Buon lavoro a tutti

speed
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Messaggio da speed » 9 nov 2007, 10:05

kaiser ha scritto:La pliometria, però, è una cosa un po' più seria della scaletta (in italiano) di cui si sta discutendo.
Sghi non sbaglia, ma si fida troppo di chi inventa, dimenticando che dietro ad alcuni "nomi" ci sono anni di lavoro e migliaia di infortuni.
La pliopmetria è un metodo di allenamento, attualmente superato non perchè non funziona ma perchè molto, molto pericoloso per i tendini e le strutture periostee.
Prima che il muro crollasse, nell'EST europeo se ne faceva molta(di pliometria) ma poi gli stessi sostenitori si accorsero dei rischi connessi. Le statistiche sull'uso e gli effetti della pliometria sparirono subito dopo l'abbattimento del muro (fine anni '80); qualche "anziano" la usa ancora con risultati non sempre confortanti.
Le scalette, piuttosto che gli skipp, sono esercitazioni di tipo propedeutico per la velocità; qualcuno (anche io) li definisce esercizi tecnici di impulso e certamente strutturano e preparano anche la sensibilità articolare in funzione di un utilizzo "veloce".
La pliometria, invece, si riferisce alla possibilità di utilizzare i muscoli attraverso contrazioni eccentriche e carichi ipermassimali......
ma credo che non freghi niente a nessuno.
La velocità di corsa, invece, non migliora certo con uno o due allenamenti/settimana di 1 ora con la scaletta perchè è funzione diretta della velocità di contrazione, del numero di miofibrille reclutate e della capacità di coordinazione neuromuscolare (otre che della concentrazione di fibre pallide e delle indefferenziate II tipo).
scusate ma la corsa non è un movimento pliometrico?

speed
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Messaggio da speed » 9 nov 2007, 10:23

kaiser ha scritto:La pliometria, però, è una cosa un po' più seria della scaletta (in italiano) di cui si sta discutendo.
Sghi non sbaglia, ma si fida troppo di chi inventa, dimenticando che dietro ad alcuni "nomi" ci sono anni di lavoro e migliaia di infortuni.
La pliopmetria è un metodo di allenamento, attualmente superato non perchè non funziona ma perchè molto, molto pericoloso per i tendini e le strutture periostee.
Prima che il muro crollasse, nell'EST europeo se ne faceva molta(di pliometria) ma poi gli stessi sostenitori si accorsero dei rischi connessi. Le statistiche sull'uso e gli effetti della pliometria sparirono subito dopo l'abbattimento del muro (fine anni '80); qualche "anziano" la usa ancora con risultati non sempre confortanti.
Le scalette, piuttosto che gli skipp, sono esercitazioni di tipo propedeutico per la velocità; qualcuno (anche io) li definisce esercizi tecnici di impulso e certamente strutturano e preparano anche la sensibilità articolare in funzione di un utilizzo "veloce".
La pliometria, invece, si riferisce alla possibilità di utilizzare i muscoli attraverso contrazioni eccentriche e carichi ipermassimali......
ma credo che non freghi niente a nessuno.
La velocità di corsa, invece, non migliora certo con uno o due allenamenti/settimana di 1 ora con la scaletta perchè è funzione diretta della velocità di contrazione, del numero di miofibrille reclutate e della capacità di coordinazione neuromuscolare (otre che della concentrazione di fibre pallide e delle indefferenziate II tipo).


non è piu' facile dire che la velocità è il rapporto tra rapidità ed ampiezza?
senza incasinarti con la coordinazione intra ed extra muscolare......... e le fibre pallide? che cosa sono ?

Maci
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Messaggio da Maci » 9 nov 2007, 10:50

Le fibre dei muscoli sono divise in due gruppi, fibre bianche e fibre rosse. A seconda della quantita' di fibre bianche o di fibre rosse presenti naturalmente nei muscoli di ogni atleta, quello stesso atleta sara' piu' portato per gli sforzi di carico massimo ma di breve durata o al contrario sara' piu' facile per lui sostenere esercizi piu' leggeri per maggiori lassi di tempo.
Purtroppo lo so bene perche' l'anno scorso, nonostante la mia velocita' non fosse inferiore a quella di molti trequarti della mia squadra, il mio allenatore mi disse che secondo lui non avevo abbastanza fibre rosse per giocare fra i tre quarti.

Mi astengo dal commentare....

speed
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Messaggio da speed » 9 nov 2007, 11:07

Maci ha scritto:Le fibre dei muscoli sono divise in due gruppi, fibre bianche e fibre rosse. A seconda della quantita' di fibre bianche o di fibre rosse presenti naturalmente nei muscoli di ogni atleta, quello stesso atleta sara' piu' portato per gli sforzi di carico massimo ma di breve durata o al contrario sara' piu' facile per lui sostenere esercizi piu' leggeri per maggiori lassi di tempo.
Purtroppo lo so bene perche' l'anno scorso, nonostante la mia velocita' non fosse inferiore a quella di molti trequarti della mia squadra, il mio allenatore mi disse che secondo lui non avevo abbastanza fibre rosse per giocare fra i tre quarti.

Mi astengo dal commentare....
Scusa se insisto.
Le fibre presenti nel muscolo sono 3
bianche,rosse ed intermedie.
gli sforzi massimi contano poco,quello che cambia è il tempo di attivazione,ovvero il tempo che passa tra lo stimolo nervoso e lo stimolo muscolare,che nel tempo a causa dell'acidosi muscolare diventa molto piu' lento,il tuo allenatore sbaglia a dirti che non hai fibre bianche!!!!
le fibre ci sono,bisogna sapere usare,ecco perchè esistono le esercitazioni in forma esplosiva (la pliometria),l'errore in generale nel caso specifico nella pliometria è pretendere di eseguire per esempio i balzi o la corsa balzata non avendo nessuna conoscienza tecnica del gesto,allora si che diventa molto pericolosa,il semplice salto della corda è un esempio iniziale anche per i bambini per allenare e preparare i tendini a sollecitazioni esplosive.
ci@o

speed
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Messaggio da speed » 9 nov 2007, 11:12

Maci ha scritto:Le fibre dei muscoli sono divise in due gruppi, fibre bianche e fibre rosse. A seconda della quantita' di fibre bianche o di fibre rosse presenti naturalmente nei muscoli di ogni atleta, quello stesso atleta sara' piu' portato per gli sforzi di carico massimo ma di breve durata o al contrario sara' piu' facile per lui sostenere esercizi piu' leggeri per maggiori lassi di tempo.
Purtroppo lo so bene perche' l'anno scorso, nonostante la mia velocita' non fosse inferiore a quella di molti trequarti della mia squadra, il mio allenatore mi disse che secondo lui non avevo abbastanza fibre rosse per giocare fra i tre quarti.

Mi astengo dal commentare....
Chiedi al tuo allenatore: chi vince la maratona (42.195 mt) il piu' veloce o il piu' resistente?

Vince il piu' veloce!!!!!!

CokeinCUS
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Messaggio da CokeinCUS » 9 nov 2007, 11:24

ah!!! ma sono le scalette!!
noi le usiamo da 3 anni piu' o meno..
diciamo ke se fatte bene servono xke' lavori tantissimo sulla frequenza e rapidita' degli appoggi ke tralaltro devono essere precisi....
..se poi si fanno da c*** ovvio ke sono inutili o_o".

kaiser
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Messaggio da kaiser » 9 nov 2007, 14:51

Sostanzialmente concordo con Speed anche se non arriverei all'estremizzazione della maratona...................e rimarrei con i "piedi per terra".
Certo che la corsa, soprattutto se veloce diventa molto elastica, quindi relativamente eccentrica e quindi espressione pliometrica (infatti aumenta il rendimento meccanico)
Sulle scalette: vanno certamente bene come tutti gli esercizi tecnici di impulso; io dico, per esperienza decennale con mezzofondisti veloci internazionali che è meglio lavorare fuori da schemi pret a porter (le scalette, appunto) perchè poi il gesto deve essere riproducibile non in laboratorio o con le scalette ma sul campo. Ma perchè nell'atletica abbiamo lavorato per anni (e sostanzialmente non è cambiato molto neppure adesso) con corse, balzate, skipp, ecc? C'è qualche tecnico FIDAL, piuttosto che FIR, che mi dice quanto lavora (all'anno) con le scalette su un atleta da 10"2/10"3 sui 100?
Cerchiamo di essere pratici e ritorniamo al campo di rugby:
si usino pure le scalette ma nessuno si convinca che quello è l'esercizio migliore; è un buon mezzo soprattutto se alternato ad altre attività in cui magari possono essere variate frequenza e ampiezza, velocità, coordinazione generale. Credo che uno dei limiti dell'allenamento nel rugby (ma vale soprattutto per le categorie B e C) sia proprio quello di non far lavorare singolarmente, magari anche solo 2 giorni/settimana i più veloci (che spesso strutturalmente sono i ciccioni).
Metodologicamente l'errore principale è quello di pensare di proporre un metodo buono per tutti (e solo noi del rugby sappiamo che le tipologie fisiche presenti nella squadra ci sono tutte) e dimenticarsi che se devo agire sulle qualità condizionali dovrò necessariamente rendere i lavori più specifici ad-personam.

rugbyfun
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Messaggio da rugbyfun » 9 nov 2007, 15:12

kaiser ha scritto:Ma perchè nell'atletica abbiamo lavorato per anni (e sostanzialmente non è cambiato molto neppure adesso) con corse, balzate, skipp, ecc? C'è qualche tecnico FIDAL, piuttosto che FIR, che mi dice quanto lavora (all'anno) con le scalette su un atleta da 10"2/10"3 sui 100?
Concordo, io ho fatto atletica per molti anni e quelle scalette non le ho mai adoperate nè le ho mai viste in allenamento. Certo, seppur velocista, i 100m non erano la mia specialità, ma nemmeno chi correva sui 10''4//10''5 le utilizzava.
kaiser ha scritto:Metodologicamente l'errore principale è quello di pensare di proporre un metodo buono per tutti (e solo noi del rugby sappiamo che le tipologie fisiche presenti nella squadra ci sono tutte) e dimenticarsi che se devo agire sulle qualità condizionali dovrò necessariamente rendere i lavori più specifici ad-personam.
Concordo pienamente, allenamenti raccontati da amici che giocano o hanno giocato a rugby dagli alti ai bassi livelli evidenziano, a mio modesto parere, questo che tu definisci errore metodologico.

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