PROPOSTE PER LA REINTRODUZIONE DELLA UNDER18

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UMBEALA15
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Re: PROPOSTE PER LA REINTRODUZIONE DELLA UNDER18

Messaggio da UMBEALA15 » 23 mag 2012, 11:45

spanzy ha scritto:ok per u18 95/96 e u20 94/93, sembra cosi' logico...
pienamente daccordo... speriamo bene :? :lol:

jad67
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Re: PROPOSTE PER LA REINTRODUZIONE DELLA UNDER18

Messaggio da jad67 » 23 mag 2012, 12:04

quattro8 ha scritto:Reintrodurre l'U18 tutta la vita, U20 Elite nazionale con promozioni e retrocessioni ed U23 con gironi zonali e finali nazionali.
Saluti
quoto

jad67
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Re: PROPOSTE PER LA REINTRODUZIONE DELLA UNDER18

Messaggio da jad67 » 23 mag 2012, 12:07

peraltro, a breve, ci saranno le elezioni per cui gli "elettori" dovrebbero pretendere che tale modifica fosse inserita subito nel programma oppure....'sti ca..i, niente voto.
living on the frontline!

manuel04
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Re: PROPOSTE PER LA REINTRODUZIONE DELLA UNDER18

Messaggio da manuel04 » 24 mag 2012, 23:25

quattro8 ha scritto:Reintrodurre l'U18 tutta la vita, U20 Elite nazionale con promozioni e retrocessioni ed U23 con gironi zonali e finali nazionali.
Saluti
Straquoto e anche l'idea di promuoverla sia alle elezioni e con pure una petizione da firmare.... :D

GiorgioXT
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Re: PROPOSTE PER LA REINTRODUZIONE DELLA UNDER18

Messaggio da GiorgioXT » 25 mag 2012, 0:15

Interessante intervento di Zanovello , presidente del CUS Padova
Movimento Italia; progetto FIR rugby di base o progetto Accademie? Una visione critica
di dino_guerrini
Queste le opinioni di Roberto Zanovello, Presidente “CUS Padova Rugby”, sul “Progetto Sviluppo di Base” della Federugby.

Quello che la FIR ha approvato non può considerarsi un “progetto di sviluppo”, ma bensì un “listino prezzi”. Infatti dalla lettura per quanto attenta del progetto, non si trovano tempi, modi e verifiche delle attività di sviluppo come crescita dei numeri, qualità e risultati, ma solo un compenso in base alle attività Federali.
Letto con criticità più che un progetto di sviluppo è un modo per distribuire risorse economiche (peraltro modeste; 980.000 euro per un anno. Il 2,5% del Bilancio Federale ) per le attività di base dei club, ormai stremati dalle difficoltà.

Infatti se un club o se tra club si organizzano attività comuni per la crescita e quindi lo sviluppo dei giocatori (allenamenti congiunti, partite internazionali, centri estivi, rugby scuola ecc..) non viene riconosciuto nulla, ma vengono accreditate (con imperativo di esclusione) solo quelle società che seguono le linee federali. Un Progetto di Sviluppo di base del Rugby dovrebbe invece, investire su nuovi progetti e su nuovi modi di reclutare e formare. Il fatto di sottolineare che lo sviluppo è solo Accademia o attività federali è come dire che uno studente studia solo a scuola o meglio che i professori (i tecnici) devono fare il programma ministeriale, come sempre si è fatto e se qualcosa va male è colpa del docente (del tecnico).

Assolvere solamente l’obbligatorietà, è una contraddizione in termini. Sarebbe meglio dire “chi più fa più ha”, chiamiamola meritocrazia che va tanto di moda. La FIR dovrebbe in primo luogo dare gli strumenti di sviluppo, monitorare e valutare facendo promozione e formazione, retribuire gli sforzi e i meriti, riportando l’architettura di questo progetto nel posto più naturale; le società presenti nel territorio che rappresentano la “base” del movimento.

Il meccanismo di premiare le seconde squadre (della stessa categoria) senza valutarne la qualità, ha creato nel movimento “il doppio che in molti casi vale la metà”. Se i numeri sono risicati si compongono due squadre con numeri ridotti e con problemi (rinunce alla gara); se invece il numero è abbondante i Club scelgono di farne una “forte” e una “debole” (prima e seconda); cosa più sbagliata nelle under 12 e 14. In tutti e due i casi i risultati alla lunga sono devastanti; nel primo i ragazzi molte volte non giocano ed il momento della partita diviene una agonia organizzativa dove il fattore tecnico è sempre irrisorio. Nella seconda ipotesi i bravi giocano, i meno pure, creandosi però una frattura e la formazione scade (si segue di più il gruppo della prima). Può pur succedere che poi nel gruppo dei bravi, molti ragazzini abbandonino il club per approdare ai club più prestigiosi (sentendosi già rugbisti fatti e dei campioni). Le società possono discutere ed essere coinvolte sulle decisione della FIR su questi meccanismi “premianti”?

Inoltre le Accademie sono “chiuse” in un reclutamento fine a se stesso, basandosi solo su parametri fisici, credendo che la formazione (loro) sia solo specializzazione. L’Accademia dovrebbe essere solo un collettore naturale di talenti reclutati sul territorio, attraverso un’ osservazione attenta e con un continuo scambio ed interscambio con le società. Perché succede questo? Perché non c’è il “progetto tecnico di sviluppo”, e se c’è (!) è sulla carta ma le braccia operative la struttura tecnica federale “dedicata”) non seguono nel territorio questi aspetti.

Alla Federazione interessano solo le Accademie per le “selezioni” giovanili, meno attenzione è posta come i ragazzi crescono non solo rugbysticamente ma socialmente e culturalmente. Si pone in questo caso un rapporto fondamentale con le famiglie ed il contesto del territorio in cui queste esperienze si sviluppano.

Questo sport, il Rugby, deve far parte della cultura del nostro paese ed abbracciarla, rispettarla, perché ne ha le gli elementi fondanti ( il lavoro, il sacrificio, il rispetto per la competizione .. ecc. ). Non si possono “calare” esperienze di altri contesti, si deve semmai integrare quanto si “propone”con quello che c’è nel territorio. Oggi esiste la necessità non più rinviabile di mettere i Club, le società al centro di un progetto di sviluppo del Rugby giovanile, dando la possibilità che le accademie diventino “anche”esperienze gestite dal territorio e dalle società.

Ma come è possibile organizzare le under (es. la 14) dove si sovrappongono i cicli di studio (terza media e prima superiore), o una under 20 che poi è una 18 che poi non si sa… cosa sia, senza “spiegare” queste scelte, senza farne un elemento di condivisione con il movimento? Come si può programmare l’attività dalla fine di agosto con i ragazzi ancora in vacanza e finire il 13 di marzo? E poi chiedere alle società di giocare a Belluno o a Catania il 21 di dicembre o il 6 di gennaio? Perché non c’è un protocollo di intesa per il rugby nelle scuola con il Ministero della pubblica istruzione? Come si interfaccia il “Progetto scuola” (ed i soldi che vengono spesi) della Federazione con tutto questo? Perché non si disputano i giochi della gioventù (quest’anno posso partecipare ai giochi studenteschi solo le prime e seconde superiori delle scuole superiori… ), forse perché alla FIR interessano sono gli anni riferiti alle Accademie. Quali sono realmente le risorse economiche investite nel settore di base del movimento rugbystico italiano?

Vediamo l’esempio del Comitato Triveneto, che si è allineato alle regole federali sbagliando in pieno tempi e modi e buttando via anni di esperienze “innovative”. Eliminare i “barrage” è stato un errore straordinario e clamoroso, credendo che sostituendo nelle giovanili il Ranking (classifica a punti) dell’anno precedente, si sarebbe trovata più qualità nelle compagini di elite (che servono solo per il reclutamento delle accademie. Ma nelle giovanili parlare di classifica dell’anno precedente è “sbagliato”! Facciamo l’esempio di un under 16 che quest’anno si è guadagnata l’élite. L’anno prossimo in base alla classifica la futura under si posiziona nella top ten del Comitato, ma le squadre cambiano… la 16 di quest’anno non è quella del prossimo, ovvero quella squadra che si è sudata il titolo. Per assurdo; se l’anno prossimo la 16 avesse risultati più scarsi, la Federazione come valuta il tutto? Non può e credo non gli interessi poi molto.

Temi tutti interessanti, speriamo che il dibattito (!) sul rinnovo dei vertici Federali (!!) e sulle franchigie “celtiche” (!!!), lasci spazio anche a questi problemi. Forse in prospettiva, per lo sviluppo futuro dei nostri ragazzi e quindi del rugby, non sarebbe sbagliato dedicarci più tempo e più risorse organizzative ed economiche.

Roberto Zanovello, Presidente “CUS Padova Rugby

dinamite
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Re: PROPOSTE PER LA REINTRODUZIONE DELLA UNDER18

Messaggio da dinamite » 25 mag 2012, 10:03

GiorgioXT ha scritto:Interessante intervento di Zanovello , presidente del CUS Padova
Movimento Italia; progetto FIR rugby di base o progetto Accademie? Una visione critica
di dino_guerrini
Queste le opinioni di Roberto Zanovello, Presidente “CUS Padova Rugby”, sul “Progetto Sviluppo di Base” della Federugby.

Quello che la FIR ha approvato non può considerarsi un “progetto di sviluppo”, ma bensì un “listino prezzi”. ...


Ma come è possibile organizzare le under (es. la 14) dove si sovrappongono i cicli di studio (terza media e prima superiore), o una under 20 che poi è una 18 che poi non si sa… cosa sia, senza “spiegare” queste scelte, senza farne un elemento di condivisione con il movimento? Come si può programmare l’attività dalla fine di agosto con i ragazzi ancora in vacanza e finire il 13 di marzo? E poi chiedere alle società di giocare a Belluno o a Catania il 21 di dicembre o il 6 di gennaio? Perché non c’è un protocollo di intesa per il rugby nelle scuola con il Ministero della pubblica istruzione? Come si interfaccia il “Progetto scuola” (ed i soldi che vengono spesi) della Federazione con tutto questo? Perché non si disputano i giochi della gioventù (quest’anno posso partecipare ai giochi studenteschi solo le prime e seconde superiori delle scuole superiori… ), forse perché alla FIR interessano sono gli anni riferiti alle Accademie. Quali sono realmente le risorse economiche investite nel settore di base del movimento rugbystico italiano?

Vediamo l’esempio del Comitato Triveneto, che si è allineato alle regole federali sbagliando in pieno tempi e modi e buttando via anni di esperienze “innovative”. Eliminare i “barrage” è stato un errore straordinario e clamoroso, credendo che sostituendo nelle giovanili il Ranking (classifica a punti) dell’anno precedente, si sarebbe trovata più qualità nelle compagini di elite (che servono solo per il reclutamento delle accademie. Ma nelle giovanili parlare di classifica dell’anno precedente è “sbagliato”! Facciamo l’esempio di un under 16 che quest’anno si è guadagnata l’élite. L’anno prossimo in base alla classifica la futura under si posiziona nella top ten del Comitato, ma le squadre cambiano… la 16 di quest’anno non è quella del prossimo, ovvero quella squadra che si è sudata il titolo. Per assurdo; se l’anno prossimo la 16 avesse risultati più scarsi, la Federazione come valuta il tutto? Non può e credo non gli interessi poi molto.

Temi tutti interessanti, speriamo che il dibattito (!) sul rinnovo dei vertici Federali (!!) e sulle franchigie “celtiche” (!!!), lasci spazio anche a questi problemi. Forse in prospettiva, per lo sviluppo futuro dei nostri ragazzi e quindi del rugby, non sarebbe sbagliato dedicarci più tempo e più risorse organizzative ed economiche.

Roberto Zanovello, Presidente “CUS Padova Rugby
Quoto al 100%, sono due/tre anni che lo dico "le giovanili da un anno all'altro cambiano, per cui i barrage dovrebbero essere più lunghi ed articolati"; "le necessità Federali di aver libere date per il Campionato delle Accademie, hanno ridotto l'attività dei gironi élite portati a sole otto squadre"; "alla FIR interessa poco o nulla della formazione scolastica ed umana dei ragazzi in Accademia"; "le scelte di passare ad anni pari, di accorpare tre anni per la "falsa" U20 che in realtà è una U18 con fuori quota, potranno anche essere valide (io peraltro continuo a criticarle) ma comunque, anche nel migliore dei casi NON SONO MAI STATE SPIEGATE" ... mi sa che Ascione & C. negli ultimi tempi, abbiano esagerato sia con i "metodi bulgari" sia con gli "evidenti criteri clientelari" :? :? :?
Buon rugby a tutti.

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Re: PROPOSTE PER LA REINTRODUZIONE DELLA UNDER18

Messaggio da Tanu » 25 mag 2012, 16:02

Intervento con alcuni spunti interessanti ma con un incipit che contiene una castoneria: la Under 14 infatti è composta da ragazzi che frequentano la seconda e la terza media e non ci sono sovrapposizioni di cicli di studio, cosa che avveniva con la Under 15 quando allora si c'era la sovrapposizione che aveva grossi problemi di integrazione
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Re: PROPOSTE PER LA REINTRODUZIONE DELLA UNDER18

Messaggio da pandorino » 30 mag 2012, 20:37

Vediamo un po' , allora U 18 che gioca campionati in Gironi Elite e territoriali x Area un po come la16 attuale e la U 21che gioca un girone unico nazionale ? si fan solo 12 U 21 in Italia ? e le altre che fanno ? gironi regionali ? la U 21 obbligatoria x chi ? Top Ten Serie A 1 Serie A2 ? Facoltativa '? Chi ha un po' di memoria e vive le soc un po' dal di dentro ricorda quanto costava l U 21 di 5/6 anni fa ? Con sti chiari di luna pensate che le societa potrebbero ancora permettersi sberle cosi ? Avete visto cosa e' successo alla 23 ?

amico del giaguaro
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Re: PROPOSTE PER LA REINTRODUZIONE DELLA UNDER18

Messaggio da amico del giaguaro » 3 giu 2012, 21:04

Under 18 da reintrodurre assolutamente ed immediatamente
Under 20 da legare (con obbligatorietà, facilitando i trasferimenti tra franchige) ai campionati di eccellenza e serie A, per ridurre le spese di trasferta da far giocare al mattino contro la stessa squadra del campionato maggiore, al termine dei gironi i Play off con le squadre classificate ai primi posti, eventuali under 20 di squadre iscritte ai campionati di B e C formano dei gironi territoriali per avere altre due squadre da mandare ai play off

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