effetto del mondiale sul rugby in Italia

topotto53
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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da topotto53 » 7 ott 2011, 18:55

come mondiale in NZ, credo molto poco.. solo se avessimo fatto un grande mondiale forse ci sarebbe stato un ritorno.. però devo dire che le principali testate giornalistiche sopratutto on line , hanno sempre dedicato articoli e spazio all'Italia del rugby.. certo che se poi si perde 36 a 6 , è difficile portare avanti un discorso di promozione.. io sono appassionato di rugby, ma seguo abbastanza molti sport .. facedno il rapporto tra vittorie e titoli conquistati e seguito in tesserati e in seguito di tifosi/spettatori, il rugby è quello che ha il rapporto migliore. Noi non abbiamo mai vitno nulla.. Mallet ha un record di 8 vittorie e credo 34 sconfitte.... eppure a san siro ci sono andati 80000 spettaori che rimane (che io sappia) la più grande affluenza di spettatori in un evento sportivo di squadra live in italia ( escluso il calcio..) di tutta la storia. Se pensiamo che nel basket siamo stati campioni europei, vicecampioni olimpici 2004 (non 50 anni fa..) e le nostre squadre per anni hanno dominato in europa; la pallavolo femminile e maschile viene da una serie infinita di vittorie a livello europe e mondiale; la pallanuoto idem,; il baseball, almeno in eruropa è il più forte e titolato a livello di club e sempre in lotta con l'olanda per la supremazia tra nazioni; l'hockey a rotelle ci vede sempre tra i protagonisti mondiali ed europei, è chiaro che possono fare seguito.. se ci confrontiamo ad es. con la pallamano , in cui la nostra nazionale è nulla , vedete la scarsissima visibilità di tale sport sui media.. eppure la pallamano è uno tra gli sport più diffusi in europa e nel mondo..
Quindi concludo che il mondiale 2011 avrà poco effetto sul rugby in Italia, ma che il rugby in italia negli ultimi 10 anni , almeno dal punto di vsita della visibilità e della popolarità è cresciuto molto... forse anche troppo ( per certi versi..)

pierrebi
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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da pierrebi » 10 ott 2011, 12:11

Leinsterugby ha scritto: beh quest anno la nazionale under 20 è arrivata a giocarsi il titolo europeo e abbiamo 3 giocatori in NBA ( ok quelli derivavano dall'onda lunga della nazionale di Myers e Tanjevic probabilmente). Se solo avessimo un allenatore e un gruppo piu coeso penso che l'italbasket potrebbe ambire a molto di più del gramo europeo che ha fatto (ciò dimostrato anche dal partitone fatto coi francesi).
isomma tre dei più forti giocatori italiani giocano all'estero ed in Italia i club sono pieni quasi solo di stranieri!!!!

salfaby
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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da salfaby » 11 ott 2011, 9:14

Ci sono tutta una serie di motivazioni che sono alla base dello scarso interesse e della scarsa diffusione del rugby non solo in Italia, non dimentichiamo che è uno sport di nicchia in tantissimi paesi che hanno grandi tradizioni negli altri sport di squadra basta per esempio pensare alla Germania, ai paesi dell'ex Iugoslavia, alla Spagna o ai paesi Scandinavi, innanzitutto ha regole non semplicissime da digerire, poi richiede un minimo di attrezzature che presuppongono la disponibilità di strutture, nonostante quello che viene più volte ripetuto non è uno sport per tutti (di Shane Williams ce n'è uno...) e poi, secondo me ha un pregio in senso sportivo che diventa però un difetto se sei dalla parte sbagliata (quella che tende a perdere per capirci) è lo sport dove la percentuale di vittorie di chi è più forte è maggiore, non ci si può arrangiare, al 99,99% se sei più forte vinci, il chè, se da un punto di vista sportivo è sacrosanto può diventare noioso alla lunga. Lo so quì ci sono tantissimi calciofobi, ma i motivi per cui lo sport è di gran lunga lo sport più popolare al mondo sono essenzialmente la sua facilità nel praticarlo (basta un prato e un mucchio di stracci...), il fatto che sia realmente alla portata di tutti (avete presente il più grande giocatore di tutti i tempi? 1,68 scarso baricentro basso, grassottello) e anche la sua totale imprevedibilità, nel 2004 una compagine di onesti manovali pallonari correndo come dannati e con un'interpretazione molto utilitaristica del gioco si portò a casa gli europei in una manifestazione dove c'erano almeno una decina di squadre più forti, facendo i dovuti paragoni, sarebbe come se il Canada vincesse la RWC, assolutamente impossibile. Secondo me il rugby è uno sport assolutamente fantastico ma non credo che diventerà mai popolare come volley, pallacanestro ecc. e secondo me parecchi forumisti di questo non è che siano particolarmente scontenti.
Tra l'altro a proposito di quanto scritto all'inizio mi chiedo, siamo sicuri che se alcuni dei paesi che ho citato (la Germania per esempio con i suoi 80 milioni di abitanti, la sua capacità di preparare scientificamente gli atleti, la potenza fisica mostrata in altri sport) fossero scossi dalla sacra febbre della palla ovale, i valori da secoli cristallizzati rimarrebbero gli stessi? Io non ne sono certo, ma attendo autorevoli interventi.

piotor
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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da piotor » 11 ott 2011, 9:30

Personalmente seguo Rugby e Basket e noto come i due mondi siano molto, molto simili. La nazionale i gli eventi maggiori hanno un minimo di ribalta mediatica, ma qualsiasi media il lunedi' non fila di striscio l'ultima giornata di campionato. Perche'?

Da una parte, inutile dirlo, c'e' il potere calcistico; anche se ci fosse la potenzialita' di espandersi per questi sport, gli interessi del pallone li ucciderebbero. Ma secondo me il vero problema del rugby e degli altri sport minori (basket,pallavolo,pallanuoto) e' strutturale.

Da una parte c'e' il problema che sono sport molto "campanilistici" nel senso che ci sono piccole isole di massimo interesse per uno sport distribuite a macchia di leopardo per la penisola (es. Modena-pallavolo, Parma-rugby, Imola + Forli' basket in pochi chilometri sulla Via Emilia)..non c'e' "continuita' sportiva". Questo fa si' che il movimento sia sempre troppo localizzato per avere interesse nazionale.

A questo si aggiunge la caratteristica tipicamente campanilistica del tifoso. Il tifoso "minore" medio segue pressoche' unicamente la propria squadra e non le altre squadre Italiane nelle competizioni Europee. Un tifoso di Biella di basket non guarda l'Eurolega per dire, e il Rugbysta media non si fila la CL, piuttoso si guarda il Super Rugby!E se anche segue l'Heineken Cup, non c'e' il coinvolgimento come per un tifoso calcistico qualunque rispetto alla Champions. Questo porta alla difficolta' di avere un "traino" di immagine fuori dal 6N che purtroppo e' un evento limitato a un paio di mesi. La celtic da questo punto di vista e' un esempio lampante: il tifoso medio non l'ha vista come un trampolinio per il movimento Italiano e se anche la dessero in TV gli ascolti sarebbero bassissimi e quindi e' stato difficile per la Rai convincersi ad investirci come prodotto. Il mondiale non cambia niente..e' un "mezzo 6N".

Consulente
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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da Consulente » 11 ott 2011, 9:40

Anche io penso che il mondiale non avrà alcun particolare effetto. Solo se avessimo ottenuto qualche grande risultato (almeno la semifinale, i quarti nella percezione del non conoscitore non sono certo un grande risultato) vi sarebbe stata una eco mediatica significativa e una punta di interesse.

Più in generale. è vero che il Rugby in Italia resta uno sport di nicchia, ma lo stesso può crescere. Può crescere se, dall'alto, Nazionale e Franchige cominciano a portare a casa risultati, Può crescere se, dal basso, si cerca di coinvolgere le scuole e si riescono a fare programmi seri a livello giovanile. Può crescere investendo un po' di soldi in sana pubblicità, cercando di costruire una immagine accattivante.

Brules
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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da Brules » 11 ott 2011, 10:25

Per quel che riguarda la domanda specifica credo che il mondiale non cambiera' proprio niente. Se anche fosse cambiato qualcosa in seguito ad un risultato importante sarebbe stato per poco tempo.

Io credo che gli sport "minori" abbiano un potenziale straordinario a livello di interesse. Se guardate l'hockey pista e la pallanuoto su raisport vedrete palazzi dello sport sempre molto gremiti. L'hockey ghiaccio a Milano in A2 fa un migliaio di spettatori, e giocano 40 partite all'anno, e i play-off di serie A fanno sempre 2-3000 spettatori. Io credo che i numeri della serie B o serie C di calcio non siano tanto lontani. Il calcio lo conoscono tutti ma secondo me il 70% dei tifosi di calcio italiani non e' mai stato in uno stadio o ci e' andato al massimo 2 volte. A Monigo vanno di certo piu' spettatori che a vedere il calcio in serie C2. Allora bisognerebbe chiedersi come mai l'edizione regionale del TG3 da spazio ai risultati della squadre di calcio locali di serie C invece di darlo alla squadra di rugby o di hockey ghiaccio? (a meno che non ci sia la finale scudetto di mezzo). Forse e' semplicemente incompetenza dei media? Parli del calcio dicendo le solite frasi fatte e vai sul sicuto? Bho :?: Effetto pecora? :?:
Si allenano 4 volte la settimana che significa più di 160 allenamenti all'anno.Con le partite, i tornei, le amichevoli diciamo che li incontriamo circa 200 volte.
Ora io sono un profano e non ho mai giocato ma non e' un po' troppo per un ragazzino di 14 anni? Purtroppo gli sport "minori" non offrono un'approcio allo sport di tipo "amatoriale" come fa il calcio a tutti i livelli e molti smettono e col tempo si disinnamorano.

aperturaestremo
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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da aperturaestremo » 11 ott 2011, 12:52

salfaby ha scritto:Ci sono tutta una serie di motivazioni che sono alla base dello scarso interesse e della scarsa diffusione del rugby non solo in Italia, non dimentichiamo che è uno sport di nicchia in tantissimi paesi che hanno grandi tradizioni negli altri sport di squadra basta per esempio pensare alla Germania, ai paesi dell'ex Iugoslavia, alla Spagna o ai paesi Scandinavi, innanzitutto ha regole non semplicissime da digerire, poi richiede un minimo di attrezzature che presuppongono la disponibilità di strutture, nonostante quello che viene più volte ripetuto non è uno sport per tutti (di Shane Williams ce n'è uno...) e poi, secondo me ha un pregio in senso sportivo che diventa però un difetto se sei dalla parte sbagliata (quella che tende a perdere per capirci) è lo sport dove la percentuale di vittorie di chi è più forte è maggiore, non ci si può arrangiare, al 99,99% se sei più forte vinci, il chè, se da un punto di vista sportivo è sacrosanto può diventare noioso alla lunga. Lo so quì ci sono tantissimi calciofobi, ma i motivi per cui lo sport è di gran lunga lo sport più popolare al mondo sono essenzialmente la sua facilità nel praticarlo (basta un prato e un mucchio di stracci...), il fatto che sia realmente alla portata di tutti (avete presente il più grande giocatore di tutti i tempi? 1,68 scarso baricentro basso, grassottello) e anche la sua totale imprevedibilità, nel 2004 una compagine di onesti manovali pallonari correndo come dannati e con un'interpretazione molto utilitaristica del gioco si portò a casa gli europei in una manifestazione dove c'erano almeno una decina di squadre più forti, facendo i dovuti paragoni, sarebbe come se il Canada vincesse la RWC, assolutamente impossibile. Secondo me il rugby è uno sport assolutamente fantastico ma non credo che diventerà mai popolare come volley, pallacanestro ecc. e secondo me parecchi forumisti di questo non è che siano particolarmente scontenti.
Tra l'altro a proposito di quanto scritto all'inizio mi chiedo, siamo sicuri che se alcuni dei paesi che ho citato (la Germania per esempio con i suoi 80 milioni di abitanti, la sua capacità di preparare scientificamente gli atleti, la potenza fisica mostrata in altri sport) fossero scossi dalla sacra febbre della palla ovale, i valori da secoli cristallizzati rimarrebbero gli stessi? Io non ne sono certo, ma attendo autorevoli interventi.
Quello che dici per il rugby -e cioe' che al 99,9% vince la squadra piu' forte- e' vero anche per il basket, anzi, secondo una ricerca fatta nel 2009 in Ungheria il basket era lo sport piu' prevedibile da questo punto di vista. Eppure mi sembra che il basket sia piu' popolare del rugby. E' vero, il calcio ha il fascino dei giant killers, squadrette che possono battere le squadre sulla carta piu' forti. E' il suo fascino principale, specie per me che nelle partite dove non sono impegnate Juve o Cagliari - che si dividono il mio cuore- tifo per gli "underdogs", per i piu' deboli. Pero' c'e' anche il problema del pareggio, che toglie spesso sapore. Nel rugby una partita puo' anche finire in pareggio, ma mai per "tacito" accordo fra le due squadre a 10 minuti dalla fine. E' un po' come gli scacchi ed il go; negli scacchi spesso si preferisce la patta ad un rischio di sconfitta, nel go si gioca sempre per vincere. Il rugby e' diffuso nei paesi dove e' penetrato prima della seconda guerra mondiale, da noi la federazione fu fondata nel 28 su input di Mussolini che pur odiando la perfida Albione, amava il rugby. In Germania il rugby esiste, pero' limitato alle due citta' che hanno visto massiccia presenza inglese dopo la seconda guerra mondiale, Hannover e Heidelberg. In Germania poi il basket, fino a 20 anni fa sport di nicchia, e' esploso quando i teseschi hanno vinto il primo europeo e hanno sfornato quello che e' attualmente considerato il migliore giocatore al mondo, Nowitzki. Nell'ex Jugoslavia gli inglesi non ci sono stati mai (nemmeno in Spagna e nei paesi scandinavi). Ci vogliono infrastrutture che non sono state mai create in quei paesi. Io credo che si dovrebbe fare attivita' capillare nelle scuole, facendo capire che il rugby e' sport molto molto formativo, creando campi -in un paese come il nostro non dovrebb'essere impossibile, mentre magari in Norvegia 6 mesi l'anno i campi si ghiacciano- e strutture. Si puo' fare molto di piu'. Nulla contro il calcio come primo sport, ma vorrei che il rugby fosse il secondo (di squadra) e non il quarto o il quinto, tutto qui. Sono convinto che, pur non avendo nulla contro gli altri sport, se la gente fosse avvicinata al rugby ne apprezzerebbe la bellezza e comincerebbe a praticarlo. Inoltre quanto ha detto un altro utente e' giusto: ottimo avere realta' provinciali templi di uno sport -nel basket ora domina Siena, citta' di 55 k abitanti, per anni poi le grandi squadre erano concentrate nel triangolo lombardo Milano-Varese-Cantu' con incursioni di Bologna e Pesaro- nella pallanuoto la riviera ligure di levante mi sembra dia 6 o 7 squadre alla serie A, ma uno sport per sfondare ha bisogno delle metropoli: in Francia il rugby si chiama Tolosa, Biarritz, Perpignan ma anche Parigi, con due squadre. in Inghilterra Londra ha diverse squadre in Premiership, anche se forse la piu' forte ora come ora gioca nelle East Midlands, a Leicester e una squadra storica e' Bath. Dobbiamo far si' che il rugby s'imponga seriamente a Roma e in altre metropoli (ho gia' citato qui il fatto che i massimi di spettatori il basket li ebbe con la finale Roma-Milano dell'83 e che anche la pallanuoto raddoppio' gli spettatori medi quando la finale fu Roma-Napoli).

daom
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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da daom » 11 ott 2011, 13:40

Ciao a tutti. Vorrei fare un commento che spero non sia un OT, ma... Voi state parlando della popolaritá del rugby fondamentalmente sui non addetti ai lavori (impatto mediatico,conivolgimento tramite vittorie,ecc)ma veramente mi chiedo sulla popolaritá e coinvolgimento degli addetti. Mi piacerebbe che zorrykid confutassi o confermassi la mia impressione, visto che lui ha seguito il girone italiano,ma di italiani che siano andati al mondiali non ne ho visto molti. Spno andato a vedere Italia-USA e da ció che mi é stato detto non c'era piú di un centinaio. Né la situazione economica (gli argentini erano sui 5 o 6 mila) ne le 30 ore (anche i francesi devono fare quel viaggio ed é pieno di loro) sono fattori che possono giustificare questa massiva assenza. Non vorrei annoiarvi con esempi,ma a fianco a me domenica scorsa c.'era un ragazzo argentino che lavora in Holanda e ha fatto il viaggio solo per la partita dei quarti (30ore +partita+notte on albergo e subito 30 ore di ritorno al lavoro) altri ragazzi (due coppiette simpaticissime) Non avendo i mezzi e neanche lavoro stabile in argentina sette mesi fa hanno chiesto il visto di lavoro e fra raccolta di kiwi,mele ed altro si sono pagati il viaggio ed i biglietti.
Boh,non lo so...ma ho l'idea che non sono solo i giocatori e la fir che non hanno la mentalitá giusta.
Finisco solo con un chiarimento, Non sto dicendo che chi non va ai mondiali é in "cattivo" tifoso oun menefreghista (la mia stessa presenza qua si deve ad una lunga serie di circonstanze
favorevoli,anche se quslcuna di queste l'ho creata io stesso), ma che nella legge dei numeri,se
questo sport fosse piú sentito anche dagli addetti sarebbero state piú persone a farsi un salto

Ultimo aneddoto (e sul serio che finisco) sull'aereo ho trovato due GIOCATORI ed uno di loro anche ALLENATORE di ragazzi,avendo la possibilitá grazie al club di scegliere fra due partite,hanno scelto di vefere Arg-inghilterra anziché ita-aus
Se il rugby é solo uno sport, il cuore é solo un organo

salfaby
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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da salfaby » 11 ott 2011, 15:50

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Quello che dici per il rugby -e cioe' che al 99,9% vince la squadra piu' forte- e' vero anche per il basket, anzi, secondo una ricerca fatta nel 2009 in Ungheria il basket era lo sport piu' prevedibile da questo punto di vista. Eppure mi sembra che il basket sia piu' popolare del rugby. E' vero, il calcio ha il fascino dei giant killers, squadrette che possono battere le squadre sulla carta piu' forti. E' il suo fascino principale, specie per me che nelle partite dove non sono impegnate Juve o Cagliari - che si dividono il mio cuore- tifo per gli "underdogs", per i piu' deboli. Pero' c'e' anche il problema del pareggio, che toglie spesso sapore. Nel rugby una partita puo' anche finire in pareggio, ma mai per "tacito" accordo fra le due squadre a 10 minuti dalla fine. E' un po' come gli scacchi ed il go; negli scacchi spesso si preferisce la patta ad un rischio di sconfitta, nel go si gioca sempre per vincere. Il rugby e' diffuso nei paesi dove e' penetrato prima della seconda guerra mondiale, da noi la federazione fu fondata nel 28 su input di Mussolini che pur odiando la perfida Albione, amava il rugby. In Germania il rugby esiste, pero' limitato alle due citta' che hanno visto massiccia presenza inglese dopo la seconda guerra mondiale, Hannover e Heidelberg. In Germania poi il basket, fino a 20 anni fa sport di nicchia, e' esploso quando i teseschi hanno vinto il primo europeo e hanno sfornato quello che e' attualmente considerato il migliore giocatore al mondo, Nowitzki. Nell'ex Jugoslavia gli inglesi non ci sono stati mai (nemmeno in Spagna e nei paesi scandinavi). Ci vogliono infrastrutture che non sono state mai create in quei paesi. Io credo che si dovrebbe fare attivita' capillare nelle scuole, facendo capire che il rugby e' sport molto molto formativo, creando campi -in un paese come il nostro non dovrebb'essere impossibile, mentre magari in Norvegia 6 mesi l'anno i campi si ghiacciano- e strutture. Si puo' fare molto di piu'. Nulla contro il calcio come primo sport, ma vorrei che il rugby fosse il secondo (di squadra) e non il quarto o il quinto, tutto qui. Sono convinto che, pur non avendo nulla contro gli altri sport, se la gente fosse avvicinata al rugby ne apprezzerebbe la bellezza e comincerebbe a praticarlo. Inoltre quanto ha detto un altro utente e' giusto: ottimo avere realta' provinciali templi di uno sport -nel basket ora domina Siena, citta' di 55 k abitanti, per anni poi le grandi squadre erano concentrate nel triangolo lombardo Milano-Varese-Cantu' con incursioni di Bologna e Pesaro- nella pallanuoto la riviera ligure di levante mi sembra dia 6 o 7 squadre alla serie A, ma uno sport per sfondare ha bisogno delle metropoli: in Francia il rugby si chiama Tolosa, Biarritz, Perpignan ma anche Parigi, con due squadre. in Inghilterra Londra ha diverse squadre in Premiership, anche se forse la piu' forte ora come ora gioca nelle East Midlands, a Leicester e una squadra storica e' Bath. Dobbiamo far si' che il rugby s'imponga seriamente a Roma e in altre metropoli (ho gia' citato qui il fatto che i massimi di spettatori il basket li ebbe con la finale Roma-Milano dell'83 e che anche la pallanuoto raddoppio' gli spettatori medi quando la finale fu Roma-Napoli).
In effetti anche nel basket è difficile che vinca la squadra + scarsa però non credo possa essere paragonato al rugby da questo punto di vista, se fai tutto e dico proprio tutto bene ma incappi in una serata storta al tiro (e capita, anche abbastanza spesso...) la partita la perdi, oltretutto nel basket gli arbitri secondo me possono condizionare di più la partita vista la marea di decisioni da prendere e anche la difficoltà di interpretazione sui contatti, è vero la Germania ha una buona squadra di basket ma questo perchè prima Schrempf e poi molto di più Nowitzki sono diventati giocatori di caratura mondiale, ma entrambi sono di formazione americana dal college all'NBA, non so in effetti quanto sia diffuso realmente il basket tra i tedeschi, sono sicuro però che se avessero un milioncino di praticanti nel rugby avrebbero una formazione molto forte, però è uno sport che non li prende, io credo che lamentarsi della scarsa diffusione di questo o di quell'altro sport in Italia sia una questione abbastanza inutile, c'è chi ama la pallamano chi il tamburello, dipende da cosa si è diffuso in una determinata realtà geografica, ma per le motivazioni che ho espresso nel precedente post mi sembra difficile che il rugby possa mai sfondare a livello di popolarità in Italia, al massimo, vista la sua spettacolarità, può diventare uno sporto molto seguito, tipo quelli dei motori o ai vecchi tempi il pugilato, ma praticato non credo. A proposito tra le piccole realtà del basket in Italia non dimenticare la mia piccola Caserta!

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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da milesgersenroma » 11 ott 2011, 17:04

sapete che i teutonici sono campioni europei di FA, nevvero? 8-)

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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da milesgersenroma » 11 ott 2011, 17:09

milesgersenroma ha scritto:sapete che i teutonici sono campioni europei di FA, nevvero? 8-)
tanto per vedere dove si gioca in lega 1 , cioè l'equivalente del super10
GFL North
Berlin Adler
Braunschweig Lions
Cologne Falcons
Kiel Baltic Hurricanes
Dresden Monarchs
Hamburg Blue Devils

GFL South
Marburg Mercenaries
Weinheim Longhorns
Munich Cowboys
Schwäbisch Hall Unicorns
Stuttgart Scorpions
Darmstadt Diamonds

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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da RigolettoMSC » 11 ott 2011, 22:18

milesgersenroma ha scritto:sapete che i teutonici sono campioni europei di FA, nevvero? 8-)
Ignorantissimo fui... Cosa essere FA?
Riccardo

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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da MAX_AM » 12 ott 2011, 0:06

RigolettoMSC ha scritto:
milesgersenroma ha scritto:sapete che i teutonici sono campioni europei di FA, nevvero? 8-)
Ignorantissimo fui... Cosa essere FA?
Football Americano 8-)
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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da Sator Arepo » 12 ott 2011, 6:39

daom ha scritto: Mi piacerebbe che zorrykid confutassi o confermassi la mia impressione, visto che lui ha seguito il girone italiano,ma di italiani che siano andati al mondiali non ne ho visto molti. Spno andato a vedere Italia-USA e da ció che mi é stato detto non c'era piú di un centinaio.
Se ti va bene che ti risponda io, visto che il girone l'ho visto anch'io, ai mondiali sono venuti in tutto 300 italiani (fonte: giornalistica). Io, personalmente, in piu' di un mese ne ho incontrati una cinquantina; li ho anche divisi per regioni di provenienza, se e' una statistica che interessa la posso scrivere. Nello stesso arco di tempo, avro' incrociato forse duemila francesi, per non parlare degli irlandesi, impressionante il numero dei sudafricani e avrai visto anche tu che perfino gli americani non erano certo pochi. La cosa che piu' mi ha sorpreso sono stati i molti argentini.

Comunque per capire quanto contano veramente i risultati nella diffusione di uno sport in un paese, potremmo azzardare un paragone con la Nuova Zelanda.
Premessa: qua il rugby e' come il calcio in Italia, primo sport di squadra e in assoluto; e il calcio e' al massimo come il rugby da noi, quarto sport di squadra dopo union, league e cricket, ammesso che superi il basket. I ragazzini giocano a rugby al campo giochi come i nostri giocano a pallone, e sono anche bravi, io mi fermo spesso a guardarli: vedi certi bocia di 8-9 anni con capacita' di corsa, finte e controfinte, esecuzione di calci tattici di tutti i tipi che forse da noi non vedi neanche in under 14.
Be' in tutto questo paradiso terrestre del rugby, si da il caso che, dopo i mondiali di calcio dell'anno scorso, il numero di calciatori praticanti in Nuova Zelanda sia raddoppiato. Ricordo i risultati degli All Whites: 0 vittorie, 3 pareggi, 0 sconfitte, ma soprattutto terzo posto del girone davanti all'Italia campione del mondo uscente. La televisione ha fatto vedere le partite ma gli orari erano comunque impegnativi, la stampa ne ha parlato, ma soprattutto hanno chiuso senza perdere una partita e improvvisamente hanno un movimento sportivo privo di un campionato nazionale che raddoppia le sue cifre.
Stamattina, quando ho aperto la mail, la home page di libero mi ha informato del 190esimo oro vinto dalla Vezzali ai mondiali di scherma, alla tenera eta' di 37 anni. Li' per li' mi sono detto "ma che caz*o, della scherma parlano perfino qua dove non ho visto una parola sulla RWC", ma mi sono reso subito conto che della scherma hanno parlato solo perche' la Vezzali aveva vinto. E lo stesso Petrucci nell'intervista dichiarava che i risultati del fioretto femminile e, occasionalmente, delle altre specialita', sono quelli che tengono vivo l'interesse intorno a questo sport e permettono sempre di arruolare nuove giovani promesse.
Not all those who wander are lost...

salfaby
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Re: effetto del mondiale sul rugby in Italia

Messaggio da salfaby » 12 ott 2011, 8:43

milesgersenroma ha scritto:sapete che i teutonici sono campioni europei di FA, nevvero? 8-)
appunto, quando parlavo della Germania tenevo presente anche questo, il materiale umano sicuramente c'è e non credo che ci siano tutti questi praticanti di FA, sarà tipo il settimo o ottavo sport di squadra per praticanti dopo calcio, basket, volley, pallamano, pallanuoto ecc. ecc.

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