Under 20 stagione 24/25
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Re: Under 20 stagione 24/25
partita buttata, quando giochi in superiorita' numerica per tutta la partita la devi portare a casa, oltretutto i georgiani hanno sbagliato molto anche loro altrimenti la portavano a casa senza problemi. Mai visti una saga cosi di errori , idee mancate e tanto altro, onore alla Georgia che ha giocato una grande partita e meritava la vittoria, il loro numero 8 (sembra un senior ) devastante e il 15 imprendibile.
Siamo molto indietro, anche io ho spento dopo l'annullamento della meta ma brutta brutta partita
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Re: Under 20 stagione 24/25
Due cose due, forse qualcosa in più:
- Piano tattico imbarazzante. Si sapeva che contro i georgiani non si doveva andare a giocare a testate, e invece abbiamo insistito anche quando la superiorità numerica è stata più marcata. Peccato grave se pensiamo che buona parte dei migliori azzurri visti finora giocano dietro. Fortunatamente il girone era talmente attorcigliato che la Georgia è stata obbligata a fare 5 punti e a non "accontentarsi" di raccogliere il macinato ogni volta che si poteva. Contro squadre più scafate (una su tutte? Il Galles che ha vinto a Monigo a febbraio) ieri sera ci sarebbe stato un naufragio;
- Piano "umano": a me sta bene che i ragazzi a 20 anni abbiano il diritto (a volte anche il dovere) di sbagliare. Pretendo però che ce ne siano almeno un paio che sappiano quel che sta succedendo in campo. Non può succedere che, per esempio, il capitano giochi sul 9 a metà campo dopo che i georgiani avevano dimostrato di non avanzare nelle ultime tre o quattro fasi. O la reazione di Casartelli. O il calciare in bocca all'unico georgiano dietro quando sei in 15 vs 12 e beccare il cartellino in ruck. Sarebbe servita pazienza, invece sembravamo spiritati.
Con una squadra del genere, con due cose messe a posto, rischiavi addirittura di entrare nelle prime 4 senza nemmeno fare i fenomeni.
- Piano tattico imbarazzante. Si sapeva che contro i georgiani non si doveva andare a giocare a testate, e invece abbiamo insistito anche quando la superiorità numerica è stata più marcata. Peccato grave se pensiamo che buona parte dei migliori azzurri visti finora giocano dietro. Fortunatamente il girone era talmente attorcigliato che la Georgia è stata obbligata a fare 5 punti e a non "accontentarsi" di raccogliere il macinato ogni volta che si poteva. Contro squadre più scafate (una su tutte? Il Galles che ha vinto a Monigo a febbraio) ieri sera ci sarebbe stato un naufragio;
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"Co te mori, no te se de essar morto, no te soffri, ma par chealtri a xe dura.
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Re: Under 20 stagione 24/25
...in tutto questo orrore rischiamo di archiviare questo mondiale U20 come il migliore di sempre per gli azzurrini in termini di piazzamento.
Stavolta ha pagato avere un'ottima difesa (forse l'unico fondamentale che ha funzionato): seconda assoluta con solo 3 punti in più subiti rispetto agli All Blacks.
E la Scozia rischia grosso di ri-retrocedere...
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Re: Under 20 stagione 24/25
Si ripropone comunque un leit motiv già visto in altri anni: sappiamo benissimo svolgere il nostro ruolo quando partiamo da sfavoriti, molto meno quando ad avere i favori del pronostico siamo noi. Più difficile eh, non ci piove, ma è un passaggio che ci manca.
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Re: Under 20 stagione 24/25
Ma se sono osservazioni che si fanno in un banale forum come il nostro, ma vuoi che gli addetti ai lavori non ci arrivano? Ma non preparano la partita anche in funzione di quella dello scorso anno che a grandi linee è stata molto simile?loverthetop_86 ha scritto: 10 lug 2025, 9:09 Si ripropone comunque un leit motiv già visto in altri anni: sappiamo benissimo svolgere il nostro ruolo quando partiamo da sfavoriti, molto meno quando ad avere i favori del pronostico siamo noi. Più difficile eh, non ci piove, ma è un passaggio che ci manca.
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Re: Under 20 stagione 24/25
Oltre che il ruolo di sfavoriti che ci sta meglio addosso resta il fatto che palla in mano sembra non sappiamo che fare e spesso operiamo scelte sbagliate come l' orrore di calciare con tre uomini in più. Molto meglio in difesa. Più in generale, i valori reali mi sembra siano venuti fuori non appena le partite sono state giocate con temperature più accettabili del caldo micidiale di prima.
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Re: Under 20 stagione 24/25
Non li metterei sullo stesso piano. Visentin, poveretto, deve continuamente correggere le castronerie del telecronista, e deve farlo in modo gentile, en passant, per fare in modo che il pubblico quasi si dimentichi di quello che ha detto l'altro.RigolettoMSC ha scritto: 10 lug 2025, 7:33
Boh, a me è sembrato che il commento fosse al livello della partita, o dalla postazione dei telecronisti non vedono bene la partita oppure certi commenti sono inspiegabili. La faccenda dei vantaggi ad un certo punto è sfuggita di mano ai due che non si raccapezzavano più tra vantaggio per in avanti e vantaggio per un fallo. Nell'ultima azione, a tempo scaduto, uno dei due ha detto che comunque l'Italia avrebbe avuto un vantaggio per una mischia. Ho invece apprezzato i "Mah..." desolati di Visentin ad ogni mega bischerata dei nostri ragazzi.
Per me Visentin è bravo, anche se forse non ha colto il motivo che aveva fatto rimanere in dodici i georgiani
"E ricordate, il male che fatte vi tornara indietro come un bungalow"
(Un NoVax rivolto al prof. Burioni)
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Re: Under 20 stagione 24/25
Ti dirò, vedendo la formazione l'altro giorno mi ero detto "Stavolta l'hanno studiata": niente coppia di centri asfaltante con Todaro a fare da cervello aggiunto, peso fuori, prima linea titolare a fare da finisher. Per me il rosso al georgiano ha fatto più male a noi che a loro, secondo me non siamo abituati a giocare pensando a questo tipo di variabili. Grave eh. Poi succede quello che si è visto, ossia tanti di quelli che di solito usano il cervello impantanarsi in sciocchezze (su tutti Casartelli).Mr Ian ha scritto: 10 lug 2025, 9:15Ma se sono osservazioni che si fanno in un banale forum come il nostro, ma vuoi che gli addetti ai lavori non ci arrivano? Ma non preparano la partita anche in funzione di quella dello scorso anno che a grandi linee è stata molto simile?loverthetop_86 ha scritto: 10 lug 2025, 9:09 Si ripropone comunque un leit motiv già visto in altri anni: sappiamo benissimo svolgere il nostro ruolo quando partiamo da sfavoriti, molto meno quando ad avere i favori del pronostico siamo noi. Più difficile eh, non ci piove, ma è un passaggio che ci manca.
E qui si aprirebbe tutto il capitolo "Dove e quanto giocano i nostri?"
Perché i georgiani ci hanno mangiato i risi in testa da questo punto di vista? Perché forse molti di loro sono espoirs in Francia e altri giocano (e parecchio) in un campionato interno di livello bassino ma ricolmo di ergastolani che di cose in campo ne hanno viste e vissute parecchie?
O perché i nostri invece la domenica giocano forse venti minuti o vengono messi in naftalina perché nel derby strapaesano bisogna far giocare l'ex (inserisci nome di squadra altisonante a caso) che ha 34 anni, che dopodomani smette ma che non puoi tener fuori perché ti è costato un patrimonio tra soldi e posto di lavoro raccattato e che poi chi lo sente il presidente?
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Re: Under 20 stagione 24/25
Aggiungo: a un certo punto è fondamentale sentire cosa dice l'arbitro. Molte volte non è semplice perché l'inglese dell'arbitro per via dell'accento non è sempre comprensibile al volo (per dire, Piardi, O'Keefe e l'arbitro di ieri sera parlano tre "inglesi" diversi). Se a questo aggiungiamo che di fianco hai uno che è sempre indietro di un paio di azioni e ti coinvolge si capisce che non diventa facile per nessuno, compreso Visentin.Garry ha scritto: 10 lug 2025, 9:44Non li metterei sullo stesso piano. Visentin, poveretto, deve continuamente correggere le castronerie del telecronista, e deve farlo in modo gentile, en passant, per fare in modo che il pubblico quasi si dimentichi di quello che ha detto l'altro.RigolettoMSC ha scritto: 10 lug 2025, 7:33
Boh, a me è sembrato che il commento fosse al livello della partita, o dalla postazione dei telecronisti non vedono bene la partita oppure certi commenti sono inspiegabili. La faccenda dei vantaggi ad un certo punto è sfuggita di mano ai due che non si raccapezzavano più tra vantaggio per in avanti e vantaggio per un fallo. Nell'ultima azione, a tempo scaduto, uno dei due ha detto che comunque l'Italia avrebbe avuto un vantaggio per una mischia. Ho invece apprezzato i "Mah..." desolati di Visentin ad ogni mega bischerata dei nostri ragazzi.
Per me Visentin è bravo, anche se forse non ha colto il motivo che aveva fatto rimanere in dodici i georgiani
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Re: Under 20 stagione 24/25
Non ci sarà retrocessione. Prossimo mondiale con 16 squadre.
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Re: Under 20 stagione 24/25
Nello psicodramma di ieri sera, un pensiero ai tecnici delle due squadre.
I nostri, che, spero, per il "difetto di comunicazione" così in voga oggi, non riescono a fare arrivare a chi è in campo i messaggi necessari a correggere la rotta (participio passato del verbo rompere).
I loro, per primo il finto intellettualoide, munito del conforto elettronico in mano, che, con faccia di bronzo da oscar, finge di non capire che un altro dei suoi deve uscire (Amashukeli' s rule, mi si permetta l' ironia).
Alla fine Todaro, omonimo del noto sommergibilista, riemerge e salva i naufraghi.
Non tralasciando il gesto internazionale che dedica a chi parla troppo, indirizzato ai devoti del Caucaso.
I nostri, che, spero, per il "difetto di comunicazione" così in voga oggi, non riescono a fare arrivare a chi è in campo i messaggi necessari a correggere la rotta (participio passato del verbo rompere).
I loro, per primo il finto intellettualoide, munito del conforto elettronico in mano, che, con faccia di bronzo da oscar, finge di non capire che un altro dei suoi deve uscire (Amashukeli' s rule, mi si permetta l' ironia).
Alla fine Todaro, omonimo del noto sommergibilista, riemerge e salva i naufraghi.
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Re: Under 20 stagione 24/25
Ho visto solo gli ultimi 15 minuti della partita, quelli più concitati e matti.RigolettoMSC ha scritto: 10 lug 2025, 7:33Boh, a me è sembrato che il commento fosse al livello della partita, o dalla postazione dei telecronisti non vedono bene la partita oppure certi commenti sono inspiegabili. La faccenda dei vantaggi ad un certo punto è sfuggita di mano ai due che non si raccapezzavano più tra vantaggio per in avanti e vantaggio per un fallo. Nell'ultima azione, a tempo scaduto, uno dei due ha detto che comunque l'Italia avrebbe avuto un vantaggio per una mischia. Ho invece apprezzato i "Mah..." desolati di Visentin ad ogni mega bischerata dei nostri ragazzi.
Il "bravo" a Visentin è un bravo in generale, non specificatamente per la partita di ieri: ha sempre un tono sorridente e positivo, scherza senza sbracare, si mette alla pari con il telecronista ufficiale senza sopraffarlo (telecronista ufficiale del quale non ricordo il nome ma che mi pare migliorato rispetto alla totale insipienza di qualche anno fa) e sembra capirne di tattiche e schieramenti in campo. Per me è una spalla sicuramente positiva
- jaco
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Re: Under 20 stagione 24/25
BUon per loro. E buon anche per il torneo così si finirà di vedere il ripescaggio di migliori terze e/o la bocciatura di peggiori terze...
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Re: Under 20 stagione 24/25
Il prezzo di questo miglioramento è la fine del U20 World Trophy, un peccato.jaco ha scritto: 10 lug 2025, 11:10 BUon per loro. E buon anche per il torneo così si finirà di vedere il ripescaggio di migliori terze e/o la bocciatura di peggiori terze...
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Re: Under 20 stagione 24/25
La notizia positiva legata a questa partita è che, finalmente, ci siamo ormai tutti resi conto che c’è un problema strutturale e che i tecnici di turno non hanno poi grandi responsabilità (fermo restando che, per me, il lavoro di Brunello è stato di un altro livello).
A questo punto, però, trovo giusto fare qualche precisazione a proposito delle riforme di Innocenti. Perché non è vero che il sistema è rimasto lo stesso. Il sistema è cambiato ed è stato fortemente limitato nelle sue capacità formative. Innocenti all’epoca disse che i risultati del suo operato si sarebbero visti a distanza di tre o quattro anni. Beh, ora ce li abbiamo davanti agli occhi.
Parto dai CDFP
Primo pesante depotenziamento del sistema: chiusura del CDFP di Prato.
Chiudere un CDFP su quattro non è una roba da poco: vuol dire togliere potenzialmente il 25% di capacità di formazione al sistema di cui fa parte. Stiamo parlando di un centro da cui sono passati (giusto per fare qualche nome) L. Cannone, N. Cannone, Pani, S. Gesi, A. Gesi. Neculai, Gallorini, Gasperini, Lucchesi (più una marea di ragazzi che ora militano in Serie A e SAE). Se dessimo tutti i giocatori passati da Prato a San Marino ci metterebbero su una squadra con cui qualificarsi al mondiale.
Secondo pesante depotenziamento del sistema: ingresso nel percorso di formazione con un anno di ritardo.
La selezione dei giocatori da inserire nel programma "elite", selezione fatta dai Comitati Regionali, è stata posticipata di un anno, così come l’ingresso nei CDFP. Cominciare un percorso un anno dopo significa accumulare un ritardo che i ragazzi rischiano di portarsi dietro per molto tempo (sicuramente fino alla U20), ancor più in un paese in cui i giovani sono accusati di maturare più tardi degli omologhi europei...
Terzo pesante depotenziamento del sistema: apertura dei fantomatici Poli di Sviluppo e allargamento del numero di giocatori selezionati per il percorso "elite".
Innanzitutto PDS hanno sottratto risorse - umane ma soprattutto economiche - ai CDFP, a fronte di un risultato che, in termini di formazione, è imparagonabile. L'attività nei PDS è saltuaria e i tecnici federali sono soltanto di supporto ai club, nei CDFP, invece, è quotidiana e con programmi di crescita personalizzati per ciascun ragazzo. Inoltre, a distanza di un anno dalla loro introduzione, nel Veneto era in funzione solo un Polo di Sviluppo (e parliamo del Veneto, figuriamoci altrove!), a testimoniare il ritardo con il quale questo "passaggio" è stato fatto (ritardo che i ragazzi hanno pagato sulla loro pelle). Queste scelte la presidenza Innocenti le ha fatte per coinvolgere un maggior numero di ragazzi nella formazione di alto livello, ma il risultato è che la qualità media dei giocatori selezionati si è abbassata drasticamente. E se la qualità si abbassa, allora sarebbe meglio essere onesti e non parlare più di percorso dedicato alla formazione di alto livello. A questo riguardo, poi, voi pensate davvero che il nostro movimento abbia numeri così elevati da dover selezionare più di 60/70 giocatori all’anno? Siamo davvero così ricchi di talenti? Certo, quando i posti non sono molti è inevitabile che qualche giocatore rimanga fuori, oppure sfugga ai radar federali, ma può pur sempre essere reintegrato più avanti o arrivare all'alto livello attraverso altre strade. Nel frattempo, però, tutti i ragazzi inseriti nel programma possono allenarsi facendo qualità e mantenendo un livello simile a quello dei loro coetanei irlandesi, francesi e inglesi.
L’ultimo pesante depotenziamento del sistema è la sostituzione (parziale) dell'Accademia Francescato con le due U23. Vabbè qui c'è poco da dire. Sulla carta poteva rivelarsi una genialata, nella pratica è stato un fallimento:
- i minutaggi dei ragazzi (soprattutto dei più giovani) sono crollati
- la qualità e il livello degli allenamenti dei tanti giocatori che non facevano parte delle Accademie U23 si è abbassato drasticamente, visto che un club (soprattutto se di Serie A) non è certo in grado di offrire un programma di allenamento a livello di quello dell’Accademia Francescato, che era a tutti gli effetti professionistico.
- di fronte a un percorso formativo poco chiaro, con scarse garanzie e di qualità inferiore rispetto al passato, molti ragazzi hanno scelto andare all'estero
Ultima cosa. Per un movimento come il nostro, mandare un'Accademia a giocare al 6N U20 o al Mondiale è un vantaggio enorme, perché, dopo aver giocato insieme tutto l’anno, quella squadra performerà meglio e otterrà risultati migliori di una nazionale assemblata qualche settimana prima del torneo. Per le nazionali dei grandi paesi rugbistici i risultati delle giovanili sono meno importanti della formazione dei ragazzi, ma per noi non può ancora essere così. A noi i risultati servono, perché solo con i risultati possiamo creare una mentalità vincente e a far sì che tutti i ragazzi abbiano l'ambizione di poter sempre vincere contro chiunque. E questa mentalità, poi, te la porti anche nella maggiore, come dimostrano gli attuali leader della nostra nazionale, i primi a ottenere buoni risultati con la under, che ora non si accontentano più di battere il Galles o la Scozia di turno, ma vogliono, finalmente, cominciare a vincere anche contro i migliori.
A questo punto, però, trovo giusto fare qualche precisazione a proposito delle riforme di Innocenti. Perché non è vero che il sistema è rimasto lo stesso. Il sistema è cambiato ed è stato fortemente limitato nelle sue capacità formative. Innocenti all’epoca disse che i risultati del suo operato si sarebbero visti a distanza di tre o quattro anni. Beh, ora ce li abbiamo davanti agli occhi.
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Chiudere un CDFP su quattro non è una roba da poco: vuol dire togliere potenzialmente il 25% di capacità di formazione al sistema di cui fa parte. Stiamo parlando di un centro da cui sono passati (giusto per fare qualche nome) L. Cannone, N. Cannone, Pani, S. Gesi, A. Gesi. Neculai, Gallorini, Gasperini, Lucchesi (più una marea di ragazzi che ora militano in Serie A e SAE). Se dessimo tutti i giocatori passati da Prato a San Marino ci metterebbero su una squadra con cui qualificarsi al mondiale.
Secondo pesante depotenziamento del sistema: ingresso nel percorso di formazione con un anno di ritardo.
La selezione dei giocatori da inserire nel programma "elite", selezione fatta dai Comitati Regionali, è stata posticipata di un anno, così come l’ingresso nei CDFP. Cominciare un percorso un anno dopo significa accumulare un ritardo che i ragazzi rischiano di portarsi dietro per molto tempo (sicuramente fino alla U20), ancor più in un paese in cui i giovani sono accusati di maturare più tardi degli omologhi europei...
Terzo pesante depotenziamento del sistema: apertura dei fantomatici Poli di Sviluppo e allargamento del numero di giocatori selezionati per il percorso "elite".
Innanzitutto PDS hanno sottratto risorse - umane ma soprattutto economiche - ai CDFP, a fronte di un risultato che, in termini di formazione, è imparagonabile. L'attività nei PDS è saltuaria e i tecnici federali sono soltanto di supporto ai club, nei CDFP, invece, è quotidiana e con programmi di crescita personalizzati per ciascun ragazzo. Inoltre, a distanza di un anno dalla loro introduzione, nel Veneto era in funzione solo un Polo di Sviluppo (e parliamo del Veneto, figuriamoci altrove!), a testimoniare il ritardo con il quale questo "passaggio" è stato fatto (ritardo che i ragazzi hanno pagato sulla loro pelle). Queste scelte la presidenza Innocenti le ha fatte per coinvolgere un maggior numero di ragazzi nella formazione di alto livello, ma il risultato è che la qualità media dei giocatori selezionati si è abbassata drasticamente. E se la qualità si abbassa, allora sarebbe meglio essere onesti e non parlare più di percorso dedicato alla formazione di alto livello. A questo riguardo, poi, voi pensate davvero che il nostro movimento abbia numeri così elevati da dover selezionare più di 60/70 giocatori all’anno? Siamo davvero così ricchi di talenti? Certo, quando i posti non sono molti è inevitabile che qualche giocatore rimanga fuori, oppure sfugga ai radar federali, ma può pur sempre essere reintegrato più avanti o arrivare all'alto livello attraverso altre strade. Nel frattempo, però, tutti i ragazzi inseriti nel programma possono allenarsi facendo qualità e mantenendo un livello simile a quello dei loro coetanei irlandesi, francesi e inglesi.
L’ultimo pesante depotenziamento del sistema è la sostituzione (parziale) dell'Accademia Francescato con le due U23. Vabbè qui c'è poco da dire. Sulla carta poteva rivelarsi una genialata, nella pratica è stato un fallimento:
- i minutaggi dei ragazzi (soprattutto dei più giovani) sono crollati
- la qualità e il livello degli allenamenti dei tanti giocatori che non facevano parte delle Accademie U23 si è abbassato drasticamente, visto che un club (soprattutto se di Serie A) non è certo in grado di offrire un programma di allenamento a livello di quello dell’Accademia Francescato, che era a tutti gli effetti professionistico.
- di fronte a un percorso formativo poco chiaro, con scarse garanzie e di qualità inferiore rispetto al passato, molti ragazzi hanno scelto andare all'estero
Ultima cosa. Per un movimento come il nostro, mandare un'Accademia a giocare al 6N U20 o al Mondiale è un vantaggio enorme, perché, dopo aver giocato insieme tutto l’anno, quella squadra performerà meglio e otterrà risultati migliori di una nazionale assemblata qualche settimana prima del torneo. Per le nazionali dei grandi paesi rugbistici i risultati delle giovanili sono meno importanti della formazione dei ragazzi, ma per noi non può ancora essere così. A noi i risultati servono, perché solo con i risultati possiamo creare una mentalità vincente e a far sì che tutti i ragazzi abbiano l'ambizione di poter sempre vincere contro chiunque. E questa mentalità, poi, te la porti anche nella maggiore, come dimostrano gli attuali leader della nostra nazionale, i primi a ottenere buoni risultati con la under, che ora non si accontentano più di battere il Galles o la Scozia di turno, ma vogliono, finalmente, cominciare a vincere anche contro i migliori.